MotoGP | GP Germania, Quartararo: “Buon risultato”
Il #20 della Yamaha ha chiuso la gara del Sachsenring in settima posizione


Il Gran Premio di Germania ha rappresentato una vera prova di equilibrio tra il bisogno di spingere e la necessità di preservare le gomme. Fabio Quartararo ha gestito la situazione con determinazione, chiudendo in settima posizione.
Quartararo è scattato dalla sesta casella, ma nel traffico del primo giro ha perso qualche posizione. Stabilizzatosi in nona piazza, ha poi guadagnato due posizioni grazie alle cadute di due avversari. Le restanti venti tornate sono state lineari per “El Diablo”, che ha mantenuto il ritmo in P7 fino al traguardo, chiudendo con un distacco di 17.560 secondi dal vincitore.
Dichiarazioni Fabio Quartararo Gara GP Germania Sachsenring MotoGP 2026
“Nel primo giro ho avuto qualche momento complicato: ho quasi rischiato di cadere alla curva 3, poi c’è stato un contatto con Jorge (Martin) alla curva 5, e alla curva 8 lui è entrato un po’ troppo ottimista, ma non mi lamento, fa parte delle corse. Siamo usciti male dalla curva 7 e lì tre piloti mi hanno superato, e da quel punto in poi sono rimasto più o meno nella stessa posizione per tutta la gara. La P7 è comunque un buon risultato.”
Fabio Quartararo è stato autore di una prestazione intelligente su uno dei tracciati più complessi del calendario: il Sachsenring. Il layout tortuoso, le numerose curve a sinistra e la necessità di preservare la gomma posteriore rendono questa pista una vera sfida tecnica, soprattutto per chi, come Quartararo, deve compensare le difficoltà della Yamaha nelle fasi di accelerazione.
La partenza non è stata semplice: nel traffico del primo giro Quartararo ha perso terreno, complice un quasi‑highside alla curva 3 e un contatto con Jorge Martin alla curva 5. Episodi che fanno parte delle corse, come lui stesso ha sottolineato, ma che hanno condizionato la sua possibilità di restare agganciato al gruppo dei migliori. L’uscita non perfetta dalla curva 7 ha poi permesso a tre piloti di superarlo, costringendolo a una gara di gestione più che di attacco.
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