MotoGP | Bagnaia e Ducati: già morale in rosso? [TITOLI DI CORSA]

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Che quanto visto in occasione del primo week end di gara in Qatar non potesse, e non dovesse, consegnare sensazioni positive a Pecco Bagnaia era più che mai chiaro, oltre che ragionevolmente naturale viste le ambizioni costruttive e costruite, con merito, intorno al pilota torinese.

Ma che nell’immediata vigilia della seconda tappa in Indonesia ci dovessimo, già, trovare ad analizzare uno stato d’animo precocemente in ribasso, questo, oggettivamente, era difficile ipotizzarlo. Vada bene che dodici mesi fa, nella prima assoluta in sella alla Ducati ufficiale, Bagnaia era riuscito proprio in Qatar a stampare un terzo posto dai contorni quasi miracolosi.

Vada bene, anche, che quanto mostrato da Pecco nelle ultime otto gare del campionato 2021, escluse isolate eccezioni, possa aver consegnato da parte di molti un entusiasmo di rossiana memoria (nell’accezione Valentiniana del termine).

Ma ritrovarci, nel post gara qatariota, a leggere e ad analizzare le parole di un Bagnaia talmente diretto nel puntare il dito contro lo scarso rendimento della nuova Desmosedici a tal punto da associare il suo ruolo in sella alla Rossa a quello di un tester, anziché di una prima guida pronta a conquistare ed esaudire i sogni iridati, ci sembra francamente un po’ troppo. Logico anche per lui immaginarlo ed immaginarsi subito protagonista, subito veloce, subito brillante e davanti a tutti.

Se non fosse che ad elementare sensazione di chi guarda, o scrive in questo caso, nell’algoritmo costruito durante la sosta invernale per tentare l’assalto al titolo si sia trascurato un aspetto fondamentale: la familiarità con il mezzo. I pochi giri messi in archivio, le continue modifiche su una moto veloce ma ancora, evidentemente, incompleta, per una somma complessiva difficile da interpretare, oggi, ma con la necessità di colmare quanto prima i propri gap cronometrici e di affidabilità.

In un Campionato senza favoriti ed apparenti padroni, Bagnaia ha le carte giuste da giocare per prendersi il suo ruolo da primo attore, ma per far sì che ciò accada, fin da questo fine settimana in Indonesia, servirà innanzitutto serenità di testa, sua, ma non meno una Ducati veloce e disposta, oltre che concretamente capace, ad iniziare questa stagione partita con una gara di ritardo.

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