MotoGP | Gino Borsoi denuncia una truffa: “Usano il mio nome per offrire pass”
Il Direttore Pramac Yamaha ha pubblicato un appello sui social


Gino Borsoi, Direttore Pramac Yamaha, ha pubblicato un comunicato sui propri canali social per denunciare una presunta truffa in cui la sua identità sarebbe stata utilizzata in modo fraudolento.
Secondo quanto dichiarato, alcune persone starebbero fingendo di essere lui e offrendo pass e accessi al paddock della MotoGP in cambio di denaro.
Borsoi ha voluto chiarire la situazione con un messaggio diretto: “Mi hanno informato che alcune persone stanno contattando terzi a mio nome, promettendo ingressi e pass per il Mondiale di motociclismo in cambio di soldi. Non sono io. È una truffa. Non fidatevi di chi vi contatta a mio nome con richieste di questo tipo. Grazie, Gino Borsoi.”
Con questo comunicato, il dirigente ha voluto ribadire in modo inequivocabile che non è lui a contattare tifosi o appassionati per offrire accessi privilegiati al paddock. L’obiettivo è evitare che qualcuno possa cadere vittima di un raggiro costruito sfruttando la sua immagine e la notorietà del Team. La speranza è che si possa arrivare rapidamente a una soluzione, individuando i responsabili e impedendo ulteriori tentativi di frode.
L’allarme lanciato da Gino Borsoi arriva in un momento particolarmente delicato per il paddock, dove la presenza di tifosi, sponsor e invitati è sempre più regolamentata e monitorata. L’accesso alle aree riservate della MotoGP è strettamente controllato, e proprio per questo rappresenta un terreno fertile per chi tenta di sfruttare la passione dei fan con promesse fasulle. La denuncia del direttore di Pramac Yamaha vuole quindi essere un messaggio chiaro: nessun contatto privato, nessuna richiesta economica, nessuna procedura alternativa rispetto ai canali ufficiali. Ogni comunicazione sospetta deve essere ignorata e segnalata.
La questione ha generato attenzione anche tra gli addetti ai lavori, che hanno espresso solidarietà a Borsoi e hanno ribadito l’importanza di proteggere la comunità MotoGP da episodi di questo tipo. Le squadre, infatti, gestiscono quotidianamente richieste di accesso, accrediti e pass, e sanno bene quanto sia facile che un malintenzionato sfrutti nomi noti per ottenere denaro in modo fraudolento. Per questo motivo, si sta già lavorando a misure aggiuntive per evitare ulteriori tentativi di truffa, incluse verifiche più rigide e comunicazioni ufficiali rivolte ai tifosi.
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