MotoGP | GP Ungheria Day 1, Bezzecchi: “Acosta ha fatto la differenza”

Il leader della classifica iridata ha centrato l'obiettivo Q2

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Marco Bezzecchi dopo il weekend favoloso del Mugello ha iniziato il Gran Premio d’Ungheria, ottava tappa della MotoGP 2026 con il sesto tempo.

Il leader della classifica iridata ha portato la sua Aprilia RS-GP26 a 0.675s dalla vetta, a fare la differenza Pedro Acosta, visto che il secondo classificato, Fabio Di Giannantonio non è lontano, avendo preso più di quattro decimi dal pilota della KTM.

Il #72 della casa veneta ha comunque centrato l’obiettivo Q2 diretto, pur avendo ancora molte cose da sistemare. Ecco cosa ha detto ai microfoni di Sky Sport.

Dichiarazioni Marco Bezzecchi Day 1 GP Ungheria Balaton Park MotoGP 2026

“Buona prima giornata, Pedro (Acosta) ha fatto una differenza abbastanza importante. Ma l’obiettivo di oggi era passare il Q2, ci sono ancora tante cose da sistemare ma una discreta prima giornata. Per la Sprint, soprattutto qua, il grip non è male e sarebbe meglio usare la soft. Mi sono trovato bene con la media, ma le condizioni della pista andranno in progressioni. Io soffro con la soft sul davanti, tante volte siamo costretti perché per quei pochi giri, la media inizia a lavorare a metà sprint. Hanno riasfaltato e hanno fatto un buon lavoro sulle buche, ma il grip è peggiorato. Blocca di continuo davanti e sembra di avere l’ABS! Il Mugello sembra un’autostrada in confronto a questa e non c’è una curva dove entri con il freno tirato, sono curve dove rallenti all’inizio ma poi la lasci correre, qui se la lasci correre tagli tutte le varianti. Devi essere molto a posto in frenata.”

Il Day 1 di Balaton Park ha mostrato un Bezzecchi lucido, concreto e perfettamente consapevole delle difficoltà del tracciato ungherese. Dopo l’euforia del Mugello, il riminese sapeva che il passaggio a una pista così diversa avrebbe richiesto un reset mentale e tecnico. Il sesto tempo, unito all’accesso diretto alla Q2, rappresenta una base solida da cui partire, soprattutto considerando che il distacco reale dai rivali diretti — tolto l’exploit di Pedro Acosta — è contenuto.

La sua analisi è stata immediata e molto precisa: il grip è peggiorato rispetto allo scorso anno, nonostante il nuovo asfalto abbia migliorato le buche. È un paradosso tipico delle piste giovani, dove l’evoluzione del manto può portare benefici strutturali ma peggiorare l’aderenza. Bezzecchi lo ha percepito subito, soprattutto in frenata, dove la sua Aprilia tende a bloccare l’anteriore con una facilità che ricorda l’effetto ABS. È un dettaglio che racconta quanto il limite sia sottile su questo tracciato.

Il confronto con il Mugello è emblematico: il circuito toscano è un flusso continuo, una danza di percorrenza e velocità, mentre Balaton Park è fatto di stop‑and‑go, di curve lente, di punti in cui devi essere chirurgico. Bezzecchi lo ha spiegato con una chiarezza disarmante: qui non puoi “lasciarla correre”, perché rischi di tagliare le varianti. Devi essere perfetto in frenata, devi costruire la curva, devi trovare un equilibrio che non perdona sbavature.

Foto: Michelin

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