Inaugurata a Santo Domingo “Casa Simoncelli”

La mamma di Simoncelli "Sono sicura che gli piacerebbe e sarebbe orgoglioso che il suo nome fosse ricordato in un posto così lontano da noi"

Inaugurata a Santo Domingo “Casa Simoncelli”Inaugurata a Santo Domingo “Casa Simoncelli”

La Fondazione Marco Simoncelli Onlus è molto attiva ed è di questi giorni la notizia dell’inaugurazione di “Casa Simoncelli” a Santo Domingo. Un progetto nato in collaborazione con la Gazzetta dello Sport (con i proventi del libro Ciao Sic, pubblicato subito dopo il tragico 23 ottobre 2011) e che ha permesso la realizzazione di una Casa per bimbi disabili presso l’Orfanotrofio NPH a San Pedro de Macoris con la donazione di 215 mila euro.

Nei giorni scorsi Paolo e Rossella Simoncelli si sono recati personalmente presso questo orfanotrofio che attualmente accoglie 215 bambini orfani, molti figli di clandestini provenienti da Haiti, tra i quali 9 bambini disabili, che al momento vivono in una casetta all’interno del complesso, non adeguata alle loro specifiche esigenze e con le dovute caratteristiche di sicurezza e necessità di assistenza.

“Sono belli i colori – dice mamma Rossella alla Gazzetta, giunta col resto della famiglia e Kate, la fidanzata di Marco – Mi piace che sia stato fatto per Marco. Sono sicura che gli piacerebbe e sarebbe orgoglioso che il suo nome fosse ricordato in un posto così lontano da noi.”

Paolo Simoncelli ha incoraggiato i bambini ad inseguire un sogno, così come stava facendo Marco e poi ha agiunto “I veri campioni non siamo noi che abbiamo messo i soldi per costruire tutto questo, ma le persone che seguono questi ragazzi. Io non sono capace, anche se Marco mi aveva insegnato come risolvere il problema: lui abbracciava tutti.”

Ha poi parlato Kate, la ragazza del Sic “Non pensavo che sarebbe venuto fuori qualcosa del genere, quando ero venuta a vedere i progressi dei lavori. Mi sono commossa a vedere che cosa è stato fatto e non riesco a immaginare quanto mi emozionerò per il progetto tutto nostro della Casa che faremo a Coriano.”

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7 commenti
  1. bcs

    27 Dicembre 2013 at 15:39

    Bravi!

  2. bibo

    27 Dicembre 2013 at 20:47

    forse era meglio in italia

  3. n75

    28 Dicembre 2013 at 10:55

    “Ho avuto la fortuna di conoscerlo questo ragazzo, a un evento in cui premiavano lui per lo sport e me per altre cose che forse non meritavo nemmeno. Ebbi modo di stare parecchie ore con Simoncelli. Vedere Simoncelli ti faceva stare meglio. Questo è il meccanismo del privilegio, c’è chi è luminoso e lascia una traccia dietro di sé. Il problema è quanti giovani di quell’età muoiono anche sul lavoro, nella miseria sulle panchine, questa è la differenza esistenziale. Può darsi che Simoncelli sia un esempio, anche l’esempio della sfortuna, perché alla fine era un ragazzo sfortunato, un ragazzo scintillante e sfortunato. Ecco il valore: non serve scrivere un capolavoro o fare una scultura, serve comportarsi. Io credo che il monumento più bello che possiamo fare a questo ragazzo che ci ha insegnato molto pur essendo giovane è di imitarlo, di comportarci come lui. L’avevano anche attaccato perché aveva buttato fuori pista un avversario. Ma il suo volto luminoso era la risposta per tutti. Il volto è come la scatola nera degli aerei, registra quello che sei. E bastava guardarlo, quel ragazzo lì, per capire chi era, che non era uno che buttava fuori gli avversari. Ecco perché gode di quest’attenzione. Un ragazzo che insegnava ad avere entusiasmo. Anche a me. Ecco il suo valore, non perché vinceva le gare. Il valore della semplicità”.

    Mauro Corona

  4. Pat

    28 Dicembre 2013 at 21:25

    GRAZIE MARCHINO!!!!
    SEI SEMPRE NEL NOSTRO CUORE!
    pat&marga

  5. Bryan

    29 Dicembre 2013 at 18:49

    Secondo me vengono dedicate troppe attenzioni alla morte di Simoncelli, ma in modo sbagliato, si dovrebbe cercare di aumentare la sicurezza anche sulle piste, non fare il contrario riuscendo persino a portare alla morte un’altro grande pilota, Romboni, sul suo incidente si possono tirare in ballo molte cose, come per esempio il fatto che in Italia le fiere e manifestazioni sportive (non gare) non abbiano molti obblighi sulla sicurezza, come le gare, e lo so per esperienza, hanno annulato una gara di campionato Italiano Autocross, perché i parcheggi delle auto del pubblico, erano troppo vicini alle auto da competizione, mentre in una manifestazione, che fanno qui in Veneto, è permesso partecipare con solo casco (anche da sci!) obbligatorio, ed auto stradali, persino senza rollbar! Una manifestazione può essere pericolosa come ad una gara, se non di più considerando il luogo in cui si svolge, quindi perchè imporre meno sicurezza? Per esempio il pubblico è a distanza molto ravvicinata dal luogo, e con una fetuccina di nylon come sicurezza! Da pilota, so che anche se è una manifestazione, ero lo stesso al limite, come in gara (e penso sia così per tutti), un errore è normale che ci possa essere… Questo vale anche per il mondo delle moto, ma tornando alle atenzioni che dedicano a Simoncelli, lo fanno solo per scopo di lucro, vendendo la sua immagine… ci hanno provato anche con Antonelli, persino sbagliando al telegiornale, dove hanno parlato della morte di Antonelli, ma invece di dire Antonelli hanno detto Simoncelli!!! Incopetenza mediatica! Dovrebbero, invece di parlarne negli studi televisivi, dovrebbero migliorare la sicurezza del mondo motoristico, non guadagnarici con le morti!!!

    • testoner

      29 Dicembre 2013 at 21:07

      il tuo discorso nn fa una piega….. ma adesso verrai massacrato dai soliti 4 ignora-nti che ti diranno che nn ti devi permettere di parlare del….

  6. bibo

    30 Dicembre 2013 at 20:57

    io avrei preferito che avessero fatto qualcosa qui in italia,forse lo hanno fatto la perchè da noi con gli stessi soldi fai poco.. ormai ne abbiamo bisogno anche noi di beneficenza…

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