MotoGP: Intervista esclusiva a Marco Melandri, tornato quest’anno in Top Class

Con il rider ravennate abbiamo affrontato tanti argomenti, dalla decisione di lasciare la SBK, alla nuova vita da papà

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Aprilia MotoGP – Siamo con Marco Melandri, che quest’anno è tornato in MotoGP per correre in sella all’Aprilia. Il pilota ravennate dopo una lunga parentesi in Superbike (dal 2011 al 2014 ha corso con Yamaha, BMW e Aprilia e proprio con la casa di Iwata ha sfiorato il titolo nel 2011) torna quindi nel campionato che nel 2002 lo vide conquistare l’alloro iridato della classe 250cc (proprio con Aprilia) e che lo ha visto correre nella Top Class dal 2003 al 2010. Il #33 ha corso in Top Class due anni con la Yamaha, tre con la Honda, uno con la Ducati, uno con il Team Hayate Racing, nato dalle “ceneri” della Kawasaki, per poi concludere la sua parentesi sempre con la Honda nel 2010. A fine 2014 è stato di fronte ad una difficile scelta, restare in Superbike con Aprilia, una casa che però non è più presente direttamente, oppure seguirla nel suo ritorno alla MotoGP, un anno prima di quello che la casa veneta aveva pianificato. Alla fine “Macho” ha scelto di tornare nel motomondiale, ecco cosa ci ha raccontato a tal proposito.

Marco, quanto è stata sofferta la decisione di lasciare la Superbike, un campionato che sentivi “tuo” e che però non sei riuscito a portare a casa, per tornare nel Motomondiale con una moto tutta da scoprire?

“E’ stata una lunga decisione non solo da parte mia ma anche di Aprilia.”

Tra due settimane ci saranno i test di Sepang. Nei test svolti a fine 2014 in sella all’Aprilia MotoGP hai faticato a riprendere “mano” con pneumatici Bridgestone e freni in carbonio. Cosa ti aspetti dal test malese?

“Mi aspetto un test difficile dopo tanti mesi senza moto, vado in Malesia con la voglia di guidare senza aspettative.”

Avrai a disposizione il motore a valvole pneumatiche e altre novità?

“In Aprilia si é lavorato molto anche su ciclistica ed elettronica, quindi sará per noi un vero e proprio “shakedown”. Anche perchè il motore a valvole pneumatiche a Jerez lo provai solo per pochi giri.”

Torni nel Motomondiale a distanza di cinque anni dalla tua ultima apparizione, cosa è cambiato per quel poco che hai potuto vedere?

“Ancora è presto per dirlo. Di sicuro il livello tecnico é cresciuto ulteriormente e le differenze tra i primi ed il centro gruppo non mi sembrano più colmabili solo dal talento del pilota.”

Sei da poco papà, questo ha cambiato il tuo approccio alle gare?

“La vita è cambiata tantissimo, ed in meglio. Per quanto riguarda le gare invece non é cambiato nulla del mio approccio.”

Pensando alla tua carriera, hai qualche rimpianto?
“No nessuno. Credo che anche le esperienze negative mi abbiano aiutato a crescere, come uomo e come pilota.”

Visto da fuori, che idea ti sei fatto di Marc Marquez? E’ proprio imbattibile?

“Per ora sembra il pacchetto vincente. Se niente rovina l’equilibrio rimarrà molto dura per gli altri riuscire a batterlo.”

Puoi spiegare ai nostri lettori quali sono le differenze maggiori tra una Superbike e una MotoGP? E’ più difficile abituarsi agli pneumatici Bridgestone oppure ai freni in carbonio?

“Secondo me ci sono troppo leggende su questo argomento. I freni sono solo particolari nel riscaldamento, ma una volta in temperatura il loro comportamento é normale. Le gomme invece sono solo molto diverse come profilo e rigidezza, ma il vero problema era di qualche anno fa, con il posteriore che era pericoloso fino a quando non entrava in temperatura. Ora non ho trovato questi difetti.”

Parliamo di Valentino Rossi; quest’anno nonostante i suoi 36 anni si presenta ai nastri di partenza come uno dei piloti più accreditati per battere Marquez. Qual’è secondo te il suo segreto?

“Sarà una stagione interessante, lui é stato bravo ad andare in “economy” in passato quando poteva permetterselo, ed ora invece ha iniziato a lavorare sodo perchè il livello tecnico e fisico sono molto alti.”

Un ultima domanda sulle altre classi. Chi vedi come favorito al titolo nella Moto3 e nella Moto2 2015?

“In Moto3 mi piacerebbe vedere lottare per vincere gli italiani, in particolare Bastianini. Terrei comunque d’occhio il rookie Quartararo. In Moto2 invece Rabat sarà l’uomo da battere, ma prevedo una bella battaglia.”

Foto: Alex Farinelli

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