Moto2 – Simone Corsi parla di Jerez e del prossimo GP di Francia

Moto2 – Simone Corsi parla di Jerez e del prossimo GP di FranciaMoto2 – Simone Corsi parla di Jerez e del prossimo GP di Francia

A poco più di una settimana dal Gran Premio di Francia che si correrà il 23 maggio a Le Mans, ritroviamo Simone Corsi, giovane pilota romano del Team JiR Moto2 che ci racconta com’è andato il suo week end spagnolo di Jerez de la Frontera.

Simone, anche a Jerez buona prestazione in gara. Poteva andare meglio. Durante le prove abbiamo lavorato intensamente e siamo andati a pochi decimi dalla pole position, sono partito in terza fila ma con solo tre decimi di distacco. Al primo via sono partito bene, ho trovato il varco giusto e sentivo di poter imporre il mio ritmo, purtroppo la bandiera rossa ha azzerato tutto. Alla ripartenza non mi è riuscito di essere altrettanto brillante, mi si è impennata la moto e ho dovuto controllare di più la situazione, tanto che sono transitato diciassettesimo alla prima curva. La moto era a posto e io stavo bene, quindi mi sono dato da fare e giro dopo giro sono riuscito a portarmi a ridosso del gruppetto di testa. Ho perso un po’ di tempo con Gadea perché ci siamo passati e ripassati a vicenda un paio di volte e con soli diciassette giri a disposizione non sono riuscito ad acciuffare il podio. Sono dispiaciuto, ma ciò non toglie il buon lavoro fatto. La MotoBI andava veramente bene, in queste condizioni avrei potuto puntare a qualcosa di più ma stavolta è andata così. Il campionato è lungo e le differenze tra moto e piloti sono ancora incerte, quindi è importante andare a punti ad ogni gara e continuare lo sviluppo.

Dici che con la moto ti sentivi a posto. Come sta procedendo lo sviluppo e il tuo apprendistato?
Io sto imparando molto, giro dopo giro. E’ una moto completamente diversa da quelle a cui ero abituato (125, Ndr) e necessita un adattamento del pilota per essere capita, riesco a divertirmi perché la moto si presta bene alla guida di traverso, quindi è tutto più spettacolare.

In molti hanno rilevato come queste Moto2 abbiano ancora qualche problema di aderenza. Questione di gomme o di telai?
Le moto sono nuove per tutti: noi piloti, i tecnici, la Dunlop… c’è forse ancora bisogno di svilupparle per capire come sfruttarle. C’è qualche moto che scivola di più, qualche altra che lo fa meno, ma cambia tutto anche da circuito a circuito, anzi quasi da curva a curva. Abbiamo bisogno di girare ancora molto prima di poter trarre delle conclusioni o anche solo avere dei dati comparabili.

Lo stesso vale per i piloti?
Si, assolutamente. Io mi sento bene, ho attorno a me un clima molto collaborativo e costruttivo, ideale per lavorare con serenità. La cosa che veramente manca è il tempo, perché c’è bisogno di girare il più possibile per entrare in sintonia con il mezzo. Anche per i miei avversari credo sia lo stesso. In queste prime due gare Tomizawa ed Elias si sono dimostrati costanti oltre che veloci, il che è da temere. Ma siamo tutti consapevoli che un campionato così nuovo ha ancora una miriade di incognite e imprevisti, quindi dobbiamo stare tutti all’occhio.

Prossimo appuntamento a Le Mans. Cosa ti aspetti dalla gara francese?
Sinceramente ogni gran premio è una sorpresa, quindi non ho delle vere e proprie aspettative. Quello di cui sono sicuro è che devo migliorare il mio approccio durante le prove per riuscire a partire davanti, altrimenti tutto diventa più difficile, troppo difficile.

Jir

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4 commenti
  • Massimo Valeri ha detto:

    stendiamo un velo pietoso sulla moto GP…ormai e in agonia…!Addirittura si tenta di creare interesse mandando Valentino Rossi alla Ducati…questo è l'esempio di come la politica distrugge lo sport!

  • ma in motogp e sbagliato il regolamento…se limiti l'elettronica,un team privato con l'elettronica limitata gia di suo puo battersi la pari con l'ufficiali…guarda sbk

  • Raimondo Floris ha detto:

    Nella SBK l'evoluzione è limitata rispetto ai prototipi del motomondiale.Se limitassero le MotoGP ufficiali al livello di quelle clienti (cioè al livello dell'anno precedente) l'evoluzione si fermerebbe… E nessuno vuole questo, non avrebbe senso. Ma nemmeno avrebbe senso avere tutte le moto ufficiali, prendi il caso di Honda con 6 moto, o Ducati con 5.. Sarebbe la confusione più totale.. Per risolvere questa situazione credo che l'unico modo sia tornare ai 1000, allora si che si vedrebbe chi è capace di portarle al limite, ufficiale o cliente la potenza sarebbe abbastanza per tutti.. Viva la MotoGP

  • ma infatti con i mille vinceva le gare melandri che era privato o biaggi o tamada

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