MotoGP | GP Ungheria Sprint Race, Di Giannantonio: “Non sono contento”

Al Balaton Park arriva solo un decimo posto per il pilota romano del VR46 Racing Team

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Fabio Di Giannantonio non ha brillato nella Sprint Race di Balaton Park. Il decimo posto è un bottino magro per un pilota che, nelle libere e soprattutto nel T3 del mattino, aveva mostrato un potenziale ben più alto. Eppure, dentro una gara complicata, c’è molto di più di quanto dica la classifica.

La partenza non è stata negativa, anzi: Diggia si era ritrovato subito in zona sesta posizione, pronto a costruire la sua gara. Ma il traffico, il peso della moto con il pieno nei primi giri e una configurazione che lo ha penalizzato in uscita di curva hanno trasformato la Sprint in una lotta continua.

La Ducati del #49 ha mostrato un comportamento chiaro: tanto grip in angolo, troppo poco quando era il momento di accelerare. E in un tracciato dove frenare forte e uscire ancora più forte è fondamentale, questo limite è diventato un muro. Nelle sue parole c’è un’analisi tecnica precisa, matura, che guarda avanti senza cercare scuse. Ecco cosa ha detto il #49 del Pertamina Enduro VR46 Racing Team ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

Dichiarazioni Fabio Di Giannantonio Sprint Race GP Ungheria Balaton Park MotoGP 2026

“Ovviamente non sono contento di come è andata la gara. La partenza non è stata neanche male: ero sesto nelle prime curve. Il problema è che credo possiamo migliorare un po’ la moto e su questa pista, dove si fa tanta fatica a frenare, è importante uscire forte ed essere almeno vicini a quello davanti. Io invece nei primi giri faccio sempre un po’ fatica perché con il pieno e con il peso la moto spinge tanto davanti, e con l’andare dei giri questa condizione migliora. Qui, dietro a tante moto, abbiamo fatto ancora più fatica.

Penso che abbiamo una modifica da fare per domani che per noi è abbastanza semplice e banale, ma oggi purtroppo non abbiamo centrato il risultato. Quando facciamo fatica usiamo il grip nel punto sbagliato: ho tanto grip in angolo e poi, quando c’è da uscire forte e accelerare, invece spinno tantissimo e perdo tutta la spinta. Non è un problema, è una caratteristica della configurazione che abbiamo scelto, e penso che domani possiamo sistemarla.

Per quanto riguarda lo stile di guida, Marc qui esalta il suo modo di guidare perché ha sempre tanta fiducia con l’anteriore, soprattutto in angolo, e riesce a tenere il freno dentro. Io invece, quando entro in curva e non mi sento perfettamente a posto, preferisco lasciare il freno. Questo nelle piste veloci mi dà un vantaggio perché porto tanta velocità, ma su piste come questa, se non sei proprio a posto, fai più fatica. Lui ha guidato in maniera pazzesca.

Noi non siamo messi male, ma potevamo fare un po’ meglio nella scelta del setup, che ovviamente parte da me. Domani cercheremo di sistemare tutto e fare una gara migliore.”

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