Moto2 | Ezio Gianola: “Marinelli Snipers non ha aiutato Fenati”

"Romano ha bisogno di una squadra forte, altrimenti diventa ingestibile"

Moto2 | Ezio Gianola: “Marinelli Snipers non ha aiutato Fenati”Moto2 | Ezio Gianola: “Marinelli Snipers non ha aiutato Fenati”

Dopo la bufera per il “caso Fenati”, dove chiunque ha voluto dire la sua in merito, è giusto sentire l’opinione di chi ha visto Romano Fenati crescere ed ha contribuito a farlo diventare un pilota talentuoso. Ezio Gianola, ex pilota e vincitore di nove gran premi nel motomondiale, è stato direttore sportivo del team Marinelli Snipers e mentore di Romano Fenati, fino al gran premio del Mugello. Intervistato da Franco Bobbiese per la trasmissione “Paddock”, ha voluto dire la sua in merito ai fatti di Misano che hanno visto coinvolto pesantemente il pilota ascolano. Vi riportiamo alcuni frammenti.

“Lo conosco da quando aveva 14 anni, lo scelsi per fare lo junior team Italia con Niccolò Antonelli. Siamo andati in Spagna a lottare con i piloti forti che oggi sono ancora i suoi avversari. Abbiamo vinto un campionato battendo i ragazzi di Martinez e Alzamora. Ho notato subito il suo talento, ma era anche uno che si scaldava subito, lui non ha avuto una situazione familiare facile. Ha bisogno di sentirsi bene con la squadra e con la moto ed è questo il motivo per il quale ho litigato con Marinelli Snipers, non erano pronti per la Moto2. Lui è quel pilota che, se non gli dai quello che vuole, può diventare ingestibile”.

Sul gesto fatto da Fenati, Gianola non ha dubbi che vada punito ma il giusto, in quanto non ha arrecato danni a Stefano Manzi:

“Il gesto va punito, ma se già la direzione gara ti dà 2 gran premi di stop, vuol dire che va bene così. Se guardiamo l’azione, era da cinque giri che si davano sportellate, ma non per il risultato, solo per ripicca. Quando arrivi vicino all’avversario, toccando la leva non vai a fare una pressione forte, in mezzo c’è il guanto, quindi non può essere 20 bar perché la velocità era ridotta. Quando lui tocca la leva, sa che non causa nulla, ma si è trattato solo per invitare Manzi a smetterla. Se sono due gare di squalifica. è quello, tutto il resto è in più. Le sanzioni le fanno al momento, se gli avessero dato sei gare di squalifica, non si sarebbe alzata la polemica. Non è mai successo che un pilota restasse fermo per due gare. Lo sport della moto è già estremo per sè stesso, ad ogni gara vediamo azioni che andrebbero sempre sanzionate”.

Un altro fattore che ha influito pesantemente sono le difficoltà del team Marinelli Snipers che ha licenziato Gianola dal suo ruolo di direttore sportivo:

“Romano è un ragazzo molto intelligente, ma bisogna dargli quello che chiede. Quando è stato con me, quando lo vedevo arrabbiato, io riuscivo a calmarlo. La squadra andava gestita meglio e, sarà un caso, ma da quando mi hanno licenziato, il team ha iniziato ad andare male. A livello di talento, Fenati non ha nulla da invidiare a Bagnaia o Morbidelli, ma i contesti sono diversi”.

Se Romano dovesse tornare a correre, inevitabilmente dovrà avere a che fare con i media, i tifosi e i social che ultimamente stanno purtroppo diventando i protagonisti (vedi i fischi a Marc Marquez o gli insulti a Lewis Hamilton nel gran premio di Monza). Un carattere impulsivo come quello di Romano, come potrebbe reagire?

“Stando con lui ho vissuto i momenti del litigio con la VR46 ed è stata una botta. Quando Rossi ti manda via, è come se tu diventi un nemico perché poi sei preso di mira anche dai tifosi, dai social. Lui era secondo nel mondiale, ma non è stata unicamente colpa sua. Comunque qualcuno dello staff, penso Uccio, l’ha aiutato a portarlo in un’altra squadra, perché non era giusto non farlo correre. E’ tornato ed è andato forte, l’anno scorso ha lottato con Joan Mir per il mondiale, quindi sotto una certa pressione lui non si fa influenzare”.

Le gare di squalifica sono due, quindi Romano in Giappone potrebbe già tornare a correre ma riuscirà ad essere quello di prima? E Gianola, gli farebbe ancora da coach?

“Tra un po’ si calmerà tutto e spero che ritorni a correre, deve diventare più uomo, non deve più commettere questi errori. Se lo chiamano è già una cosa buona ma lui deve passare per l’opinione pubblica e i media. Io non difendo Romano, avrei detto le stesse cose se fosse stato Manzi. Ho visto tanti ragazzi crescere ma una cosa che mi ha colpito di lui è che quando ci siamo rivisti dopo un po’ di tempo, mi ha detto ‘Da quando non sono più stato con te, non sono più cresciuto’. Se io avessi dei soldi, gli procurerei un team, una moto competitiva, non gli farei mancare nulla”.

 

 

 

Moto2 | Ezio Gianola: “Marinelli Snipers non ha aiutato Fenati”
5 (100%) 1 vote
Leggi altri articoli in Moto2

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati