MotoGP | GP Giappone, Marquez: “Ho gestito come volevo”
Lo spagnolo conquista la vittoria e guadagna punti importanti nella sfida mondiale con Martin


Marc Marquez ha vinto il Gran Premio del Giappone disputato a Motegi, con il nove volte iridato della Ducati che dopo aver vinto anche la Sprint Race del sabato si porta a casa il risultato massimo, 37 punti.
Sul tracciato giapponese, il pilota Ducati ha costruito il successo con lucidità ed esperienza, gestendo ogni fase della gara secondo un piano ben preciso e lasciando pochissimo spazio agli avversari. Fin dalle prime battute, Marquez ha dovuto affrontare i momenti più delicati della corsa.
I giri iniziali si sono rivelati i più impegnativi, ma una volta conquistata la leadership (nel corso del giro 11, ndr) è riuscito a imporre il proprio ritmo e a controllare il margine sugli inseguitori senza esporsi a rischi inutili. Una gestione quasi chirurgica resa possibile da una perfetta lettura della situazione gara e dalla capacità di aumentare il ritmo soltanto quando necessario. Ecco le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport MotoGP.
Dichiarazioni Marc Marquez Gara GP Giappone Motegi MotoGP 2026
“I primi giri sono stati i più faticosi, ma sono riuscito a gestire la gara esattamente come volevo. Volevo portarmi in testa per impostare il mio ritmo: quando un inseguitore si avvicinava scendevo sul passo del 1’43” basso, mentre quando il distacco aumentava stabilizzavo i tempi sul 1’43” medio.
In questo modo sono riuscito a gestire al meglio i rischi. Tutto il team e lo staff Ducati stanno lavorando al massimo per darmi ciò che serve per lottare contro le Aprilia e giocarci il campionato. Mi sento bene. Mancano ancora sei gare: alcune andranno meglio, altre meno, in certe occasioni pioverà e in altre no. Per il momento siamo lì a giocarcela e stiamo mettendo in difficoltà Martin, che è fortissimo in queste ultime gare.
Procediamo passo dopo passo, con la massima concentrazione. Con l’esperienza ho capito che non serve vincere con tre o quattro secondi di vantaggio: basta anche solo un decimo, o un secondo. Cerco di mantenere sempre un margine di circa sette decimi o un secondo, una distanza di sicurezza che mi fa sentire a mio agio. Se il rivale si avvicina spingo un po’ di più, altrimenti gestisco la gara. Devo guidare così, perché spingere al limite in tutti i giri non è necessario.
Già dal venerdì ho capito che c’era la possibilità di conquistare i 37 punti del weekend. A differenza dell’Austria, dove avevamo avuto un problema la domenica, oggi siamo riusciti a fare una gara solida, facendo lavorare nel modo corretto anche lo pneumatico posteriore. Riguardo alle flessioni prima della gara, sentivo il bisogno di farle come routine di attivazione. Facendo il riscaldamento 25 minuti prima di indossare la tuta, rischi di essere già freddo al momento della partenza. In questo modo mi faccio trovare subito pronto e, quando il corpo è caldo, il dolore va via.”
Foto: Michelin
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