Moto3 | Squalifica Adrian Fernandez, il comunicato ufficiale Leopard
Il Leopard Racing non ci sta e passa alle via legali
Leopard Racing 2026 – Riportiamo di seguito il comunicato ufficiale di Leopard Racing in merito alla squalifica di Adrian Fernandez per le prime sei gare, perché secondo l’accusa, due dei suoi motori (il #810 e il #811) presentavano sigilli manomessi, violando il regolamento tecnico della FIM.
Dichiarazione Ufficiale Leopard Racing Squalifica 6 GP Adrian Fernandez
Leopard Racing prende atto della decisione emessa dal FIM MotoGP Stewards Panel riguardante i motori n. 810 e n. 811 e la conseguente modifica dei risultati del Gran Premio di Thailandia, Brasile, Spagna, Francia e Catalunya per il pilota n. 31 Adrián Fernández.
Il team non concorda rispettosamente con le conclusioni raggiunte e conferma di aver già avviato tutte le procedure disponibili ai sensi delle normative applicabili al fine di tutelare i propri diritti e quelli del suo pilota, mentre valuta, insieme ai propri consulenti legali, i prossimi passi da intraprendere.
Leopard Racing ha sempre operato nel pieno rispetto delle normative tecniche e sportive del Campionato del Mondo Moto3™ e respinge fermamente qualsiasi suggerimento secondo cui un motore sarebbe stato aperto o modificato senza autorizzazione.
Si rileva inoltre che le ispezioni tecniche effettuate su quattro motori non hanno identificato alcun componente illegale, modifica atta a migliorare le prestazioni, parte non conforme o elemento tecnico contrario alle normative Moto3™.
Inoltre, i motori utilizzati durante il Gran Premio d’Italia al Mugello sono stati sottoposti a controlli tecnici approfonditi e sono risultati pienamente conformi alle normative applicabili.
La presente controversia riguarda esclusivamente l’interpretazione di alcuni elementi relativi al sistema di sigillatura dei motori e le conclusioni tratte da tali osservazioni. Leopard Racing ritiene che rimangano irrisolte numerose questioni tecniche e procedurali significative, inclusa la metodologia utilizzata per stabilire la presunta infrazione e la proporzionalità delle sanzioni imposte. Si rileva inoltre che nessun rappresentante del team era presente durante tali ispezioni.
Il team ritiene che non sia stata presentata alcuna prova chiara per stabilire se e quando si sarebbe verificata la presunta infrazione, né alcuna indicazione che sia stato ottenuto un vantaggio tecnico o sportivo.
Leopard Racing continuerà a difendere la propria posizione attraverso tutti i canali disponibili, con determinazione e fiducia nella correttezza della propria condotta, mantenendo al contempo il pieno rispetto per le istituzioni sportive coinvolte.
Infine, desideriamo ringraziare i nostri piloti, i nostri partner, sponsor e fan per la loro continua fiducia e il loro supporto durante questo processo.
Leopard Racing
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