MotoGP | GP Giappone Day 1, Di Giannantonio stringe i denti a Motegi: “Il freno era incostante, ma ne siamo usciti”

Il pilota del VR46 Racing Team racconta un venerdì complicato, chiuso però con l'accesso diretto in Q2

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Fabio Di Giannantonio ha vissuto una difficile giornata a Motegi, teatro del del GP del Giappone, 16esima tappa della MotoGP 2026.

Sul tracciato di Motegi il pilota del Pertamina Enduro VR46 Racing Team ha dovuto fare i conti con una serie di problemi che hanno complicato il lavoro fin dal mattino, tra condizioni della pista difficili e un comportamento anomalo dell’impianto frenante che ha limitato la sua fiducia in frenata. Nonostante tutto, il romano è riuscito a reagire nel corso del pomeriggio, ritrovando buone sensazioni e centrando un risultato importante grazie a un giro decisivo nel finale, centrando l’accesso diretto in Q2. Ecco cosa ha detto ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

Dichiarazioni Fabio di Giannantonio Day 1 GP Giappone Motegi MotoGP 2026

“Purtroppo stamattina le condizioni non erano delle migliori. Abbiamo provato a fare modifiche che sembravano avere senso per il pomeriggio, invece la situazione era veramente molto peggio. Ci abbiamo messo un po’ a tornare sui primi passi e poi a migliorare la moto. Fortunatamente siamo riusciti ad uscire con la soft, solo che poi abbiamo fatto un po’ di errori: in un giro ho lasciato la linea troppo aperta all’uscita della curva 11 e quindi ho dovuto abortire il giro; il giro dopo era buono, o comunque non male, ma abbiamo preso la bandiera gialla, quindi avevamo veramente un solo shot. Fortunatamente, con il feeling ritrovato della moto, sono riuscito a fare un buon giro.

Purtroppo ci siamo portati una sorta di sfortuna riguardo ai freni: ogni tanto succede di avere problemi e stamattina ne avevamo veramente tanti, con un freno molto incostante. Fortunatamente il team e Brembo ci hanno lavorato abbastanza e nel pomeriggio siamo riusciti ad avere un freno più costante. Non so bene cosa abbiano fatto nello specifico perché mi sono fidato di loro, ma sono stati molto discreti e bravi, quindi siamo migliorati.

Nel mio caso, stamattina in una curva arrivavo con il freno molto vicino alle dita, mentre nella curva dopo arrivavo con il freno lontano che non rallentava. Quindi non sai mai quanto frenerà: una curva freni lungo, una curva freni corto e non riesci a staccare nella parte più importante della staccata. Quando non hai fiducia sul fatto che il freno frenerà a quel modo, diventa molto difficile.”


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