MotoGP | Andrea Dovizioso: “Finché posso voglio giocarmi il mondiale, ora non penso al ritiro”

Dovizioso ha aggiunto: "Rossi farà di tutto per continuare a correre"

MotoGP | Andrea Dovizioso: “Finché posso voglio giocarmi il mondiale, ora non penso al ritiro”MotoGP | Andrea Dovizioso: “Finché posso voglio giocarmi il mondiale, ora non penso al ritiro”

Andrea Dovizioso: Undaunted – C’era una volta Desmodovi. Sì, perché ora sulla tuta di Andrea Dovizioso c’è scritto Undaunted. Vuol dire “imperterrito”, aggettivo in cui il pilota Ducati si rivede molto e che dà anche il nome al docufilm prodotto da Red Bull Media House e presentato ieri 18/02 al Deus Cafe di Milano.

Un vero e proprio documentario che ripercorre alcune importanti tappe della carriera del tre volte vice-campione del mondo, incentrandosi quasi totalmente sulla passata stagione, costellata di tanti momenti difficili e sfortunati.

Andrea Dovizioso: Undaunted è un viaggio intimo all’interno della MotoGP e della vita di un pilota, dentro e fuori dai box, diretto da Paolo Novelli, che lo ha seguito per un anno. Il regista ha dichiarato: “Mi piacerebbe che ognuno, dopo aver visto questo documentario, capisca quello che c’è dietro a un pilota. Quest’esperienza è stata incredibilmente intensa sia a livello professionale che personale. Ho condiviso tanti momenti, anche difficili, con Andrea. Lui si è esposto tantissimo anche dal punto di vista umano.”

Dopo la proiezione del documentario Andrea Dovizioso ha risposto ad alcune domande riguardo la stagione 2020 che sta per iniziare, ma senza sbilanciarsi troppo.

Quali sono le tue sensazioni dopo i test di Sepang?

“È un po’ presto per parlare dopo i primi test. Con le gomme diverse ancora non è facile leggere i reali valori in campo, e non lo è per tutti, non solo per Ducati. Il bilanciamento della moto è diverso. Non abbiamo avuto troppo tempo per lavorare con la nuova gomma, ma ci siamo fatti un’idea anche con Danilo, fa sempre la differenza farlo con l’altro pilota piuttosto che soli, e sono venuti fuori aspetti interessanti. Sicuramente c’è margine di adattamento alle gomme ma ancora non sappiamo quanto, dobbiamo capire come si comportano in gara, solo in gara si capiscono certe cose. Sicuramente i piloti Yamaha e Suzuki sono particolarmente carichi e veloci, mentre Marquez non è ancora tanto decifrabile per la sua condizione fisica post operazione. Comunque aspettiamo il Qatar.”

A proposito delle nuove gomme Michelin, cosa cambia rispetto alle precedenti?

“La nuova gomma Michelin ha una carcassa diversa, c’è più grip e “muove” di più, quindi ti cambia il bilanciamento della moto. Soprattutto la gestione della perdita, dello “slide”, è più difficile da gestire e quindi bisogna adattare elettronica e stile di guida. Sulla carta e rispetto quello che abbiamo visto in Malesia sembra che le moto che scorrono di più a centro curva forse si sono trovate meglio, ma bisogna provare in altre piste per avere un riscontro veritiero. È ancora tutto da scoprire”

Sulla difficile stagione 2019 si basa buona parte del docufilm. Come l’hai vissuta?

“L’anno scorso è stato pesante ed il secondo posto più sofferto in assoluto. Non l’ho vissuto in modo tranquillo. L’obiettivo era vincere, anche se comunque il risultato è stato buono. Non ho mai percepito i 3 secondi posto nel mondiale come 3 sconfitte perché ce la siamo giocata contro Marquez che è stato il più forte di tutti, quindi non penso che avremmo potuto fare di più, anche perché Marc quando ha fatto male è arrivato secondo…A noi manca un po’ di velocità. Vedremo quest’anno.”

Secondo te come sarà la stagione per Valentino Rossi?

“Secondo me tutte e 4 le Yamaha saranno molto competitive, ma non so dire quanto lo sarà Rossi e probabilmente non sa nemmeno lui, l’anno scorso gli è mancata un po’ di velocità. Quartararo e Vinales ora sono in condizioni top per la loro carriera. Sono sicuro che Rossi farà di tutto per continuare a correre.”

Abbiamo parlato di Rossi, a 41 anni ancora in pista. Vedremo anche Andrea Dovizioso “invecchiare” in moto?

“Mi sento particolarmente competitivo in questo momento, secondo me sono nel mio miglior stato di forma per quanto riguarda esperienza e velocità, io finché posso voglio giocarmi il mondiale. Ma se non sarò in questa situazione non sarà un grosso problema per me non andare più avanti. sto cercando di fare sempre del mio meglio. Una deadline? No, per ora non c è.”

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