Superbike | Scomparsa di Dean Berta Viñales, Michel Fabrizio non correrà

Il pilota G.A.P. Motozoo Racing by Puccetti ha parlato anche di ritiro dal mondo delle corse

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Superbike 2021 Jerez de la Frontera – Con un lungo post pubblicato sul suo profilo Facebook, Michel Fabrizio, attuale rider del Team G.A.P. Motozoo Racing by Puccetti categoria Supersport ed ex pilota MotoGP e Superbike, ha comunicato che domani non scenderà in pista a Jerez.

La decisione è arrivata dopo la scomparsa di Dean Berta Viñales (cugino di Maverick, ndr) che durante la gara della Supersport 300 ha perso la vita in un incidente alla curva 1.

Il circus domani andrà avanti e sul lungo post “Mich Ottantaquattro” ha spiegato che è invece arrivato il momento di dire basta, parlando anche di ritiro.

Fabrizio parla di un “mondo” cambiato al rientro dopo 6 anni di lontananza. Di seguito il lungo post in cui si parla anche di indifferenza da parte della Federazione Internazionale e di Marc Marquez e Valentino Rossi.

Dichiarazioni Michel Fabrizio ritiro dopo scomparsa Dean Berta Viñales

“Domani mi rifiuterò di correre per rispetto della vita umana. E mi ritiro. È il momento di dire basta. Oggi ho assistito ad una brutta giornata, la perdita di un pilota di soli 15 anni. Gare così ne ho viste tante in questa categoria, e ogni volta che ne finiva una, si tirava un sospiro di sollievo perché era andata bene. Ma purtroppo non sempre va bene e oggi è successo l’imprevedibile o forse quello che si sapeva potesse accadere. Sono sdraiato da più di 5 ore sul letto del mio hotel a guardare il soffitto, ripensando ai momenti belli che questo sport mi ha regalato. Ma rientrando dopo 6 anni ho visto questo mondo cambiato. Ho visto un’indifferenza da parte della Federazione Internazionale: schierare 42 bambini nella Yamaha cup (fortunatamente è filato tutto liscio, nel 2021) e altri 42 nel Mondiale 300. Troppi, troppi piloti con poca o addirittura pochissima esperienza, e questo non succede solo nel mondiale, ma anche in campionati nazionali, dove per fare cassa si prende tutto, fino all”ultimo posto disponibile. Valentino Rossi anni fa, quando Marquez è entrato in MotoGP, è stato hanno criticato, dicendo che si lamentava per le manovre di Marquez “scorrette”. Bisogna dargli ragione. Marc è diventato un punto di riferimento: questi giovani emulano le sue gesta, facendo sorpassi troppo a limite, appoggiandosi al proprio avversario rischiando ogni centimetro. Aggiungiamo che mi ritiro dal mondo delle corse per mandare un messaggio forte di protesta! Affinché le regole cambino per la salvaguardia delle vite umane. Il problema c’è nella Moto3, nella Talent Cup e nei campionati nazionali! Oltre a ciò vanno riviste anche le piste che devono prevedere spazi di fuga migliori! Vedi l’incidente di Valentino che ha rischiato di morire per una pista fatta male. Vedi il Red Bull Ring, dove i piloti cascano e rimangono fermi in mezzo alla traiettoria! Tutto ciò dipende dalla FIM che non svolge un ruolo di salvaguardia verso la vita ma predilige semplicemente il business! È ora che intervenga la politica di ogni nazione! Il primo che lanciò un messaggio forte fu Ayrton Senna, che disse come alcune piste fossero pericolose, e solo dopo la sua morte si intervenne. Ad oggi nella Formula1 ci sono meno morti, invece nel motociclismo ultimamente c’è un’ecatombe!”

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