SBK | Motul Dutch Round: analisi tecnica Brembo

Il circuito olandese è poco impegnativo per i freni: bastano 120 bici e 5 bottiglie di birra!

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Al mitico TT Circuit di Assen, l'”Università della velocità”, è tutto pronto per la quarta tappa del Campionato del Mondo Superbike, che inizierà domani con la giornata di prove libere.

Il tracciato è una pietra miliare nella storia del motociclismo: inaugurato nel 1925 quando misurava ben 28,4 km, ospita ininterrottamente il Campionato Mondiale delle derivate di serie dal settembre 1992.
Il TT Assen Circuit si contraddistingue per 18 curve, di cui ben 12 a destra, e rettilinei molto corti: il più lungo misura appena 487 metri e quello di partenza non supera i 300 metri, ne consegue che è un circuito molto “guidato” con frenate poco impegnative, che permettono un raffreddamento ottimale dei dischi in acciaio.

I tecnici Brembo classificano Assen come un circuito che non mette sotto stress i freni, cui i piloti ricorrono solo in 10 delle 18 curve della pista, per un totale di 26 secondi al giro, equivalenti al 27 per cento della durata della gara.
Non toccando mai velocità superiori ai 280 km/h, le Superbike raggiungono un massimo di 1,2 g di decelerazione, di conseguenza la media del circuito è di 1,08 g, tra le più basse della prima parte del campionato insieme agli 1,06 g di Phillip Island.
La scarsa potenza delle frenate è evidente nel calo medio di velocità in frenata, dove il valore sulle 10 staccate è di 83 km/h, il più basso del Mondiale 2017: sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera gli 8,1 quintali, equivalenti al peso di 120 biciclette da corsa.

Sempre Brembo analizzando le 10 frenate del TT Assen Circuit non ne considera nessuna molto impegnativa per i freni: la più dura è la prima dopo il traguardo (curva Haarbocht) perché le moto vi arrivano a 276 km/h, perdono 167 km/h al termine dei 211 metri della frenata e i piloti usano i freni per 4,1 secondi con un carico sulla leva di 4,9 kg.

La frenata alla curva 16 esercita però una pressione dell’impianto frenante superiore a quella della curva 1: 10,8 bar a fronte dei 10,6 bar – entrambi questi valori equivalgono a 5 volte la pressione di una bottiglia di birra. Alla curva 16 le Superbike arrivano a 208 km/h e mollano i freni solo dopo essere scese a 94 km/h, operazione che richiede 3 secondi e mezzo.
Degna di nota anche la curva 9 (De Bult): 158 metri di frenata, 1,2 g di decelerazione e 4,3 kg di carico sulla leva per passare da 227 km/h a 111 km/h.

Una curiosità statistica: tutte le ultime 6 gare del Mondiale Superbike corse qui sono state vinte dalla Kawasaki di Jonathan Rea che monta freni Brembo.

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