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MotoGP | Bastianini in Ducati: è la scelta migliore (per tutti)? [TITOLI DI CORSA]

Il riminese dal prossimo anno sulla Desmo ufficiale, scelta coraggiosa ma non senza rischi

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Il tormentone estivo della MotoGP si è concluso, esattamente lì dove i vertici di Borgo Panigale avevano promesso: subito dopo l’Austria e subito prima della gara di casa a Misano. I tempi son stati rispettati, ma le previsioni?

Quelle un po’ meno. Perché nonostante in tanti, noi per primi, si siano avvicendati nel raccontare quanto negli ultimi mesi la suggestione Bastianini (nella foto davanti a Jack Miller, che sostituirà il prossimo anno e davanti a Martin, con cui si è ‘giocato’ il posto nel Team Factory, ndr) avesse messo la freccia del sorpasso, nei pensieri degli uomini Ducati, rispetto alla scelta di Martin, lo scenario che alla fine l’avrebbe spuntata proprio lo spagnolo, nel ruolo di erede di Jack Miller su una Desmo ufficiale, restava la strada in fin dei conti più accreditata.

L’ingaggio della “Bestia” per le prossime due stagioni, nel team ufficiale e in sella alla Desmo titolare, è una scelta coraggiosa, governata dal talento indiscusso manifestato in mondovisione dal ventiquattrenne riminese ed avvalorata, nella sua definizione, dallo stimolo di un box tutto tricolore che associato alla Ducati fa sempre la sua bella figura.

Fin qui, tutto sportivamente e commercialmente parlando avrebbe un senso, ma come ogni scelta anche questa nasconde al suo interno dei potenziali risvolti tutt’altro che trascurabili. Si parta pure con le pressioni che Bastianini sarà chiamato ad affrontare, e per forza di cose superare, conseguenti al salto da un team orgogliosamente di qualità, ma pur sempre satellite, come il Gresini Racing ad una squadra ufficiale con la moto, oltretutto, più veloce in circolazione.

In sostanza: Enea lotterà già per il Mondiale o pagherà un’iniziale fase di assestamento nella nuova dimensione? Carattere e determinazione, oltre al succitato talento, non mancano, ma proprio questi due aspetti ci portano al secondo punto: la convivenza con Pecco Bagnaia quali contorni avrà? I due a livello caratteriale sembrano qualcosa di molto vicino ad un concetto di bianco e nero motociclistico, e non è un caso che già in questa stagione, con un Bastianini sempre più spesso nella scia del piemontese, non siano mancate le prime scintille.

Evidentemente, anche per giocarsi le carte di un Mondiale 2022 che Pecco sta provando a riaprire a suon di vittorie, Dall’Igna e soci dovranno tranquillizzare (almeno in un primo momento, ndr) la loro attuale prima guida che questo è e sarà l’equilibrio anche per il futuro prossimo, nonostante l’armadietto accanto al suo verrà occupato da un nuovo inquilino.

Tuttavia la possibilità che Bagnaia possa anche non credergli c’è, d’altronde la progressione con cui Bastianini ha sopravanzato Martin nelle loro gerarchie e in così poco tempo lascerebbe il dubbio un po’a tutti. A proposito, lo stesso Martin, l’amante sedotto e poi almeno parzialmente abbandonato, non sembra averla presa bene (anche se avrà una moto identica a quelle ufficiali e lo stesso ingaggio di Bastianini, ndr).

Sulle sue sorti hanno pesato i risultati sottotono di quest’anno, fatta eccezione per un paio di podi conquistati, con un team Pramac tutt’altro che al di sotto delle aspettative. Un bilancio al ribasso che lo ha estromesso dai vagoni di testa del treno Ducati, lì dove Bastianini salirà a partire dal prossimo anno per giocarsi ambizioni e speranze di un futuro definitivamente in Rosso.

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