Esclusiva: Davide Bulega, “Il lockdown mi ha dato nuove idee, vorrei dare un contributo al Motorsport”

Esclusiva: Davide Bulega, “Il lockdown mi ha dato nuove idee, vorrei dare un contributo al Motorsport”Esclusiva: Davide Bulega, “Il lockdown mi ha dato nuove idee, vorrei dare un contributo al Motorsport”

Davide Bulega, papà di Nicolò Bulega (rider Team Gresini Moto2), classe 71, nato a Torino è un ex pilota del Motomondiale, nonchè collaudatore di una delle moto più amate dagli appassionati della classe 500, la Cagiva, modelli 591 e 592. Nel 1989, anno del debutto, Bulega “padre”, è diventato Campione Italiano della 125 Sport Production, mentre nel 1997 ha vinto il Campionato Europeo della 250 GP. Ha corso nel Motomondiale 250cc nel 1995-1996-1998, mentre dal 1999 al 2001 ha partecipato al mondiale Supersport.

Ora dopo aver accompagnato suo figlio fino a farlo diventare pilota ufficiale (è stato pilota della VR46 Riders Academy di Valentino Rossi, correndo nel Team Sky Moto3 e Moto2 e attualmente è rider del Team Gresini Moto2) metterà a disposizione la sua esperienza nel motociclismo occupandosi di management, di sponsorizzazioni e di relazioni pubbliche a Team e/o piloti. Sviluppare e gestire nuove partnership, per far nascere progetti interessanti e strategici, questa è la sua “Mission”, la sua passione.

Nel 2016 ha collaborato con Sky curando le pubbliche relazioni con i clienti Sky Extra, dando loro informazioni sportive e tecniche presso i circuiti del Campionato del Mondo MotoGP/Moto2 e Moto3.

Nel recente passato ha lavorato come Direttore Commerciale per il Team Italtrans (Team che quest’anno ha centrato il titolo Moto2 con Enea Bastianini, ndr) intrattenendo gli ospiti e fidelizzando gli sponsor presenti presso i circuiti, “Mission” limitata fortemente dal Covid-19, vista l’assenza di appassionati e sponsor nel paddock.

Ripartirà ora con una società di servizi, consulenze e management per proseguire con le soddisfazioni che ha avuto con la JNB, società che ha gestito tutti gli aspetti contrattuali di Nicolò a 360 gradi. Lo abbiamo intervistato in esclusiva, ecco cosa ha detto.

Il Motomondiale 2020 è stato caratterizzato dalla pandemia di Covid-19, alla fine si è corso, come lo hai vissuto?

“Innanzitutto dobbiamo tutti ringraziare Dorna per gli enormi sforzi che ha fatto, in tutti i sensi, anche economici.. a Marzo, eravamo tutti convinti che non si sarebbe corso, eravamo tutti spaesati.. invece sono stati veramente incredibili a ribaltare una situazione che sembrava ormai compromessa.”

A livello economico il paddock ha sofferto molto?

“Assolutamente si, hanno dovuto tutti, piloti compresi, accettare una riduzione degli stipendi, delle sponsorizzazioni, d’altronde oltre all’adesivo sulla moto o sulla tuta dei piloti, uno dei benefit più graditi dagli sponsor e’ creare un evento nell’evento, adoperando le hospitality dei Team per fidelizzare clienti e/o fornitori andando a sensibilizzare la loro emotività. Quest’anno queste attività non si sono potute fare.“

Per il 2021, Covid permettendo, pensi ad una ripresa dal punto di vista economico?

“Tutte le crisi o le guerre, hanno sempre portato progresso. Le difficoltà generano creatività e inventiva. Non credo che la crisi inibisca il talento degli imprenditori o dei manager, si può comunque dare continuità e risolvere i problemi perchè è da questo atteggiamento che nascono i meriti. Ogni guerra ha dei vincitori e dei vinti, poi non dimentichiamoci che il motociclismo, grazie prima a Max Biaggi e poi soprattutto a Valentino Rossi, è entrato nelle case di tutti a livello globale, le gare piacciono, appassionano e divertono. In generale fanno spettacolo, fanno notizia la quale produce un immagine in cui lo sponsor si identifica. Ho letto poco fa che Valentino Rossi sui social ha più followers dei giocatori di calcio, un ottimo argomento direi, da “vendere” agli sponsor. Auguro a tutto il paddock un 2021 migliore.”

Facendo riferimento alla prima domanda, che mondiale è stato quest’anno con l’emergenza Covid per i piloti che sono diventati Campioni del Mondo?

“Parto dal presupposto che Campioni del mondo non si diventa per caso, chi ha vinto è stato più bravo degli altri. In Moto3 onestamente il potenziale per vincere il mondiale ce l’avevano 7/8 piloti secondo me. In Moto2 i protagonisti veri sono stati meno, 3/4. Ha vinto chi ha fatto meno errori, la bravura sta anche in questo. La MotoGP senza Marquez, ha dato la possibilità a qualcuno di arrivare primo invece di secondo… Bravo comunque Mir, cosa gli vuoi dire di diverso?”

Nicolò, cosa non ha funzionato quest’anno?

“Rimango sempre convinto che Nicolò sia un bel talento anche se sono d’accordo con tanti che ad oggi è un fiore non ancora sbocciato ma aggiungo non solo per colpa sua. Quest’anno era anche molto preparato fisicamente. In questa categoria, andare piano significa prendere 3 decimi dal primo. Tre decimi, si prendono per delle finezze tecniche che a volte mancano, o arrivano troppo tardi. In moto2, ci sono piloti che hanno vinto le gare e/o il mondiale, che se non trovano la perfezione in alcuni week end sono la, in 20°esima posizione… poi magari la gara dopo tornano a vincere.”

Il prossimo anno andrà meglio secondo te?

“Credo proprio di si. Ha fatto due anni di esperienza in Moto2, è cresciuto, si allena, sta maturando, se la sfortuna lo lascia un po’ in pace, credo possa fare davvero bene. Inoltre Fausto (Gresini, ndr), ha potenziato la squadra, gli ingredienti ci sono tutti.”

Continuerai a gestire e ad accompagnare Nicolò?

“No, quando Nicolò e’ uscito dalla VR46, ho scelto dei collaboratori che completassero le mie attività. A inizio 2020 ho siglato tutti contratti biennali con il Team e con gli sponsor, quindi per il 2021 è a posto su tutto, ora, ha deciso di camminare con le sue gambe e si gestirà da solo con loro. Un gran cambiamento il nostro.”

Tu quindi di cosa ti occuperai adesso?

“Ripartirò con una società di servizi, consulenze e management per proseguire con le soddisfazioni che ho avuto con la JNB. Il Covid-19 ha insegnato a tutti noi qualcosa. Durante il primo lockdown ho avuto tanto tempo per pensare. Nel Motosport secondo me mancava qualcosa. Credo di avere individuato un buon progetto che possa essere molto utile a tanti in tutte le sue discipline, Auto, Moto etc. etc. ma per il momento non posso svelare nulla per questioni contrattuali. Saremo pronti prima dell’estate, non vedo l’ora.”

Se potessi tornare indietro, a 30 anni, cambieresti qualcosa o lasceresti tutto così com’è?

“Rifarei quasi tutto quello che ho fatto, compresi gli errori perche’ sbagliare è umano e indispensabile. L’errore insegna a essere migliori, chi non sbaglia non può fare la differenza. Accettare i propri errori aiuta a vincere nella vita, nello sport e nel lavoro. E’ proprio da quelli che ho potuto imparare tante cose.”

Leggi altri articoli in MotoGP

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati