Superbike: L’anno della rinascita per Ducati?

Ernesto Marinelli, project director team Ducati Superbike, traccia un primo bilancio dopo il duro lavoro invernale partendo dalle prestazioni dei suoi due piloti.

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Si è chiuso da poco l’annus horribilis di Ducati nel Motorsport: il 2013 per certi versi è stato infatti, sia nella MotoGP che in Superbike, peggiore degli anni precedenti, a conferma dello stallo cui si era arrivati nello sviluppo delle moto e nella gestione delle squadra corse.

A provare a invertire questa tendenza, riportando ordine e reimpostando il lavoro di sviluppo, lo scorso novembre è arrivato Gigi Dall’Igna.
Nel campionato delle derivate di serie si è notato un cambiamento fin dalla prima gara a Phillip Island, in Australia, dove sia Davide Giugliano, sia Chaz Davies, al debutto assoluto sulla Panigale, hanno avuto un buon ritmo di gara, confermando così le buone impressioni uscite dai test pre-stagionali.

Enresto Marinelli, Project Director Ducati Superbike, alla vigilia del quarto round a Imola, cerca di fare un bilancio dei primi mesi della nuova gestione, a partire dai piloti:
“Entrambi li ho voluto fortemente, principalmente perché sono giovani, hanno fame di risultati, si sanno concentrare e sono alla stessa altezza. Normalmente avere un team con due piloti veloci, giovani e che vogliono avere successo è molto difficile, perché il tuo compagno di squadra è il primo avversario, ma il nostro compito è cercare di mantenere questa competizione positiva e costruttiva, senza farne una lotta”.

Parlando di Davide Giugliano, ha dichiarato: “Ho conosciuto Davide nel 2011 quando ha guidato la Ducati nel team Althea, in Superstock. Mi è sempre piaciuto, è un ragazzo eccezionale. E’un ragazzo che vuole avere successo, si arrabbia davvero con se stesso quando le cose non vengono bene, è molto facile sedersi e parlargli. Dà sempre il 100%. Il suo talento è in crescita costante dal 2011 e quest’anno è davvero forte. Mentalmente è meno impulsivo, la moto sta facendo di più quello che vuole, e il suo stile è meno al limite rispetto a prima.Ho visto la sua gara in Australia e sono rimasto molto contento di come l’ha condotta, è stato intelligente e costante”.

Molto diverso il temperamento dell’altra metà del box, Chaz Davies è infatti per certi versi il tipico ragazzo inglese:
“Con lui il lavoro è diverso. È una persona più calma e non dà mai il 110% fino a quando non è vicino alla gara. È molto contento della moto e si costruisce sempre la sua strada, quando lo si vede dietro è solo perché sta pensando e sta lavorando e talvolta questo è il problema”.

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