MotoGP | Redding attacca Rins: “Perché guida una Yamaha ufficiale?”
"Lui è spagnolo ed essere inglese non rende le cose più facili"
Ospite nel podcast “Full chat”, Scott Redding, ex pilota MotoGP e WSBK e ora impegnato nel campionato britannico, ha lasciato intendere che nazionalità, equilibri politici e dinamiche interne al paddock possano influire quanto i risultati in pista. Un tema delicato, considerando la forte presenza di piloti spagnoli e italiani nella categoria regina. Proprio in merito a questo, il pilota inglese ha criticato apertamente la presenza di Alex Rins nel team ufficiale Yamaha, chiedendosi perché continui ad avere una moto factory nonostante risultati recenti poco brillanti. Secondo Redding, Rins resta un pilota di valore grazie al talento dimostrato in passato e alle vittorie ottenute con Suzuki, ma negli ultimi anni è stato frenato da infortuni e da una continuità di rendimento non sempre convincente. Da qui la provocazione: ci sarebbero altri piloti meritevoli di un’opportunità simile?
Dichiarazioni Scott Redding su piloti spagnoli e italiani più favoriti
“Spagna e Italia sono il cuore di questo sport, lì ci sono i soldi. Non voglio parlare male del campionato che è il migliore al mondo ma se guardiamo i piloti sulle moto ufficiali, soprattutto negli ultimi tre anni, sono tutti spagnoli e italiani. Prima che Marc Marquez arrivasse in MotoGP, esisteva una regola secondo cui i piloti rookie dovevano correre per uno o due anni su una moto satellite prima di passare a una moto ufficiale. Questo fu abolito l’anno in cui arrivò Marquez, e lui andò direttamente al Repsol HRC. Quando sei a quel livello, non sei solo svantaggiato perché usi una moto satellite per parecchio tempo ma anche per la questione dei finanziamenti. Ricevi somme che non sono nulla rispetto ai compensi di un italiano o di uno spagnolo e devi anche pagare per allenarti: devi andare in Spagna e in Italia a provare tre volte a settimana”
Dichiarazioni Scott Redding su Alex Rins
Ci sono ottimi piloti, niente da togliere a loro. Però, ce ne sono alcuni come Alex Rins che guida una Yamaha ufficiale da un paio d’anni, e mi chiedo: ‘Perché?’ È un buon pilota ma ha avuto molti infortuni e non è costante. Secondo me, non dovrebbe esserci, ma è spagnolo. Essere britannico non rende le cose più facili. È pazzesco che non ci siano piloti inglesi in MotoGP o Moto2″
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