MotoGP | Morbidelli, dove sei finito? [TITOLI DI CORSA]

La Yamaha lo conferma e lui smentisce il ritiro. Ma è ora di cambiare rotta

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C’era un giovane pilota italiano, già campione del Mondo in Moto2, che chiudeva la sua terza stagione in sella ad una MotoGP al secondo posto in classifica, dopo una seconda parte di campionato vissuta da assoluto protagonista.

Letta così, e se escludiamo quanto successo in questo 2022, potrebbe tranquillamente essere la storia di Francesco Bagnaia, aggiornata a soli dodici mesi fa. Per fortuna di Pecco però, oltre che della Ducati e del motociclismo italiano, gli stessi ultimi dodici mesi hanno mandato in archivio un’impresa destinata ai libri di storia contemporanea.

Ed allora, quella recitata nell’incipit dei nostri Titoli di Corsa di questa settimana resta, solamente, la storia (sin qui) di Franco Morbidelli. Il parallelismo con Bagnaia, più giovane di lui di tre anni, è solo uno spunto relativo in un periodo in cui si è tornati a parlare spesso del “Morbido”, più per ciò che il futuro immediato potrebbe riservargli che per una buona e tonificante dose di sensazioni positive.

Qualcuno nei giorni scorsi aveva addirittura fatto trapelare l’idea, oltre che la notizia, di un possibile ritiro del pilota italo-brasiliano, prima che lo stesso diretto interessato smentisse prontamente, con il temperamento e la dialettica di chi di strada, in tutti sensi, ha ancora voglia di percorrerne tanta.

Di fatto, i dubbi su quello che potrà essere il futuro di Morbidelli permangono, considerando che la prima stagione intera da pilota ufficiale Yamaha si è conclusa in un naufragio tecnico, calcolando anche che l’infortunio di metà 2021 rischia di aver lasciato scorie fisiche molto più complesse di quanto si potesse immaginare.

Inoltre, il rendimento di una moto in difficoltà e in ritardo rispetto alle prime della classe, sommato ad un roster di pretendenti che non hanno risparmiato sfilate, ed appuntamenti, ufficiali nei box dell’ultima gara di Valencia, rimettono il bilancino dell’incertezza pesantemente in equilibrio.

Yamaha per ora non sembra manifestare dubbi: il prossimo anno una delle due M1 ufficiali sarà ancora proprietà sportiva di Franco Morbidelli, ma l’idea che sia qualcosa di molto vicino ad un’ultima chiamata per risollevare una carriera resta una valutazione concreta, così come lo spauracchio di dover ricordare con qualche rimpianto il Franco Morbidelli che è stato e soprattutto che poteva essere.

Per fortuna, nostra per primi, esiste anche la consapevolezza che talento e tenacia siano duri ad appassire e che dalle parti del Morbido questi, di certo, non mancano. Il futuro, immediato, traccerà la rotta naturale delle cose, e l’augurio è che sia quella giusta per restituirci un pilota che tutti abbiamo ancora tanta voglia di vivere.

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