MotoGP | Esclusiva: Paolo Ciabatti (Ducati) parla di coronavirus, GP cancellati, mercato piloti e Superbike

Il D.S. Ducati ha concesso una lunga e interessante intervista a Motorionline.com

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Ducati MotoGP Paolo Ciabatti – Abbiamo intervistato in esclusiva Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo di Ducati Corse, che sperava di poter partire per il Qatar, dove qualche settimana fa si erano disputati gli ultimi test IRTA pre-season del 2020.

Successivamente si è scatenata l’epidemia del coronavirus, con la conseguente cancellazione della gara della sola classe MotoGP in Qatar, causa restrizione sui voli provenienti da qualche paese europeo tra cui l’Italia.

Con Ciabatti abbiamo parlato della cancellazione del GP del Qatar, del rinvio del GP della Thailandia, delle ore frenetiche che sta vivendo la MotoGP.

Sul piano prettamente sportivo abbiamo parlato dei test da poco svolti al Losail International Circuit, della Ducati, del Motomercato che ha visto grandi protagoniste la Yamaha con la conferma di Vinales e l’ingaggio di Quartararo al posto di Rossi e la Honda, che ha addirittura prolungato il contratto di Marquez fino al 2024.

Abbiamo parlato anche di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo e abbiamo concluso con la Superbike. Ecco cosa ha raccontato a Motorioline.

Emergenza coronavirus e cancellazione GP Qatar MotoGP e rinvio GP Thailandia

“E’ chiaro che è una situazione grave e inaspettata, almeno fino a qualche settimana fa non sembrava così, purtroppo di fronte a questa emergenza sanitaria l’aspetto sportivo passa in secondo piano, l’Italia in questo momento è uno dei paesi più colpiti dopo la Cina e la Corea del Sud e quindi il governo del Qatar ha posto le restrizioni che rendono impossibile per gli italiani recarsi in quel paese, perché dovrebbero rimanere due settimane in quarantena. Essendo una gran parte delle squadre di MotoGP gestite con personale italiano e non parlo solo di Ducati e Aprilia ma anche Yamaha e Suzuki, alla Dorna non è restato che prendere atto di questa situazione molto spiacevole e far correre solo Moto2 e Moto3 che erano già in Qatar per i test precampionato.”

Fermarsi dopo i test sarebbe stato troppo dispendioso? Sarebbe stato possibile?

“Quando siamo arrivati a casa dopo i test la situazione anche in Italia era relativamente tranquilla, perché il numero delle persone positive era di poco superiore ad un centinaio, poi i numeri sono aumentati e quando è stata presa la decisione di ripartire non era prevedibile una situazione simile. Si sarebbe anche potuto pensare di restare, però un certo numero di persone doveva rientrare in azienda, i nostri ingegneri per fare tutta una serie di lavori che avevano previsto e credo che ci siano delle situazioni in cui non si può salvare a tutti i costi un evento, fermandosi una settimana in Qatar. Inoltre c’erano anche problemi di tutti i giorni, come ad esempio portare i bambini a scuola, c’erano da gestire anche esigenze familiari. Al di là dell’importanza di cercare di disputare questa gara, credo che alla fine sia difficile prevedere quando inizierà il campionato, perché non è nelle nostre mani e si tratta di capire come si evolverà la situazione, non solo in Italia, ma negli altri paesi europei e anche negli Stati Uniti nelle prossime settimane.”

Possibile spostamento di Aragon per far posto alla Thailandia

“Al momento è impossibile per fare una previsione di quando potremo ritornare a correre e questo ovviamente è un grande peccato, però direi che l’eventuale inserimento della Thailandia alla fine e lo spostamento di Aragon ripeterebbe il calendario 2019, quindi da questo punto di vista è gestibile. Si tratta di capire se Qatar a parte che si disputerà comunque con due categorie, non ci saranno altre necessità di spostare altri Gran premi.”

Recupero moto in Qatar

“Qualcuno è già andato oggi a riprenderle. Noi abbiamo un paio di spagnoli in squadra che per loro fortuna al momento non subiscono restrizioni sui voli. Sono andati e insieme ai meccanici del Team Avintia che sono spagnoli stanno organizzando il rientro delle moto. Penso che il materiale ritornerà in Europa nella sede logistica della DHL che si occupa di trasporti per il campionato del mondo MotoGP e poi in attesa di indicazioni su quale sarà la prossima tappa. Le moto sono sono sempre state al “sicuro”; le nostre come quelle di tutte le altre squadre sono dentro dentro i box o addirittura dentro le casse, quindi da questo punto di vista nessuna preoccupazione.”

Bilancio Ducati Test Qatar MotoGP

“Storicamente il Qatar è una pista a noi favorevole se guardiamo i risultati degli ultimi due anni e quindi eravamo pronti a disputare la gara e a giocarcela. Il risultato del test aveva detto che sia Andrea (Dovizioso, ndr) che Danilo (Petrucci, ndr) avevano un ottimo passo con dei tempi sulla sulla simulazione di gara molto interessanti. Il più in forma era stato Maverick Vinales, mentre sembrava in difficoltà Marquez, sia con la Honda, tanto che ha guidato nell’ultimo giorno la moto di Nakagami versione 2019 che per i problemi alla spalla. Adesso avrà almeno un mese per recuperare, quindi da questo punto di vista penso che si presenterà meglio alla prossima gara, augurandoci che sia il Texas. Per quanto riguarda la nuova gomma posteriore portata dalla Michelin, quella con la carcassa più morbida, si era meglio adattata a Yamaha e Suzuki, ma noi eravamo molto ottimisti sul fatto di aver trovato una soluzione di setup che ci avrebbe consentito di dire la nostra. Quella che stiamo vivendo è una situazione “antipatica” anche per i piloti, erano ormai pronti sia fisicamente che mentalmente ad iniziare il campionato e adesso invece nella migliore delle ipotesi si partirà tra un mese.”

Motomercato, Yamaha e Honda protagoniste

“Sapevamo che con i contratti in scadenza sarebbe stato un mercato in fermento. La Yamaha ha deciso di “promuovere” Vinales a prima guida e ha ingaggiato Quartararo, che su questa moto si è trovato benissimo. Sapevamo anche che la Honda avrebbe tenuto Marquez, anche se non ci aspettavamo un contratto sino al 2024. Noi siamo contenti dei piloti che sono nella famiglia Ducati, non dimentichiamoci che Dovizioso è l’unico pilota che è riuscito in qualche modo a contrastare Marquez negli ultimi tre anni, arrivando sempre secondo e va ricordato che la Ducati è l’unica marca che è riuscita a vincere con entrambi i piloti lo scorso anno, Abbiamo sotto contratto anche Jack Miller, che nel 2019 ha fatto 5 podi dimostrando che la GP19 era una moto competitiva e poi c’è Bagnaia che dopo un difficile anno da rookie può fare bene e può dimostrare il suo talento. Abbiamo ingaggiato all’ultimo minuto anche Zarco. Correrà nel Team Avintia con la moto 2019, non gli chiediamo podi, ma può fare bene. Inoltre può dare una mano allo sviluppo, negli ultimi tre anni ha guidato Yamaha, KTM e Honda.”

Decisione Yamaha di “liberarsi di Valentino Rossi

“È sempre difficile commentare dall’esterno una decisione presa dagli altri, perché ovviamente solo loro sanno esattamente come sono andate le cose; da spettatore interessato anche per il discorso che abbiamo fatto prima credo che il fatto di avere due piloti che di fatto potevano essere sul mercato come Vinales e Quartararo, che credo insieme facciano 45 anni, ha fatto si che prendessero questa decisione. Credo che sia stata una decisione sofferta, ma assolutamente comprensibile e credo che anche per quanto riguarda Rossi, abbia capito che un’azienda debba si salvaguardare il più possibile le proprie bandiere, ma anche pensare al proprio futuro. Al di là del fatto che a qualcuno potrà essere rimasto un po’ di amaro in bocca, ma questo bisognerebbe chiederlo a diretti interessati, credo che comunque Rossi abbia chiesto tempo per decidere e tempo non c’era. Gli hanno comunque garantito una moto ufficiale se volesse continuare a correre in un signor Team come Petronas e quindi direi che hanno fatto il meglio che potevano fare e hanno pensato al futuro loro della squadra e dell’azienda.”

Valentino Rossi e Jorge Lorenzo insieme in Petronas nel 2021?

“Personalmente credo che Valentino (Rossi, ndr) in caso di risultati positivi abbia ancora voglia di correre, mentre non penso la stessa cosa di Jorge (Lorenzo, ndr). Ha fatto una scelta diversa, prima si è ritirato e poi è diventato tester Yamaha, ma un conto è fare il tester e un conto correre. I test che farà si conteranno sulle dita di una mano o poco più, non vedo per lui un ritorno da pilota fisso. Poi tutto è possibile, sarebbe da chiederlo ai diretti interessati, se durante la stagione farà qualche wild-card poi farà le sue valutazioni.”

Come hai visto la Ducati e in generale la Superbike che ha iniziato il campionato a Phillip Island

“La Ducati mi è sembrata estremamente competitiva e credo che Scott (Redding, ndr) abbia fatto gare eccellenti. E’ chiaro che qualcuno ha fatto riferimento ai risultati dello scorso anno, ma c’è da tenere in considerazione che Scott pesi circa 30 kg più di Bautista e questo può aver inciso sul risultato finale, visto che c’è stato un arrivo in volata. Alvaro (Bautista, ex pilota Ducati e oggi in Honda, ndr) ha un fisico minuto, mentre sia Scott che Chaz (Davies, ndr) sono “ragazzotti”. Parlando del campionato penso che sia stato sicuramente un inizio scoppiettante perché ci sono tanti pretendenti al trono e credo che gli spettatori si siano divertiti molto nel vedere le gare. All’esordio in Yamaha ha vinto meritatamente Razgatlioglu, dimostrando di essere un pilota velocissimo e anche maturo. Abbiamo visto anche Lowes senza timori reverenziali nei confronti di Rea, quindi credo che sarà un bel campionato in cui arriveranno prossimamente anche le Honda. Possiamo aspettarci un mondiale Superbike di primo ordine, molto divertente per gli spettatori.”

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