SBK| Pirelli Spanish Round: Chaz Davies spera in una Ducati al top

Il gallese vuole il secondo posto in classifica generale

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L’Aruba Racing Ducati arriva in Spagna a Jerez de la Frontera, teatro del dodicesimo appuntamento della stagione, fiduciosa di poter aver un altro fine settimana positivo: Chaz Davies e Marco Melandri hanno molta esperienza su questa pista anche se il comportamento soprattutto degli pneumatici con la nuova ri-asfaltatura sarà un’incognita per tutti.

Dopo la doppietta della scorsa stagione, Davies spera di adattare rapidamente la Panigale al nuovo asfalto per continuare il passo mostrato in Gara2 a Magny-Cours e lottare per il secondo posto in campionato con Tom Sykes (Kawasaki Racing Team), a cui deve recuperare nove punti.

“Abbiamo ottenuto buoni risultati a Jerez” – ha dichiarato Chaz Davies – “La Panigale R si è rivelata competitiva, specialmente per quanto riguarda il consumo delle gomme. In passato era sempre difficile preservare il posteriore ed allo stesso tempo trovare le migliori sensazioni con l’anteriore, specialmente con temperature alte. In ogni caso la pista è stata riasfaltata, quindi dovremo innanzitutto capirne le caratteristiche. Solitamente questo tipo di interventi porta a cambiamenti radicali, quindi sarà interessante perché abbiamo passato tanti anni correndo sullo stesso asfalto, sostanzialmente abituandoci ad esso. Ripartiremo dall’assetto utilizzato nelle ultime gare, e cercheremo di adattarlo in base alle novità del tracciato. Vogliamo concretizzare il nostro potenziale e portare a casa quanti più punti possibili”.

Marco Melandri torna su una pista che gli piace particolarmente quindi spera di ripetere il risultato del 2014, quando ha firmato una doppietta: l’italiano ha spiegato che la temperatura del tracciato e i livelli di aderenza saranno la chiave del fine settimana.

“Jerez è sempre stata una delle mie piste preferite, ed è indubbiamente quella sulla quale ho percorso più chilometri in sella alla Panigale R. Il fatto che sia stata riasfaltata per me ha rappresentato un po’ una sorpresa, perché il manto era tra i migliori in calendario. Questo sicuramente rimescolerà le carte, e non vedo l’ora di scendere in pista e scoprire cosa è cambiato. In passato le temperature influenzavano molto le prestazioni, con il caldo la pista diventava molto più lenta e dovevi privilegiare la durata della gomma a scapito dei tempi sul giro, mentre ora potremmo trovare un grip più elevato, simile alle condizioni dei test invernali. A Magny Cours abbiamo fatto altri passi avanti, pur perdendo un’occasione la domenica. Sento che è il momento propizio per raccogliere i frutti migliori del nostro lavoro”.

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