MotoGP | Tardozzi (Ducati): “Non possiamo aspettare che Marquez risolva sempre i nostri problemi”
Il Team Manager della Ducati ha fatto il punto della situazione dopo due gare della MotoGP 2026
L’inizio di stagione della Ducati non è certo quello che si aspettavano a Borgo Panigale. Dopo il dominio del 2025 con Marc Marquez che si è laureato Campione del Mondo con largo anticipo, i risultati della “Rossa” nelle prime due gare della MotoGP 2026 sono state al di sotto delle aspettative.
Marc Marquez he collezionato un secondo posto nella Sprint Race del GP della Thailandia e un ritiro nella gara thailandese della domenica, mentre in Brasile sono arrivate una vittoria nella Sprint Race e un quarto posto nella gara “lunga”. Solo Fabio Di Giannantonio è riuscito a salire sul podio nelle gare della domenica.
Il nove volte iridato non è ancora al Top della forma fisica e il feeling con la nuova Desmosedici GP 26 non è ancora al 100 %. Su questo argomento ha voluto dire la sua il Team Manager della Ducati Davide Tardozzi, che ha sottolineato come tutti i problemi della loro moto non possano sempre essere risolti con il talento dello spagnolo.
Marquez è già a 22 punti di distanza da Bezzecchi nella classifica generale, mentre ancora più disastrosa è la situazione di Pecco Bagnaia.
Dichiarazioni Davide Tardozzi su Ducati MotoGP 2026 e Marc Marquez
“Penso che Aprilia continuerà ad essere competitiva anche ad Austin, ma sono sicuro che la Ducati sarà più vicina – ha detto Tardozzi a Motorsport.com – Saranno forti anche a Jerez, ma possiamo essere più vicini. Conosciamo il problema e cerchiamo i modi per risolverlo. Al momento abbiamo anche un Marc (Marquez) che non è al 100% fisicamente, anche se questo non è una scusa dato che le altre Ducati sono indietro. Non possiamo aspettarci che il talento di Marc risolva sempre i nostri problema.”
Il weekend di Austin arriva quindi in un momento delicato per Ducati, che si trova a dover gestire una situazione tecnica e sportiva molto diversa rispetto a quella vissuta appena un anno fa. La Desmosedici GP26, evoluzione di una moto che nel 2025 aveva dominato in lungo e in largo, sembra aver perso parte di quella facilità di utilizzo che l’aveva resa il riferimento della categoria. I piloti lamentano una finestra di funzionamento più stretta, soprattutto in condizioni di grip variabile, e una maggiore difficoltà nel trovare un assetto stabile tra Sprint e gara lunga.
Austin, con le sue frenate violente, i cambi di direzione rapidi e l’asfalto spesso irregolare, rappresenta un banco di prova severissimo. È una pista che mette in luce pregi e difetti di ogni pacchetto tecnico, e Ducati arriva in Texas con la necessità di fare un passo avanti deciso. Il lavoro del team sarà fondamentale, soprattutto per restituire a Marquez quella fiducia sull’anteriore che gli permette di fare la differenza nelle fasi più critiche della guida.
Il nove volte iridato, pur non essendo ancora al massimo della forma, ha comunque dimostrato lampi del suo talento, come la vittoria nella Sprint Race in Brasile. Ma per tornare a lottare stabilmente per il successo nella gara lunga servirà una moto più prevedibile e meno nervosa. Tardozzi lo ha detto chiaramente: non si può pensare che Marquez risolva tutto da solo. La Ducati deve ritrovare la sua identità tecnica, quella che negli ultimi anni l’aveva portata a dominare.
La situazione di Bagnaia, ancora più complessa, aggiunge ulteriori interrogativi. Il campione piemontese non riesce a trovare il feeling necessario per sfruttare la GP26, e le cadute delle prime due gare hanno minato ulteriormente la sua fiducia. Per Ducati, avere entrambi i piloti di punta in difficoltà è un segnale che non può essere ignorato.
Austin diventa quindi un crocevia importante: un buon risultato potrebbe ridare slancio e serenità all’ambiente, mentre un altro weekend complicato rischierebbe di aprire una crisi tecnica più profonda. La concorrenza, soprattutto Aprilia, sta spingendo forte, e Ducati non può permettersi di perdere ulteriore terreno.
Il GP delle Americhe dirà molto sul reale potenziale della GP26 e sulla capacità del team di reagire. Marquez e Bagnaia hanno il talento per riportare la Ducati davanti, ma servirà una moto all’altezza delle loro ambizioni.
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