MotoGP | Franky’s cave: il primo episodio della video intervista a Morbidelli [VIDEO]

Dainese ha realizzato una videointervista a puntate dove Franky parla della sua vita privata e agonistica

MotoGP | Franky’s cave: il primo episodio della video intervista a Morbidelli [VIDEO]MotoGP | Franky’s cave: il primo episodio della video intervista a Morbidelli [VIDEO]

E’ online la prima puntata di Franky’s Cave, la videointervista a Franco Morbidelli realizzata con Dainese. Il vice-campione del mondo 2020 ha parlato della prima volta che è salito in moto, della sua passione e devozione per il motociclismo, dell’importanza di andare avanti ispirandosi a Valentino Rossi.

Dichiarazioni Franco Morbidelli su passione per lo sport

“Le due ruote mi appartengono da quando sono nato e mi hanno messo su una minimoto in tenera età. Non sono più sceso, è difficile immaginare la mia vita senza le due ruote. Sono un appassionato di motociclismo e mi piace tutto quello che è il motorsport. Sono un ragazzo semplice, sono nato a Roma ma mi sono trasferito presto a Babbucce, ho assorbito le cose che ti trasmette una realtà più piccola. Mi piace vivere la semplicità, stare con gli amici e nella mia comfort zone. Sono un ragazzo molto tranquillo, perseguo la serenità a volte sono focoso. Secondo me lo sport insegna molto, è una grandissima palestra di vita. Il mio sport mi ha dato tutto, sono molto grato, mi ha dato uno stile di vita, un regime, un’educazione verso le altre persone”.

Dichiarazioni Franco Morbidelli su vita dopo le corse

“Quel giorno lo vedo molto lontano, ogni tanto ci pensi a cosa potresti fare da grande ma non mi viene ancora in mente niente. La mia passione per quello che sto facendo è talmente grande che mi assorbe, spero che passi ancora tanto tempo. Andare in moto ti dà una grandissima adrenalina è uno sport molto impattante. Ci sono altri sport così come il paracadutismo, lo sci dove c’è tanta velocità. La moto ha un fascino tutto particolare, ci sali sopra come se fossi un cavaliere dei tempi moderni. Purtroppo è pericoloso, se avessi dovuto fare il pilota negli anni ’70/’80 dove era più pericoloso non so se l’avrei fatto. Sono fortunato di essere in quest’epoca dove la sicurezza è tanta, Dainese mi dà tanta protezione. Non mi sono mai immaginato il futuro. Speravo di diventare un pilota di moto non magari vincente con tante coppe, ho sempre sperato di potermi guadagnare la mia parte di rispetto. Cerco sempre di migliorare quello che faccio in pista, una cosa che ho imparato da Vale”.

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