SBK | Esclusiva Lorenzo Baldassarri: “Mi piacerebbe essere al top in Superbike e fare la storia del campionato”
In viaggio verso Magny-Cours, Lorenzo Baldassarri ci ha raccontato come ha visstuo questa stagione finora, quali progetti e quali sono le sue idee per il futuro, mentre immagina di fare la storia in Superbike


In viaggio verso la Francia, dove nel fine settimana si terrà il nono round del Superbike World Champioship, abbiamo raggiunto Lorenzo Baldassarri per un’intervista esclusiva. Il pilota Ducati in forza al team GoEleven, si è concesso a motorionline, facendo il punto sui primi due terzi di stagione andati in archivio e parlando di ambizioni, certezze e cosa immagina nel futuro.
Come stai, come ti senti a questo punto della stagione, sia fisicamente che mentalmente?
«Mi sento molto bene perché sono riuscito a ricaricare le batterie, mi sono sempre allenato un minimo, quindi non c’è stato uno stacco totale durante questa pausa, come succede in inverno quando ci si ferma un po’ di più. Sono stato sempre attivo, ma avevo anche bisogno di metabolizzare la stagione fino ad oggi, riguardarmi le gare e studiare un po’ il mio andamento su quello che è andato bene e su cosa c’è da migliorare. Il calendario Superbike ti permette di riposare di più rispetto alla MotoGP dove i ritmi sono più serrati.»
Primo anno intero con una ducati Panigale V4 R, come ti sei trovato?
«La Ducati V4 è fantastica e già lo scorso anno al CIV, quando ho corso con la mia moto da allenamento, mi sono reso conto che la base era ottima. Salito sulla V4 “R”, mi sono reso conto che questa moto si presta alle mie caratteristiche, alla mia stazza e al mio stile di guida.»
Bautista, Rea, van der Mark, i fratelli Lowes sono i veterani e poi Lecuona e Bulega davanti a tutti, questa stagione ti sta aiutando a migliorare? Stai maturando?
«Si, sto crescendo molto, anche perché gli ultimi anni sono stati un limbo in cui non si capiva bene dove fossi collocato. Adesso sono tornato nei top rider e sto dimostrando di valere il campionato del mondo. Il mio obbiettivo è continuare a crescere e affermarmi nella categoria, esprimere il mio massimo e lottare per vincere il campionato.»
Manca un terzo del campionato, come ti prepari al rush finale?
«Sono già molto preparato a livello fisico, mentale e come dicevamo, ho studiato le gare per capire cosa devo migliorare. Mi piacerebbe inserirmi maggiormente nella lotta lì davanti, perché mi sembra che se la stiano godendo troppo i due piloti del team Aruba.it e vorrei disturbarli più spesso. Sicuramente il pacchetto che abbiamo sulla moto di quest’anno è molto competitivo e anche se non abbiamo le risorse delle case ufficiali, spesso andiamo più forte di loro. Lottare con le Ducati ufficiali è più arduo, perché sono su un livello superiore in tutto. È molto difficile batterli, ma ci proveremo in queste ultime quattro tappe e anche se contro Nicolò sarà dura, posso comunque provare a mettermi in mezzo ai due. Certamente posso fare affidamento sul lavoro e l’armonia che c’è all’interno del mio box.»
Sia a livello professionale che personale, quali progetti hai per il futuro?
«Vorrei continuare come sto facendo in Superbike e diventare un riferimento in questa categoria. Poi, come nel caso di Nicolò quest’anno e di Toprak lo scorso, si può sempre valutare il passaggio in MotoGP, ma ci sono stato vicino tante volte ai tempi della Moto2 e non se n’è mai fatto niente. Per il 2027 non abbiamo ancora definito niente, però mi piacerebbe continuare con questo progetto, dato che sono diversi anni che continuo a cambiare moto, team e campionato, quindi mi piacerebbe rimanere con lo stesso gruppo sulla base del bel rapporto e vorrei lavorare ancora con loro per dare una continuità.»
Sei un pilota con ancora tanti anni per correre, ma non sei più un ragazzino e hai fatto esperienza nei maggiori campionati mondiali. A questo punto, per te sarebbe più importante correre in Superbike ai massimi livelli, o gareggiare in MotoGP da comprimario e navigare a metà classifica?
«Mi piacerebbe essere al top in Superbike e fare la storia del campionato, piuttosto che starmene a metà classifica in MotoGP. Se prendiamo ad esempio Toprak, a cui auguro il meglio, sappiamo che nel suo caso contano anche le prestazioni della moto che guida e con la quale è abbastanza difficile vincere oggi il campionato. Se facessi il passo che ha fatto lui, penso che dopo un altro anno senza miglioramenti e senza vedere la luce in fondo al tunnel, me ne ritornerei in Superbike a fare il “diavolo” per vincere ancora.»
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