MotoGP – Preview Donington Park – Il pensiero di Melandri sul tracciato

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Come Valentino Rossi, anche Marco Melandri risiede in Inghilterra. A dire il vero Donington Park rappresenta più per il ravvenate il secondo GP di casa, visto che ha una “piccola” abitazione solo a 5 chilometri dal tracciato con più storia e fascino della Gran Bretagna. All’attuale secondo in campionato Donington piace, ha già vinto qui nel 2002 in due-e-mezzo con l’Aprilia, l’anno passato era nel gruppo dei primi sino a quella misteriosa scivolata nell’ultima chicane in sella alla Yamaha YZR M1. Oggi, con la Honda, Marco si sente a suo agio, in particolar modo a Donington, che sembra conoscere molto bene, visto come la descrive…

“La pista di Donington è un tracciato particolare, caratterizzato da una prima parte veloce, dove è divertente guidare e da una seconda parte più lenta.
Grazie al nuovo manto di asfalto realizzato lo scorso anno, la pista è migliorata molto ed ha un buon grip. La sessione che preferisco sono i primi due intertempi: la discesa ed il curvone in salita sulla sinistra, questo è un punto particolarmente bello, divertente e soprattutto molto impegnativo.
I punti dove è più facile superare sono le tre curve lente dell’ultima parte della pista.

Il segreto per un buon giro? Un giro della pista di Donington Park va affrontato con decisione e coraggio, necessario soprattutto quando si affronta la curva in discesa nel giro veloce con la gomma da tempo. Inoltre è importante essere flessibili ed adattarsi alle caratteristiche della pista: devi essere pronto a passare da curve veloci nelle prima parte a curve molto lente (le ultime tre, in particolare). Il segreto per un buon giro è quindi dato da un abile compromesso tra violente staccate ed una guida pulita.
Posso dire che il GP di Donington è la mia seconda gara di casa perché abito a meno di due miglia dal circuito. L’atmosfera che si respira qui è però molto diversa da quella del Mugello. Sono contento perché il numero degli spettatori ogni anno aumenta costantemente a dimostrazione del crescente interesse della MotoGP in Inghilterra ma il calore del pubblico è lontano da quello italiano.

Il miglior ricordo legato a questa pista è la mia vittoria nel 2002 quando correvo in 250cc. Il peggior ricordo? Il GP 2004 quando nella caduta mi sono rotto il pollice, mi sono dovuto operare e il problema alla mano ha condizionato il resto della stagione”.

Alessio Piana

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