SBK | Jonathan Rea: il segreto del suo successo

Il pilota Kawasaki racconta le tappe che lo hanno portato al quarto titolo consecutivo

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Quando la bandiera a scacchi ha sventolato in Francia, è iniziata una grande storia per Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK), che è diventato il primo pilota della storia a vincere quattro titoli consecutivi nel WorldSBK. Ma come ci è riuscito? Ogni titolo è diverso, ha bisogno di tattiche diverse per essere vinto. Abbiamo parlato con il campione delle chiavi per conquistare ogni titolo.
2015 – La nascita del Team 65
“Credo che la chiave sia stata l’integrazione di Kawasaki e la nascita del Team 65, lo staff ha creduto fermamente in me e ha costruito un’atmosfera piacevole nel box e lì si stava molto bene. Questa è stata la chiave, mi sono trovato in un ambiente familiare; i precedenti piloti e tutti in fabbrica avevano fatto un lavoro incredibile sulla moto; era l’ultimo anno per il vecchio modello, quindi la moto era sviluppata al massimo, dovevo solo mettere tutto insieme e vincere. Prima di quell’anno, non avevo idea che potessimo avere tutto quel successo, abbiamo vinto 14 gare ed è stato incredibile. Era un po’ surreale, ma la chiave è stata l’atmosfera nel box che ha fatto sì che nel 2015 il team si sentisse bene”.
2016 – L’anno della costanza
“Nel 2016 la chiave è stata la costanza, perché in alcuni momenti dell’anno abbiamo avuto molte difficoltà; all’inizio della stagione avevo molti problemi con il cambio e abbiamo fatto molti test, con molte nuove componenti. Anche le specifiche del motore sono cambiate, la moto era completamente nuova, quindi era stato importante disputare i fine settimana nel miglior modo possibile. Abbiamo avuto due battute d’arresto, una a Laguna Seca a causa di un problema tecnico e poi sono caduto in Gara 1 al Lausitzring. Ma abbiamo mantenuto la costanza fino alla fine e questo ci ha permesso di vincere. Alcune volte in pista non eravamo i più veloci, Chaz Davies ha vinto più gare di me, ma non è stato costante quando me e questa è stata la chiave per vincere il campionato”.
2017 – Un passo brutale
“La chiave del 2017 è stata il passo, in quel periodo era brutale. Guidavo esattamente come volevo e abbiamo vinto 16 gare, è stato come far rotolare una palla di neve, che diventa sempre più grande! Le uniche gare in cui non siamo andati bene sono state al Lausitzring e ad Imola, dove siamo stati battuti da Chaz. Ma gli altri fine settimana siamo stati molto forti. Iniziare l’anno con una doppietta a Phillip Island e finire la stagione con il record di punti è stato incredibile. Abbiamo imparato tutto sulla nuova moto nella pausa invernale del 2016 e lo abbiamo messo in pratica nel 2017, il lavoro del team ci ha permesso di fare il meglio ed è stato incredibile”.
2018 – Gestire i punti
“A Phillip Island eravamo in lotta fino a quando non ho accusato un problema alla gomma, quindi sono arretrato velocemente. Quest’anno si è trattato di gestire i punti e abbiamo affinato il pacchetto con la nuova moto, oltre ad aver fatto qualche passo in avanti. In qualifica siamo riusciti ad essere spesso in prima fila, il mio passo da lì è migliore. Ma abbiamo anche avuto momenti difficile con la nostra moto ed il nuovo regolamento ci ha ostacolati dove lo scorso anno eravamo forti. Ma complessivamente ci siamo impegnati molto anche quando le cose andavano contro di noi e sembra che stiamo raccogliendo i frutti del duro lavoro fine settimana dopo fine settimana.
Tutto si riassume nel lavoro di squadra; da chi lavora dietro le quinte, meccanici, tecnici, ingegneri in Giappone, piloti…è stato un anno di lavoro enorme. Anche la costanza ha aiutato, i rivali sono stati veloci, a volte anche di più. Ma non abbastanza e questa è una cosa buona. Perché, onestamente, il 2016 è stato l’anno più complicato, quello del ‘può essere come può non essere’, ma siamo riusciti a conquistare anche il quarto titolo consecutivo”.

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