MotoGP | La Ducati vola, ma Bagnaia delude [TITOLI DI CORSA]

Proviamo a capirne il perché

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Lo scorso 7 marzo, nelle ore subito dopo il debutto, deludente, in Qatar e dopo una pre-season talmente nevrotica da far arrossire anche il Rosso della sua Desmosedici, ci siamo ritrovati anzitempo a valutare un morale già abbondantemente al di sotto delle aspettative per Francesco Bagnaia.

Oggi, un mese e venti giorni dopo ma soprattutto dopo altre quattro bandiere a scacchi messe in archivio, il rendimento di Pecco ha preso volume in termini di kilometri percorsi, ma di certo non ha assunto i contorni sperati. Trentuno punti complessivi, decimo assoluto nel Mondiale, nessuna vittoria e tantomeno podi, con i due quinti posti ottenuti tra Argentina ed Austin sin qui a referto come i risultati migliori.

A tutto questo (magro) bottino, si è aggiunto il brutto high-side rimediato nelle qualifiche di Portimao che non solo lo ha costretto ad una rimonta forsennata in gara, ma gli ha soprattutto procurato un grande edema osseo alla spalla che ne caratterizzerà, ma non comprometterà, il prossimo week end a Jerez.

Escluse lesioni ai legamenti, e questa è fin troppo una buona notizia considerando le dinamiche dell’incidente, ma il Bagnaia che arriva in Andalusia ha poco per cui sorridere. Il paradosso è che la Ducati continua a sembrare la moto più veloce in circolazione, attuale leader anche nel campionato costruttori.

Vincente con Bastianini, sul podio con Zarco, Miller e perfino Martin, promettente tra le mani di Marini e Bezzecchi. Insomma, per quanto oggi non ci sia nessun pilota della Rossa nelle prime tre posizioni del Mondiale, il bilancio complessivo è da considerarsi più che positivo.

Il paradosso, per l’appunto, è che ad inizio stagione dalle parti di Borgo Panigale tutte, o quasi, le ambizioni ruotavano intorno a Pecco, dopo un finale di 2021 formato monstre e con la percezione di trovarsi in casa un quanto mai probabile futuro campione del mondo.

Intendiamoci, nulla è ancora perduto. Trentotto punti di ritardo, con ancora sedici lunghissime gare da qui alla fine e soprattutto in una stagione evidentemente senza padroni, rappresentano un ritardo per alcuni concetti quasi irrisorio. Non è di certo la matematica, per il momento, a preoccupare, lo sono molto di più una condizione psicologica incline alla fragilità ed un’incongruenza tecnica nella gestione della nuova GP22 che riemerge, puntuale, in ogni uscita.

Non ultima, la stessa caduta in Portogallo, seppur con condizioni meteo al limite, è stata la conseguenza anche di una scelta pneumatici rivelatasi azzardata. L’universo che ruota direttamente ed indirettamente (c’è anche una buona dose di sfortuna ndr) intorno a Pecco Bagnaia deve per forza modificare il suo asse di oscillazione, così da rimettere in piedi una stagione partita nella direzione sbagliata. Noi continuiamo ad aspettare fiduciosi, ma sarà il tempo, nostro malgrado, a consegnare e pretendere risposte concrete.

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