MotoGP | Esclusiva, Dr. Zasa (Clinica Mobile) su Marquez, “Tornerà a vincere, ma cambierà approccio. Le speculazioni? Serve buon senso”

Il Direttore Sanitario della Clinica Mobile ha poi aggiunto: "Tipo intervento sbagliato? Facile parlare dopo"

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MotoGP Repsol Honda – Pochi giorni fa Marc Marquez è stato sottoposto al terzo intervento all’omero del braccio destro, fratturato in seguito ad una caduta nel primo Gp della stagione a Jerez.

Dopo quello subito in seguito alla caduta, lo spagnolo è stato sottoposto ad un secondo intervento a seguito di un incidente domestico che, in combinazione con le forti sollecitazioni subite in sella alla MotoGP dopo il precoce rientro, ha portato alla rottura della placca. Nonostante gli sforzi e la lunga riabilitazione, però, la situazione non è andata come prevista e il pilota di Cervera è stato sottoposto ad un terzo intervento.

Nel corso di quest’ultimo è stata scoperta anche una piccola infezione che potrebbe essere tra le cause della mancata guarigione. Con la diffusione della notizia però si è alzata una nube di speculazioni riguardanti le possibilità di rientro e le vere condizioni di Marquez, spesso fuori luogo ed esagerate. Per fare chiarezza abbiamo deciso di chiedere un parere al Direttore Sanitario della Clinica Mobile, il Dr. Zasa (alla sinistra di Marquez, ndr).

La situazione di Marc Marquez secondo il Dr. Zasa

“Marquez intorno a se ha un entourage che tiene tutto molto riservato, quindi non sono molto informato sulla sua situazione nello specifico. Come hanno comunicato, l’infezione potrebbe giustificare le difficoltà di guarigione. Solitamente se non intercorrono problematiche con l’antibiotico si guarisce. Non la vedo come elemento problematico. Fortunatamente se ne sono accorti e adesso faranno una cura adeguata. Al giorno d’oggi, salvo situazioni particolari, non credo sia quella la cosa grave. Il problema è che non sappiamo di preciso cosa sia successo, solo attraverso i comunicati siamo stati informati.”

Rientro affrettato di Marc Marquez e il ruolo della Clinica Mobile

“La Clinica Mobile non è stata interpellata sull’operazione. L’intervento, come tutti quelli che ha dovuto affrontare sono stati svolti dal Dr. Mir, cosa piuttosto normale. Noi interveniamo solo nel caso in cui durante il weekend di gara un pilota ha bisogno, magari per della fisioterapia interviene il nostro fisioterapista. Per motivi di privacy, il suo entourage ha ritenuto di procedere così. Io l’ho rivisto quando è rientrato, ma non abbiamo approfondito. Io ovviamente rispetto le scelte del ragazzo prima ancora del paziente. Ci sono state molte speculazione, frutto della riservatezza, ma in realtà nessuno sa molto. Per quanto riguarda invece la clinica Mobile, l’intervento non è stato svolto da nessuno dei nostri. Lo abbiamo seguito quando è rientrato in pista a Jerez con la parte di fisioterapia.”

La procedura per dichiarare fit un pilota, come funziona

“Nella decisione di dichiarare un pilota fit o meno, come da regolamento, la Clinica Mobile non ha nessun potere. La decisione viene presa dai medici del circuito, poi il Race Medical Director, il Dr. Charte può intervenire, mentre noi non possiamo fare niente per evitare anche conflitti di interesse. Lo scopo della clinica mobile è aiutare i piloti a tornare in pista il più presto possibile e prendere parte alla decisione sarebbe un controsenso, non avremmo l’obiettività giusta.”

Giusta la tipologia di intervento scelto dopo l’incidente

“Parlare dopo è sempre facile, ma forse noi avremmo optato per un diverso approccio, ma questo non vuol dire che quello utilizzato sia sbagliato. In ortopedia non c’è una sola via con cui raggiungere lo stesso obiettivo, la differenza l’ha fatta forse il rientro troppo affrettato. Indipendente dal tipo di intervento non sarebbe stato possibile tornare in pista subito.”

L’infezione e le speculazioni

“Io non credo che l’infezione debba allarmare più di tanto. Sicuramente in medicina più succedere tutto, su un milione di casi può succedere che.. Ma arrivare alla peggiore delle ipotesi senza sapere come sono le situazioni reali non è corretto. Serve buon senso da parte di tutti, se lui non vuole far sapere cosa ha, lui è quello che sta perdendo più di tutti, perché dobbiamo farci così tanto i fatti suoi e magari ipotizzare cosa succederà senza sapere cosa ha veramente. Ovviamente non posso neanche dire che tornerà tutto come prima in un mese, o sei mesi. Da quello che ho letto so solo che dopo il secondo intervento c’è stato un ritardo di consolidamento e o una pseudoartrosi. Da quello che ho capito hanno poi trovato un piccolo focolaio infettivo e sono intervenuti subito. Sembra che se ne siano accorti tramite un’analisi al microscopio, quindi si parla di una cosa molto piccola che non dovrebbe creare problemi o complicazioni.”

Recupero di Marquez, cosa succederà

“Adesso deve attecchire il trapianto osseo. Una volta passata l’infezione non c’è motivo di pensare che questo non avvenga. I tempi di recupero sono da definire e, non sapendo la condizione è difficile da dire. Marc è un ragazzo giovane, in salute e immagino con una buona vascolarizzazione, quindi credo che procederà tutto normalmente. Se tutto va bene ritornerà al 100%, ma ripeto non abbiamo una sfera di cristallo quindi la certezza non c’è, ma non c’è neanche motivo di pensare che qualcosa possa non funzionare. Il 100% funzionale è diverso però da quello anatomico. Come dicono gli ortopedici, se fai cadere una tazza questa si rompe. Noi andiamo a ripararla, ma per quanto tu possa fare bene non potrà mai essere al 100%, la continuerai ad usare come prima ma i segni rimarranno. Quindi un ortopedico non ti dirà mai che tornerà al 100%, c’è sempre un prima e un dopo dopo un trauma, ma a noi questo interessa relativamente. Ma non c’è solo il discorso funzionale, ma anche quello psicologico del pilota da tenere in conto. Anche per recuperare i riflessi, che servono per guidare una MotoGP, ci vorrà un po’ di tempo. Quindi non sarà immediato. Però ci sono casi, come Stoner, che dopo essere rimasto fermo per mesi, tornava in moto ed era veloce, magari gli mancava la resistenza, ma la velocità l’aveva. Poi ci sono anche piloti che, magari da giovani cadevano molto ma crescendo e subendo traumi importanti hanno cercato di prendere meno rischi. Quindi cambierà Marquez pilota, ma questo non vuol dire che non vincerà più, cambierà il suo approccio alla gara.”

Se dovesse subire un nuovo trauma al braccio

“Dipende da come andrà il recupero. Se c’è una buona vascolarizzazione e una buona calcificazione tornerà come era prima, ma è molto presto per fare questi ragionamenti. Nel tempo, con una buona integrazione dell’innesto direi che non ci saranno problemi.”

La Formula 1 e l’incidente di Romain Grosjean

“A Grosjean è andata molto bene. Quello che ha fatto la differenza è che la cellula di sicurezza l’ha salvato. Lui se l’è cavata grazie all’Halo e al fatto di non aver perso i sensi. C’è stato un grande coraggio e grande cuore da parte della Medical car, ma il grande lavoro l’ha fatta la sicurezza passiva. Chi criticava l’Halo? Spesso i piccoli cambiamenti fanno paura, ma possono fare la differenza.”

In collaborazione con Alessio Brunori.

Foto: Clinicamobile.com

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