Superbike | Guim Roda guarda alla Thailandia

"Siamo migliorati ma vanno considerati anche i progressi fatti della concorrenza"

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Per la prima volta da qualche anno a questa parte, ovvero da quando è arrivato in Kawasaki, Jonathan Rea ha dovuto fare i conti con un avversario che non solo sembra alla sua altezza ma riesce anche a stargli davanti, come è capito in Phillip Island in tutte e tre le gare d’esordio della stagione.

Il dominio di Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati) in Australia è iniziato con i test ufficiali australiani per poi consolidarsi durante il weekend.
Ora la “palla” passa alla squadra che ha dominato il campionato negli ultimi anni, che dovrà reagire già a partire dal prossimo round in Thailandia.
WWW.WorldSuperbike.com ne abbiamo parlato col direttore del KRT, Guim Roda.

Come avete analizzato i risultati di Alvaro Bautista nel round australiano ottenuti in Gara 1 e in Gara 2?
“Innanzitutto, sono un po’ confuso sulla differenza delle performance ottenute da Bautista e dagli altri piloti Ducati come Davies, Laverty e Rinaldi. È chiaro che la formazione composta da Phillip Island, Bautista, la nuova Ducati e il regolamento di questo anno hanno lavorato bene e per questo avremo una stagione molto competitiva. Bautista viene dalla MotoGP, dove ha spesso terminato gli appuntamenti nella top 5 ed era costantemente nelle top 10, risultati che dimostrano che il livello del pilota sia davvero alto. Va anche detto che si è adattato velocemente alla moto, o almeno è quel che ha dimostrato su un circuito che conosce bene poi vedremo come si comporterà su altre piste. Credo anche che a Phillip Island le gomme abbiamo avuto un ruolo importante limitandoci di più di quel che ci aspettavamo senza così permetterci di essere competitivi come avremmo voluto per avvicinarci di più al livello di Bautista”.

Pensa che ci sia stata una differenza sostanziale nel rendimento degli pneumatici tra una squadra e l’altra?
“Il grip delle gomme dipende dal tipo di moto, dallo stile di guida e dal circuito. Sappiamo che Phillip Island è una pista molto esigente per gli pneumatici perché vengono consumati più del necessario. In questo caso Jonny (Rea), è stato veloce, ha dovuto usare moltissimo il grip delle gomme, abbiamo avuto blisters (bolle sulla superficie della gomma), correndo il rischio di non terminare la gara. Il modo di guidare che permette la Ducati, con più cavalli, senza tanta inclinazione, oltre al tipo di motore che ha e lo stile di guida di Bautista hanno reso più evidente questa differenza. Jonny si è limitato a girare più piano per cercare di rimanere secondo, era qualcosa che già sapevamo ed eravamo consapevoli del fatto che non saremmo potuti andare oltre questo risultato in questo appuntamento”.

La Tissot Superpole Race è molto più corta e ha mostrato tutt’altra situazione…
“Si, con soli dieci giri da percorrere, Jonny è riuscito ad essere molto più veloce. Sapevamo che i dieci giri li avremmo potuti percorrere alla massima potenza e per questo abbiamo assistito ad una situazione molto diversa, più vicina a quella che in realtà avremmo dovuto che fossero Gara 1 e Gara 2 se non avessimo avuto problemi di bliters”.
“D’altro canto, le gomme di Haslam hanno resistito meglio e ha potuto spingere di più e ha ottenuto un ottimo rendimento. Ha fatto un gran lavoro. Essendo stata la sua prima gara dopo il ritorno nel campionato ha concluso davanti a molti piloti che frequentano da tempo questa categoria, fatta eccezione per Bautista, che è stato davvero forte, e Rea che è quattro volte campione del mondo. Ci ha dato una grande soddisfazione ed è un buon segnale per dimostrare dove può arrivare durante quest’anno”.

Il primo round della stagione ci ha già offerto un duello tra Rea e Haslam, soprattutto in Gara 2 dove si sono dati filo da torcere. Sembra chiaro che non sia tornato per essere secondo a nessuno…
“La volontà e la motivazione di Haslam all’interno del KRT sono quelle di fare sempre il meglio possibile e cercare di vincere sempre, noi lo appoggiamo in questo. Però la realtà che abbiamo davanti è un’altra cosa. Dobbiamo capire che non è Superman che arriva e batte tutti quanti perché è davvero difficile, non dico impossibile, ma molto difficile per cui non possiamo perdere di vista quelli che sono gli obiettivi. Ha bisogno di migliorare ad ogni gara e prendere il ritmo. Nel primo appuntamento abbiamo visto un errore che avrebbe potuto evitare. A volte il desiderio di vincere ti fa perdere 15 o 20 punti davvero importanti. Non è giusto pretendere che diventi campione del mondo al suo primo anno però con la volontà che ha dimostrato e l’entusiasmo che ha quando lavora, ci regalerà delle belle sorprese guidando ad un livello ben più alto di quello che in tanti si aspettano. Il nostro target con Leon è quello di stare nella top 5, gli daremo il tempo di conoscere i limiti della moto e nella seconda metà di campionato vorremmo che riuscisse a battersi per stare tra i primi tre”.

Come programmate i prossimi appuntamenti col campionato, a partire dalla Thailandia, dove il caldo e le temperature alte possono giocare un ruolo determinante?
“Visto il risultato ottenuto in Australia, l’idea sarà quella di osservare il rendimento delle nuove Ducati e capire i punti deboli del binomio pilota/moto sui diversi circuiti. Da parte nostra, il pacchetto che abbiamo tra moto e piloti è il più competitivo. Jonny è più forte che mai, per questo continueremo a lavorare per cumulare punti. Siamo contenti del lavoro che abbiamo fatto con Jonny in Australia, è stato molto professionale, molto sicuro e, vista la situazione, ha saputo ottenere il massimo rendimento possibile in termine di punti. Pur considerando che abbiamo ancora molti appuntamenti da affrontare”.

I risultati delle gare in Australia hanno eroso la fiducia nella ZX-10RR e le aspettative che avevate dopo aver avuto un pre-stagione perfetto?
“Credo che il miglior rendimento che abbiamo notato dall’anno scorso sia reale, abbiamo fatto un passo avanti però è chiaro che non possiamo limitarci ad osservare i nostri miglioramenti ma dobbiamo tener conto di quelli fatti dalla concorrenza. Bisogna poi analizzare ogni singolo circuito per vedere di che cosa sono capaci per capire quanto ci manca per raggiungere il loro livello. Dobbiamo capire se i nostri miglioramenti sono sufficienti per sfidare la Ducati e gli altri e a parte da questo punto, continuare a lavorare. Credo che dopo i primi quattro round, dopo Assen, avremo molte già informazioni e capiremo la vera consistenza del campionato e sapremo come influisce il nuovo regolamento e come potrà andare la seconda metà della stagione”.

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