MotoGP | Andrea Dovizioso spiega la “sua” frenata

Dovizioso è uno dei migliori "staccatori" della MotoGP

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Brembo MotoGPAndrea Dovizioso è uno dei piloti che mette più alla “frusta” i freni. Nella classifica degli staccatori è sempre ai primi posti e durante una visita alla Brembo “DesmoDovi” ha spiegato il suo “rapporto” con i freni a disco in una visita alla Brembo.

“Ho visto tanta precisione e un livello ingegneristico che potevo immaginare ma finché non lo vedi non ci credi. C’è un controllo e una serietà nel lavoro e nel materiale utilizzato pazzesco, d’altra parte il freno è un aspetto fondamentale delle corse. Sono molto esigente con i freni perché sono sempre stato uno dei maggiori staccatori e ho sempre avuto un feeling particolare con i freni. Per me è fondamentale averli reattivi e precisi. Io sono solito frenare usando le due dita sulla leva anteriore.”

La pompa pollice

Dovizioso è stato uno dei primi ad utilizzarla quando correva con la Honda HRC. L’aveva poi accantonata, ma ha poi ricominciato ad utilizzarla una volta arrivato in Ducati.

“Usavo la pompa pollice già in HRC, poi l’avevo accantonata. L’ho reinserita in Ducati e mi fa piacere vedere che tanti piloti l’hanno riscoperta. Io però la uso solo nelle curve a destra perché in quelle situazioni, a centro curva, non hai la possibilità di usare il freno posteriore con il piede. Per riuscirci, alcuni tengono il piede in avanti, altri lo spostano sulla punta della staffa.”

Alcuni piloti si servono della pompa pollice per evitare il pattinamento in curva, ma il pilota della Ducati esclude questo utilizzo: “La potenza che puoi esercitare con il dito sulla pompa pollice è comunque minore rispetto a quella che puoi esercitare con il piede. Ed è per questo motivo, infatti, che la uso solo quando la moto ha la massima angolazione di piega.”

Frenata sul bagnato con novità dischi in carbonio

“È una bella novità perché ci dà la possibilità di avere un freno più costante, come sull’asciutto, e per uno che stacca forte come me è fondamentale. Certo, è una situazione non facile da gestire e non è facile tenerli in temperatura quando fa veramente freddo, ma per me rappresenta un grandissimo passo in avanti. Abbiamo corso in situazioni molto al limite ma siamo riusciti a farli funzionare bene. Nell’intervallo tra le due gare (il GP fu interrotto e poi fatto ripartire; ndr) abbiamo fatto una modifica alla moto e ho potuto spingere un po’ di più in frenata.”

Passato e futuro dei freni

“In 125 e 250 i margini di personalizzazione dei freni sono molto limitati. Devi solo trovare il tuo set-up e il resto arriva di conseguenza. Invece in MotoGP è tutto molto estremo e nell’ultimo decennio i freni sono cambiati tanto: è aumentato sia il diametro dei dischi sia l’altezza della fascia frenante con diverse combinazioni disponibili. Anche le pinze freno hanno seguito un’evoluzione tecnologica notevole combinata ad un aumento delle opzioni di scelta a disposizione di ciascun pilota. Adesso stiamo andando in un contesto dove non ci sono più limiti.”

Parlando delle sue richieste specifiche ha aggiunto: “A me piace avere molta reattività e avere meno gioco possibile sulla leva, prima dell’attacco. C’è stato un grosso lavoro da parte di Brembo su quest’aspetto nel corso degli anni al fine di migliorarsi. Correre con una moto italiana e con i freni italiani fa ancora più piacere quando si ottengono i risultati.”

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