MotoGP | Esclusiva: Paolo Ciabatti (Ducati), “Soddisfatti di Petrucci. SBK? il regolamento parla chiaro”

Il Direttore Sportivo di Ducati ha parlato poi degli avversari, elogiando Valentino Rossi

MotoGP | Esclusiva: Paolo Ciabatti (Ducati), “Soddisfatti di Petrucci. SBK? il regolamento parla chiaro”MotoGP | Esclusiva: Paolo Ciabatti (Ducati), “Soddisfatti di Petrucci. SBK? il regolamento parla chiaro”

Ducati MotoGP Paolo Ciabatti – Abbiamo intervistato in esclusiva Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo di Ducati Corse, da poco rientrato dal Qatar, dove si sono disputati gli ultimi test IRTA pre-season del 2019. Con Ciabatti abbiamo parlato ovviamente di Ducati, della concorrenza, di Valentino Rossi, affrontato anche l’argomento Superbike, parlando della “tripletta” di Alvaro Bautista a Phillip Island e di un possibile futuro in MotoE per la casa di Borgo Panigale. Ecco cosa ha raccontato a Motorioline.

Qual è il bilancio dei test invernali?

“E’ un bilancio positivo, abbiamo potuto lavorare per tre giorni facendo tutte le prove che avevamo in programma, soddisfatti, anche se non del tutto, lato Dovizioso. Questo però non ci preoccupa per la gara, c’erano infatti delle condizioni particolari con molto vento, soprattutto il secondo e terzo giorno che hanno disturbato qualche pilota più degli altri. Tutto sommato un bilancio positivo.”

Danilo Petrucci è arrivato nel Team ufficiale, siete soddisfatti del suo pre-season?

“Siamo particolarmente contenti di Danilo, in tutti i test invernali, a partire da quello post-gara a Valencia e fino in Qatar ha dimostrato di avere un’ottima velocità e anche un buon passo. E’ stato sempre tra i primissimi e questo ci lascia ben sperare anche da quel lato del box per l’inizio del campionato che partirà tra pochi giorni.”

Sia in Malesia che in Qatar abbiamo visto un gioco di squadra nei long-run, una vera novità.

“E’ una novità ed è stata uno spunto, perchè abbiamo visto che quanto meno in Malesia è stata replicata dal Team Yamaha. Quest’anno abbiamo impostato un modo di lavorare diverso nel box e il fatto che Andrea e Danilo siano in ottimi rapporti personali, consente di suddividere il carico di lavoro e di sviluppo e poi fare delle simulazioni di gara che sono state molto interessanti, 10 giri con un pilota che tira chi segue e poi dopo una breve sosta ai box ripartire con piloti invertiti.”

Petrucci ha un solo anno di contratto, cosa deve fare per meritarsi il rinnovo?

“Per il momento ci stiamo concentrando sul fatto di poter iniziare bene il campionato sia con Andrea che con Danilo e il fatto che lui abbia un solo anno di contratto non è in questo momento in cima alla nostre e alle sue priorità. Nella sua situazione c’è anche Jack Miller che ha un solo anno di contratto. E’ chiaro che i piloti della squadra ufficiale debbano quantomeno lottare per il podio ed essere in grado di vincere delle gare. Credo e spero che Danilo riesca a cogliere la sua prima vittoria, in un paio di occasioni soprattutto nel 2017 ad Assen e Misano ci è andato molto vicino. Se conseguirà la sua prima vittoria come spero e se sarà sempre a lottare per il podio, diventerà più facile prendere decisioni per il 2020.”

Negli anni passati si era creata la “moda” di annunciare ingaggi e rinnovi addirittura prima dell’inizio del campionato, che ne pensi?

“In certi casi ci sono delle situazioni e delle opportunità che vanno colte al momento, come successe a noi con Jorge Lorenzo, preso per il 2017 e 2018, ma il cui contratto venne perfezionato a febbraio 2016. Anche lo scorso anno abbiamo firmato un contratto con Francesco Bagnaia prima che iniziasse la Moto2, quindi a volte muoversi anzitempo quando c’è un’opportunità è una scelta che porta dei risultati importanti. Spesso questa “moda” di aver definito già prima dell’inizio del campionato è stata criticata, ma quest’anno non credo si verifichi la situazione degli anni passati, almeno in Ducati.”

Rimanendo in casa Ducati, dal Team Pramac, cosa ci si aspetta?

“Miller avrà a disposizione la GP19 mentre Bagnaia la GP18. E’ chiaro che dal punto di vista motoristico con i motori punzonati non si può fare molto, ma l’obiettivo di “Pecco” è quello di fare un campionato in crescita. Si è adattato velocemente alla MotoGP e la moto dello scorso anno si è dimostrata molto competitiva, vincendo 7 Gran Premi e anche l’ultima gara di Valencia. La GP18 è una moto che può consentire ad un rookie di fare bene senza avere troppa pressione.”

Come hai visto la concorrenza nei test? Honda aveva entrambi i piloti non al 100% della forma

“Penso che sarà un anno molto divertente per gli appassionati e per i tifosi ma molto complicato perchè ci sono tante moto e tante case competitive. Come hai detto la Honda non aveva i piloti al Top della forma, anche se Marquez anche da questo punto di vista sembra essere un fenomeno, perchè è riuscito a girare anche in Qatar come se non avesse problemi alla spalla. Honda ha lavorato molto sul motore e infatti in Qatar sono stati costantemente tra i più veloci. La Honda sarà con entrambi i piloti un avversario ostico ma anche la Yamaha ha fatto un grande passo avanti e anche Quartararo e Morbidelli com le moto del Team Petronas sono andati forte, a dimostrazione che la Yamaha ha fatto un bel lavoro. E’ andata forte anche al Suzuki, Rins è stato tra i più veloci come passo di gara sia in Malesia che in Qatar e anche il rookie Mir si è visto davanti. Credo che i piloti di questi quattro costruttori, che sono Ducati, Honda, Yamaha e Suzuki, potranno giocarsela ad ogni gara. Sarà un campionato interessante, magari anche più complicato per noi rispetto agli ultimi due anni.”

Un pensiero su Valentino Rossi, che dopo aver compiuto 40 anni sarà ancora ai nastri di partenza come protagonista.

“Credo che ormai si sia detto in tutte le salse e giustamente quanto Valentino Rossi sia un pilota eccezionale. Grazie a lui il motociclismo sportivo, la MotoGP, sono usciti dall’ambito di un evento di appassionati di moto. Il fatto che lui abbia ancora la motivazione e la velocità, di fatto lo scorso anno è stato quasi sempre in lizza per il podio, da la dimostrazione di quanto sia grande il talento di questo campione.”

Capitolo Superbike, tripletta Ducati a Phillip Island

“Non c’era modo migliore per Ducati di iniziare l’era della V4, è stata la prima volta nella storia della Superbike che la Ducati prende parte a questo campionato con una moto a 4 cilindri. Nonostante, anzi grazie al lavoro di sviluppo e soprattutto frenetico, siamo riusciti ad esordire con un pilota esordiente in Superbike (Alvaro Bautista, ndr) con tre gare vinte, vinte per altro, soprattutto quelle sulla distanza, con un distacco impressionante. E’ sicuramente merito di chi ha progettato e costruito la moto, ma non dimentichiamo che lo scorso anno quando Alvaro fu chiamato a sostituire Jorge Lorenzo sulla Ducati GP18 ufficiale, sfiorò il podio dopo essere stato in testa, arrivando quarto. La pista di Phillip island è sicuramente tra le sue preferite. Penso che una buona parte di questo dominio sia merito suo e del fatto che ama quella pista, che al contrario non è la preferita del nostro principale concorrente che è Jonathan Rea.”

Si è parlato moto, soprattutto sui social network, dei giri motore che sarebbero stati concessi alla Ducati, ma regolamento alla mano tutto è molto chiaro.

“Chi afferma che ci siano stati concessi dei giri motore in più, molto probabilmente non ha letto il regolamento. Lo stesso si basa su regime di rotazione della moto che viene venduta. Nel nostro caso la moto di serie ha un regime di rotazione molto alto, questo grazie alla distribuzione Desmodromica.”

Quest’anno debutta la MotoE, è il futuro delle moto anche per Ducati?

“Sicuramente è una novità, quindi siamo tutti curiosi di vedere come andrà questa categoria che gareggerà in europa in alcuni appuntamenti del campionato MotoGP. Era importante per la Dorna avere all’interno del proprio campionato una categoria con moto elettriche, visto il futuro degli autoveicoli e anche delle moto. Noi per il momento stiamo a guardare. Al momento il problema principale sono il peso e la durata delle batterie, ma da questo punto di vista la tecnologia si evolve rapidamente.”

Dal tuo punto di vista personale moto elettrica o a motore?

“Razionalmente ti direi di si, ma visto che la moto è soprattutto divertimento e passione e le persone della mia generazione rimpiangono ancora l’olio di ricino, quindi puoi immaginare cosa farei.”

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