MotoGP |GIVI e LCR festeggiano 20 anni di collaborazione

Il team manager veneto racconta ai nostri microfoni il positivo inizio di stagione

MotoGP - Cecchinello entusiasta della prima parte di stagione dei suoi alfieri
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Il matrimonio tra l’azienda bresciana GIVI e il team LCR di Lucio Cecchinello prosegue ormai da 20 anni. Una collaborazione che nasce dalla passione di due uomini, Cecchinello e Visenzi, entrambi ex piloti. E forse è proprio questa la chiave della loro intesa, la comune provenienza e il modo simile di approcciarsi allo sport.

“Dopo vent’anni di collaborazione ormai faccio parte della famiglia Visenzi – attacca Cecchinello. – È difficile per me trovare le parole per esprimere il senso di gratitudine che ho nei confronti di questa azienda. Addirittura io ho vestito i colori di GIVI già nella mia carriera di pilota, quando il team per cui correvo era sponsorizzato dalla stessa azienda. Poi nel 1996 ho fondato la mia squadra e nel 1998 ho firmato un contratto con Noboru Ueda, che l’anno prima si era giocato il titolo con Valentino Rossi. Un pilota di primo piano dunque, che ha portato con se la sponsorizzazione di GIVI”.

L’anno prossimo la tua squadra sarà impegnata anche in Moto e, campionato riservato alle moto elettriche che verrà disputato prima delle corse di MotoGP. Come vi state approcciando alla categoria?

“Il mondo dell’automotive si sta spostando inesorabilemente verso motorizzazioni ibride e elettriche e ovviamente il motorsport, da sempre grande laboratorio per auto e moto, è il palcoscenico ideale su cui sviluppare le nuove tecnologie. Dorna, che ascolta sempre molto attentamente le case, ha deciso di creare il campionato mondiale moto elettriche, gestendo in proprio una categoria che non si propone come concorrente della MotoGP. Per il primo anno del campionato, tutti i team privati della classe regina hanno la possibilità di schierare due moto. LCR ha accetato di buon grado, anche grazie all’aiuto economico della stessa Dorna che si è proposta di finanziare moto e logistica, lasciando alle squadre la gestione dei ricambi”.

Quest’anno schierate un nuovo pilota sulla griglia di partenza, Takaaki Nakagami. Cosa ti ha ben impressionato del suo approccio alla MotoGP e in che aspetti invece sta faticando nel confronto con i rivali più esperti?

“Sono molto soddisfatto di questo inizio di stagione di Taka. Conosciamo bene la moto con cui corre perché è la stessa che ha usato Cal l’anno passato, dunque abbiamo un metro di paragone molto valido. Honda ha deciso di supportarlo, ma per non mettergli troppa pressione nell’anno di esordio ha deciso di affidargli una moto datata. Quello che più mi ha impressionato sono i suoi tempi sul giro. Taka è già in grado di girare con un passo veramente molto veloce, in linea con i piloti che navigano in top ten, specialmente nella seconda parte di gara. Purtroppo però impiega ancora troppo tempo per arrivare a far segnare questi tempi sul giro, ha bisogno di trovare confidenza con la moto fin da subito, anche con serbatoio pieno e gomma nuova. È qui che si focalizzerà il nostro lavoro nella prossime gare”.

Dall’altro lato del box invece, Cal Crutchlow ha fatto un notevole salto di qualità, girando costantemente nella top five. Come è maturato questo buon inizio di stagione?

“Penso che il segreto del nostro salto di qualità stia nel fatto che in quattro anni di collaborazione con Cal abbiamo costruito un’alchimia molto buona. Oggi è più facile per gli ingegneri tradurre in movimenti tecnici ciò che dice il pilota e viceversa per lui è più facile spiegarsi”.

Quanto è difficile per una squadra privata come LCR trovare sponsor per correre nella classe regina del motociclismo?

“ Piccola premessa: il mondo del motorsport è stato storicamente supportato, almeno fino a metà degli anni 2000, dalle compagnie del tabacco. Purtroppo, parallelamente alla creazione della legge che impedisce a quest’ultime di promuovere la propria immagine, è iniziata anche la crisi economica. Sono stati anni difficili per noi team privati, che abbiamo dovuto lottare per sopravvivere. Ma è nei momenti difficili che impari e riesci a trovare una soluzione ai problemi più gravi. Nella seria situazione in cui mi trovavo, non riuscivo a trovare grossi sponsor. Ho dovuto così ripiegare su piccole e medie aziende, ma dovevo presentarle in modo piuttosto aggressivo. A qual punto ho offerto a GIVI la titolarità dello spazio principale della moto, ma solamente per alcune gare, in modo da richiedere loro un budget minore. In questo modo abbiamo messo insieme un nuovo format di title sponsor a rotazione, cercando di coinvolgere aziende legate agli accessori delle moto. Realtà che hanno la necessità di interloquire con il motociclista, che rappresenta il loro consumatore finale, che viene direttamente a vedere le gare con la propria moto (si parla del 48% degli spettatori presenti alle gare)”.

Dopo il progetto Miller, Honda ha affidato a LCR le cure di un altro suo protetto, Nakagami. Quanto è importante per un team privato come LCR che Honda vi tenga in grande considerazione e che siate la prima squadra a cui si rivolge quando deve svezzare i suoi pupilli al debutto?

“Non posso che ringraziare Honda per la stima che nutre nei nostri confronti e per il supporto che ci dà. La sua collaborazione è fondamentale, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista economico. I risultati ottenuti da Cal non sarebbero stati possibili senza il contributo di Honda, ma soprattutto il nostro secondo pilota non sarebbe nemmeno al via. La casa giapponese ha sempre due obiettivi: uno sportivo e uno commerciale. Il progetto Miller è stato voluto con l’intento di verificare il potenziale di un ragazzo interessante per portarlo eventualmente a sostituire uno dei due piloti ufficiali, in questo caso Pedrosa, in seno al team HRC. Il progetto Nakagami invece è diverso. Honda tiene molto a lui perché è il primo pilota giapponese a correre nella classe regina dopo quattri anni e ha un buon potenziale in ottica futura. La speranza è che possa ispirare tanti ragazzi asiatici a correre in moto e questo per Honda è molto importante dal punto di vista commerciale”.

Quali sono i pro e i contro di avere due piloti in griglia di partenza?

“Sono più i pro che i contro: hai la possibilità di concentrarti sul secondo pilota, qualora il primo non dovesse finire la gara. La cosa più difficile da gestire è l’importante mole di lavoro, ma con tanta passione è possibile conciliare tutto”.

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