MotoE | La categoria del futuro è elettrica? Forse ancora no

Le moto elettriche al primo test hanno rimediato un distacco di 9 secondi dalle nuove Moto2, ma anche di otto secondi dalle 250, quattro secondi dalla Moto3 e sei dalle vecchie 125

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MotoE – Si sono da poco conclusi i primissimi test ufficiali della nuova categoria con moto elettriche, la MotoE. Le prove si sono svolte sul tracciato andaluso di Jerez de la Frontera in condizioni meteorologiche spesso difficili. Nonostante questo e il fatto che la categoria full-Electric sia ancora allo stato embrionale cerchiamo di fare un raffronto con la Moto2 e la Moto3.

Partiamo con alcuni dati della Energeca Ego, la moto che useranno tutti i piloti nelle sei gare della stagione 2019. Quella vista nei test di Jerez non dovrebbe essere la versione definitiva, al momento il peso si attesta intorno ai 260 kg circa, ma dovrebbe scendere a 240 per l’inizio della stagione. La potenza massima si aggira intorno ai 147 Cv. La moto è equipaggiata con pneumatici Michelin, gli stessi utilizzati in MotoGP.

Nella tre giorni di test il miglior tempo assoluto è stato fatto registrare da Bradley Smith, che nel quarto turno ha fermato il cronometro sul 1:50.265. Nelle stesse giornate sempre a Jerez si sono svolti i primi test anche della Moto2, equipaggiate con il nuovo tre cilindri Triumph. Un motore da 765 cc, capace di erogare all’incirca 135 Cv, potenza simile ai ‘vecchi’ propulsori Honda che erogavano 130 Cv. La differenza principale è nell’erogazione della coppia, ma questo è un’altro discorso. Il peso della nuova Moto2 a vuoto si attesta intorno ai 154 kg (da regolamento le Moto2 fino alla passata stagione dovevano avere un peso minimo moto + pilota di 215 kg). La migliore prestazione è stata fatta registrare da Luca Marini che ha fermato il cronometro sul 1:41.524. Una differenza di circa 9 secondi tra le due categorie praticamente entrambe al debutto.

Come anticipato la MotoE è ancora tutta da sviluppare e la ‘storia’ ci insegna che prima di raggiungere livelli degni di nota ci vuole tempo, ma ci sono alcune cose che fanno storcere il naso. Torniamo per un attimo al capitolo sviluppo. La grande rivoluzione nella categoria intermedia ci fu nel 2010 quando vennero archiviati i motori due tempi da 250 cc e ‘rimpiazzati’ con i 600cc quattro tempi. All’epoca ci vollero due anni prima che le Moto2 iniziassero a far registrare tempi più veloci rispetto alle 250. Ad esempio rimanando a Jerez, il miglior giro mai fatto registrare da una 250 fu quello di Dani Pedrosa, che nel 2005 fermò il crono sul 1’42.868, due anni dopo l’introduzione della nuova categoria, nel 2011, Stefan Bradl si aggiudicò la pole con il tempo di 1:42.706. Attualmente il giro più veloce mai fatto registrare da una Moto2 sul tracciato andaluso è quello di Lorenzo Baldassarri che quest’anno ha stampato un 1’41.890. Un’evoluzione lenta ma costante, ma non solo del motore. Negli anni la competizione ha spinto la casa che fornisce pneumatici, attualmente Dunlop, e le diverse aziende che producono telai ad alzare costantemente il livello, cosa che, almeno al momento, non avverrà in MotoE visto che si tratta di un campionato mono-marca. Come per la Moto2, anche nella Moto3 è avvenuta la stessa rivoluzione. Era il 2012 quando si passò dai motori 125 a due tempi ai 250 quattro tempi. In questa categoria, nonostante sia alla sua ottava stagione, i tempi sono ancora più lenti rispetto alle vecchie 125, almeno a Jerez. Parliamo di un distacco di circa 2 secondi sul miglior tempo. Ovviamente questo discorso cambia molto da pista a pista. Su un tracciato come quello del Qatar, ad esempio, la differenza si assottiglia a circa mezzo secondo (parliamo sempre di record). Però anche in questo caso il distacco si sta lentamente assottigliando.

L’assenza di una vera competizione tra diversi costruttori è uno dei motivi che ci fa storcere il naso. Un po’ come avviene per la versione a 4 ruote del campionato elettrico, giunta alla quinta stagione, non vi è un vero e proprio progresso in termini di prestazioni. Il più grande, rimanedo alla Formula E avverrà quest’anno con l’introduzione di una monoposto completamente nuova. Quindi a meno dell’arrivo di nuovi costruttori, ci vorrà del tempo per vedere passi avanti significativi anche nella MotoE.

A Jerez abbiamo poi assistito anche ad alcune scene abbastanza curiose. Le moto sono equipaggiate con batterie agli ioni di litio, che rendono di più se la temperatura delle stesse è bassa. Quindi nei box sono comparsi diversi ventilatori utilizzati per raffreddare le moto. Bisogna notare come durante i test le temperature non fossero altissime viste le condizioni meteo e qui sorge un altro dubbio, quando si correrà il campionato durante l’estate con temperature che saranno molto più alte ai box vedremo decine di ventilatori?

Al momento il giudizio sulla nuova categoria è sospeso, ma un distacco di: nove secondi dalla nuove Moto2 equipaggiate dai nuovi motori Triumph, otto secondi dalle 250, quattro secondi dalla Moto3 e sei dalle vecchie 125, non è il biglietto da visita che speravamo. Aspettiamo l’inizio del campionato per ricrederci, condividendo, per ora, quelle che sono state le parole di Rossi di qualche tempo fa”“Il suono del due tempi qualcosa di speciale, non mi piacciono le moto elettriche”.

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