MotoGP | Marquez su Rossi: “Non voglio che i miei tifosi provino rancore”
Il #93 della Ducati: "Ritiro? La cosa più difficile per uno sportivo è sapere quando e come farlo"
Marc Marquez ha rilasciato una lunga intervista a “El Objetivo”, il programma di Ana Pastor su LaSexta.
Come riporta Marca.com, il campione di MotoGP 2025 ha parlato di tutto, non solo di sport e motociclismo. Ha spiegato perché non vive ad Andorra ma a Madrid.
Non poteva mancare un pensiero su Valentino Rossi, sui suoi tifosi e sull’infortuni avuti in carriera, non ultimo quello avvenuto in Indonesia, quando fu tamponato da Marco Bezzecchi.
Un’incidente che gli ha fatto perdere il finale di stagione e i test post-gp di Valencia. Ora Marquez, tornato da poco in sella, è pronto per i primi test del 2026, quelli di Sepang.
Dichiarazioni Marc Marquez Il dolore e la spalla destra
“La tolleranza al dolore è alta. Questo mi ha aiutato in molte occasioni, ma mi ha anche penalizzato in altre, facendomi dire che quella lesione non era poi così grave. Dico sempre: ‘Convivo’. Sai che certi movimenti non li puoi fare. Se dormo sul lato destro, mi fa male. Ci sono cose come giocare a padel o lanciare sassi nel fiume: se lo faccio per tre giorni di fila, mi fa male.
Ci sono tre fasi: la prima, non vuoi sapere nulla da nessuno, sei distrutto. Ho vinto il Mondiale e sono stato tre settimane a casa senza vedere nulla. Il dolore ti fa venire il nervoso e lo sfoghi con i tuoi. Poi c’è la fase del ‘ci sono’, ma in realtà non ci sei. È lì che mi frenano e mi lascio frenare. L’ultima fase è quella della pazienza, non volere più di ciò che devi fare in quel momento. Vuoi salire su una moto, ma non devi farlo.”
Salute mentale
“È fondamentale che il tuo entourage ti possa dire sia le cose buone che quelle cattive. Altrimenti non è il tuo entourage, sono i tuoi schiavi.”
Incidenti
“Le cadute forti sono quelle che ti segnano. Molti piloti arrivano in MotoGP e cadono una o due volte e sembra quasi che non sappiano andare in moto. Cadere ti insegna il limite, il ‘così non si fa’. Cerchi sempre il filo del rasoio, altrimenti lo farebbero tutti, ma ti fai male, ti giochi la vita, e ne siamo consapevoli, anche se non vogliamo parlarne. È un argomento tabù, ma quando sei a casa tranquillo… hai rispetto. Se ti sei fatto male, lo senti fin dal primo momento.”
Denaro
“Quando faccio programmi con gli amici, cerco di fare così: io metto la villa per le vacanze, ma loro, senza bisogno di dirlo, pagano la spesa. Con la mia ragazza è lo stesso. Non serve parlarne. Se qualcuno non tira fuori i soldi per pagare… non è che non li abbia, ma non serve parlarne. Penso sempre che, per quanto denaro tu possa avere, il tempo non lo puoi comprare. Penso: ‘Non me lo spenderò tutto’. Ovviamente tutti hanno un prezzo, ma mi piace godermi il tempo che ho.”
Andorra
“Ho pagato le tasse in Spagna per tutta la mia vita. Ho avuto una casa ad Andorra e ho provato. Cervera è a un’ora e ci siamo andati molte volte, andavo a passare il fine settimana con i miei genitori. Quando ho iniziato nel Mondiale, sono rimasto lì, ma a 22 anni mi sono detto: ‘Mi compro una casa come seconda residenza’. Sono durato due mesi di fila. Ho detto: ‘No, io Spagna e basta’. Non lo faccio per mandare alcun messaggio. Lo faccio perché lo sento così, perché è così. Sono anche consapevole delle tasse, di dove vanno e dove no.”
Bandiera della Spagna
“Siamo in libertà di espressione, no? Sono catalano, amo la Catalogna, ma sono spagnolo, amo la Spagna, il Sud… Non sono cose incompatibili. Tiro fuori la bandiera che sento in quel momento.”
Social e critiche
“Leggo il giusto e necessario, né buono né cattivo. L’essere umano è così e si concentra sul negativo. Su cento commenti, ti restano in mente i due peggiori. Ora non mi fa più effetto. Chi dice che non gli fa effetto mente. I social dovrebbero avere nome, documento e profilo.”
Ritiro
“Non credo. La cosa più difficile per uno sportivo è sapere quando e come farlo. Finché c’è passione… So che mi ritirerò prima per il corpo che per la testa. Siamo in uno sport in cui gli infortuni… ultimamente non mi hanno rispettato, anche se prima sì.!
Valentino Rossi
“Fanno domande, ma è normale. Vivere con rancore è molto duro. Non voglio che i miei tifosi provino rancore, che conservino le energie per applaudire me. Quando mi sono infortunato, un altro pilota mi ha colpito. Ha commesso un errore, ma nessuno lo fa volontariamente, anche se la gente, a volte, non lo capisce.”
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