MotoGP | GP Aragon Sprint Race, Acosta: “Il podio era troppo ottimistico”

Lo spagnolo sfiora il podio e conferma il suo valore nonostante una KTM non all'altezza della concorrenza

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Pedro Acosta è stato ancora una volta il miglior pilota KTM, lo “squalo” di Mazarron ha infatti chiuso al quarto posto la Sprint Race di Aragon, tredicesima gara della MotoGP 2026.

Il #37 della casa di Mattighofen è andato vicino al podio, sfuggitogli per 0.559s. La sua RC16 non è ancora all’altezza della concorrenza, ma il #37 ci mette sempre del suo per provare a lottare anche ad armi impari.

Ecco cosa ha detto ai microfoni di Sky Sport MotoGP, dove ha sottolineato come alla sua moto non siano ancora stati “restituiti” i cavalli “persi” dopo i problemi tecnici che avevano portato anche al terribile incidente di Barcellona, dove era stato tamponato da Alex Marquez, un’incidente che avrebbe potuto avere conseguenze catastrofiche soprattutto per il più piccolo dei fratelli Marquez.

Dichiarazioni Pedro Acosta Sprint Race GP Aragon Motorland MotoGP 2026

“Il podio era troppo ottimistico, ma se fossi stato più vicino a Bez (Marco Bezzecchi) poteva starci. Non è andata male e per questo dobbiamo essere soddisfatti. In questa gara vogliamo vedere che tutto lavora bene e che non abbiamo problemi. Dopo, gara dopo gara, vedremo se possiamo estrarre più performance dal motore.”

La Sprint di Aragon ha confermato ancora una volta la capacità di Acosta di massimizzare ciò che la KTM può offrirgli in questo momento. Il quarto posto, ottenuto con una moto che paga ancora qualcosa in termini di accelerazione e velocità di punta, è un risultato che racconta più del semplice piazzamento. Acosta ha guidato con la solita aggressività controllata, cercando di restare agganciato al gruppo dei migliori e sfruttando ogni occasione per ridurre il gap tecnico che lo separa da Ducati e Aprilia.

Il riferimento ai cavalli “non ancora restituiti” è un punto chiave del suo weekend. L’incidente di Barcellona ha rappresentato un momento drammatico della stagione, non solo per la dinamica ma anche per le conseguenze tecniche che hanno costretto KTM a intervenire pesantemente sul motore. Da allora, la RC16 non è più tornata al livello precedente, e Acosta lo sente chiaramente: manca quella spinta che gli permetteva di essere più incisivo nei rettilinei e nelle fasi di accelerazione.

Nonostante questo, il #37 continua a dimostrare una maturità sorprendente. Non si lamenta, non cerca scuse: analizza, lavora, e porta a casa il massimo possibile. La sua capacità di adattarsi a una moto che non è ancora completa è uno dei motivi per cui, anche in un weekend complicato, riesce a restare stabilmente nella Top Five.

Foto: Michelin

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