MotoGP | GP Ungheria Day 1, Di Giannantonio: “Presa strada sbagliata”

Il romano chiude le pre-qualifiche di Balaton Park alle spalle di Acosta

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Fabio Di Giannantonio esce dalle pre‑qualifiche del Balaton Park con la sensazione di avere ancora un puzzle da completare anche se alla fine ha chiuso secondo.

La sua Ducati ha mostrato sprazzi di velocità, ma il distacco da chi oggi ha dettati il ritmo, come Acosta, rimane evidente costringendo il Team a un lavoro di fino che non concede pause.

Il pilota romano non cerca scuse: la strada imboccata non ha dato le risposte sperate, il setup provato non gli ha restituito le sensazioni che cercava e il confronto con soluzioni usate da altri piloti, come quelle viste su Bagnaia al Mugello, non ha portato benefici su un tracciato così particolare.

Ecco cosa ha detto il #49 del Pertamina Enduro VR46 Racing Team ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

Dichiarazioni Fabio Di Giannantonio Day 1 GP Ungheria Balaton Park MotoGP 2026

“Stiamo provando a migliorare la moto per raggiungere un livello più competitivo. Oggi abbiamo fatto più fatica e all’ultimo minuto siamo riusciti a sfruttare al meglio il nostro potenziale. Stiamo lavorando e ci stiamo provando: il distacco da Acosta è ancora grande e ci sono tante cose da mettere a posto. Il setup che Pecco (Bagnaia) ha usato al Mugello è molto diverso dal mio, e su questa pista non mi è piaciuto. Stiamo cercando qualcosa che mi dia più fiducia, soprattutto in frenata.”

Il venerdì di Balaton Park ha restituito un Di Giannantonio combattivo, consapevole e tutt’altro che soddisfatto del secondo posto ottenuto nelle pre‑qualifiche. Un risultato che sulla carta potrebbe sembrare positivo, ma che nella realtà racconta una giornata complicata, fatta di tentativi, aggiustamenti e sensazioni che non hanno mai davvero convinto. La strada imboccata non è quella giusta, e il distacco da Pedro Acosta, oggi nettamente superiore al resto del gruppo, lo conferma.

La Desmosedici GP 26, che in altri weekend gli aveva restituito un feeling immediato, qui sembra richiedere un lavoro più profondo. Il riferimento al setup usato da Pecco Bagnaia al Mugello è significativo. Di Giannantonio e il suo team hanno provato a esplorare una direzione diversa, ispirandosi a soluzioni che su altri tracciati avevano funzionato. Ma Balaton Park è un mondo a parte: ciò che premia al Mugello, con le sue curve veloci e la percorrenza costante, qui diventa un limite. La pista ungherese richiede una moto che freni forte, che rimanga stabile anche quando l’anteriore viene caricato in modo brutale, e la GP 26 di Diggia oggi non gli ha dato quella sicurezza.

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