MotoGP | GP Brno Sprint Race, Bagnaia: “La soft non era facile… ma era l’unica arma per vincere”

Ritorno alla vittoria per il tre volte iridato della Ducati che non vinceva una gara "corta" da 238 giorni

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Pecco Bagnaia torna a vincere e lo fa in una Sprint Race, corsa al comando dal primo all’ultimo giro in quel di Brno, Repubblica Ceca.

Il pilota della Ducati, che partiva dalla prima fila terzo tempo, è scattato benissimo allo spegnersi dei semafori ed ha tenuto il comando della gara difendendosi dagli attacchi del pole-man Ai Ogura (Aprilia) sino alla bandiera a scacchi.

Per il pilota piemontese della Ducati si tratta della quattordicesima vittoria in una Sprint Race, vittoria che mancava da Malesia 2025, 238 giorni fa, è la 34esima medaglia Sprint. Così come il suo compagno Marc Marquez, ha scelto la gomma posteriore morbida e si è difeso fino alla fine. Ecco cosa ha detto ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

Dichiarazioni Francesco Bagnaia Sprint Race Gp Repubblica Ceca Brno MotoGP 2026

“Secondo me, a parità di gomma, oggi con la media sarebbe stata più dura: nei primi giri avrei faticato di più e, con il passo che aveva Ogura, non credo che avrei potuto tenerlo. La scelta della soft è stata quella giusta: non facile, ma giusta. Sapevo che sarebbe stato fondamentale azzeccare la partenza e spingere forte nei primi tre giri.

Forse aver spinto così tanto all’inizio mi ha rallentato un po’ nel finale, perché le vibrazioni erano intense. Però proprio grazie a quelle ho capito meglio come gestirle: se domani dovessero tornare, sappiamo come limitare i danni.

In generale sono contento: stiamo lavorando bene e i passi avanti delle ultime gare — lasciando da parte Balaton — sono evidenti. Dobbiamo continuare a crederci e lavorare in questa direzione.”

Guida d’istinto: “In staccata non è tanto lì che devo pensare a cosa fare. È più nel momento dell’inserimento e quando apro il gas: devo essere estremamente preciso, perché il posteriore tende a scappare. Basta un 10% in più e la moto reagisce in modo inatteso.

Da quando siamo arrivati qui ho lavorato molto sulla stabilità. Con la soft dietro, in staccata mi trovo abbastanza bene. Grazie a una modifica che il team mi ha fatto sul freno posteriore riesco a essere più preciso anche lì, e questo mi aiuta a frenare forte senza esagerare col traverso. Ultimamente era troppo il traverso a determinare l’ingresso; ora invece è giusto: quando è il momento di entrare, la moto è allineata e questo mi aiuta molto a farla girare. Il freno posteriore si deve usare, ma quando sono in appoggio devo cercare di dimenticarmelo, perché è lì che iniziano le vibrazioni. Io sono uno che l’ha sempre portato fino alla prima fase di gas, e toglierlo mi viene complicato. Però oggi, negli ultimi giri, quando l’ho lasciato stare, sono tornato più veloce e mi ha aiutato parecchio. Al quarto giro avevo un secondo e uno su Ogura e sentivo che le vibrazioni stavano iniziando. Ho messo subito la mappa C di potenza e ho lasciato andare, senza più forzare come nei primi giri. Aver capito in fretta che non dovevo usare il freno dietro mi ha aiutato ancora di più.

Sono state due cose insieme a permettermi di restare costante. Però non ne avevo come Ai Ogura e soprattutto come Marquez, che negli ultimi giri giravano due decimi più forte.”

Foto: Michelin

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