Max Biaggi: propositi di riscatto

Domenica si correrà sul mitico circuito di Le Mans. Situato a 5 km a sud della città di Le Mans e a 200 km a sud-ovest di Parigi il circuito è stato costruito nel 1965 intorno all’esistente circuito della 24 ore.
Max Biaggi cercherà la riscossa dopo le ultime due deludenti prestazioni dovute soprattutto ad una moto, la Yamaha, che non è certo stata all’altezza della situazione.
Nella pausa tra il Gp di Spagna ed il prossimo, appunto, in Francia, il pilota romano ha effettuato molti test al Mugello per trovare la messa a punto migliore per la sua Yamaha: “Abbiamo trascorso molti giorni al Mugello per sistemare la moto e so già che sarò veloce a Le Mans: speriamo di combinare qualcosa di giusto, questa volta…” .
Intanto Max, in attesa di entrare nel caldo clima del week-end di gara, fa un giro di pista con CanaleSport mostrando tutti i segreti del circuito francese.
“Il circuito di Le Mans utilizza parte del tracciato della “24 Ore” . Si parte dunque dal lunghissimo rettilineo dei box dove in sesta si raggiunge la velocità massima oltre i 285 chilometri orari verso la “Dunlop Curve” e la “Dunlop Chicane” che si affronta in seconda marcia.
Subito dopo comincia una lunga serie di curve piuttosto lente mentre il lungo rettilineo posteriore, dove si utilizza di nuovo la sesta è interrotto da una variante sinistra destra sinistra che richiede una frenata piuttosto impegnativa perché si passa da oltre duecentosessanta chilometri orari a poco più di cento.
Altre due curve lente portano ad una doppia curva a destra che va percorsa con un’unica traiettoria e che porta al rettilineo dell’arrivo.
Non è un circuito dei più veloci ma questo non vuol dire che sia facile, anzi. E’ tutto un susseguirsi di brusche frenate e successive accelerazioni dato che le curve sono tutte molto corte.
Qui è fondamentale avere una moto perfettamente stabile in frenata e con una buona trazione in uscita di curva.
Considero Le Mans un circuito tecnicamente impegnativo dove devi essere sempre molto concentrato perché la minima distrazione è fatale”.

Fonte: Canalesport

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