MotoGP | GP Austria, Acosta trionfa: “Non potevo sbagliare ancora”
Il murciano reagisce a due cadute e conquista la sua prima vittoria in Top Class


Non è mai facile reagire ad una caduta, lo è ancora di più se sei caduto nella Sprint Race nella gara di casa mentre eri al comando e il giorno successivo cadi anche nel warm up.
Lo sapeva bene Pedro Acosta, che ha corso invece una gara perfetta, andando a vincere la sua prima gara in MotoGP al suo 56esimo Gran Premio, una vittoria che sarebbe potuta arrivare prima se il pilota di Mazarron avesse guidato una moto più competitiva e forse proprio per questo ancora più bella.
Bellissima la scenetta nel giro d’onore, quando il pilota murciano ha “simulato” la caduta del sabato, rialzandosi poi esultando. Ecco cosa ha detto ai microfoni di Sky Sport MotoGP il #37 della KTM.
Dichiarazioni Pedro Acosta Gara GP Austria Red Bull Ring MotoGP 2026
“Quello che mi ha fatto vincere oggi è l’esperienza e la caduta di ieri. Noi ancora non siamo al livello di Ducati e Aprilia, portare via l’occasione di ieri non è stato facile e la caduta di stamattina non ha aiutato. Ma ci siamo riusciti a casa della KTM e sono molto felice. Io cerco di essere un bravo ragazzo con tutti anche quando sono frustrato, sono sicuro che sono più contento di altri giorni! È difficile avere un’occasione qua per vincere e ieri l’ho persa da imbecille, oggi non potevo fare un altro errore. Lo dovevo alla KTM per tutte le difficoltà economiche che hanno avuto.”
La vittoria di Acosta al Red Bull Ring rappresenta uno dei momenti più significativi della sua giovane carriera, non solo per il valore sportivo ma per il contesto emotivo che l’ha accompagnata. Arrivare al successo dopo due cadute consecutive, una delle quali mentre era in testa davanti al pubblico di casa della KTM, richiede una forza mentale fuori dal comune. Il #37 ha dimostrato ancora una volta di essere un pilota capace di trasformare la pressione in energia positiva, reagendo con lucidità e determinazione.
Il Red Bull Ring è una pista che non perdona, soprattutto per una moto come la RC16 che, come lo stesso Acosta ha ammesso, non è ancora al livello delle migliori Ducati e Aprilia. Proprio per questo la sua vittoria assume un valore doppio: non solo ha battuto avversari più attrezzati, ma lo ha fatto in un weekend che sembrava compromesso. La caduta nel warm up avrebbe potuto minare la fiducia di chiunque, ma Acosta ha saputo resettare tutto e concentrarsi sulla gara, mostrando una maturità che va oltre i suoi 22 anni.
Il gesto nel giro d’onore, quella “simulazione” della caduta del sabato, è stato il simbolo perfetto del suo modo di vivere le corse: con serietà, ma anche con leggerezza, con la capacità di sorridere dei propri errori e trasformarli in motivazione. È un tratto che lo distingue e che lo rende uno dei piloti più amati del paddock.
Foto: Michelin
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