Superbike|Motul Thai Round, Gara1: Jonathan Rea domina in Thailandia

Sesto successo per il Campione in carica. Due Panigale sul podio: Xavi Fores precede Chaz Davies

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Al Chang International Circuit, teatro del secondo round del Campionato Mondiale delle derivate di serie, il “Cannibale” ristabilisce la leadership in classifica con la sesta vittoria su sette gare disputate su questa pista, ribadendo il dominio assoluto Kawasaki.

Per il Campione in carica non è stata una corsa complicata dato che solo nelle primissime fasi di gara è stato il solo Tom Sykes ha impensierirlo per qualche tornata, poi più nulla: dopo un round non facile come quello australiano, Rea ristabilisce le gerarchie almeno in Thailandia.

Sul podio con lui ci sono le due Panigale di Xavi Fores e di Chaz Davies, autori di una gara completamente diversa tra di loro: lo spagnolo ha sempre occupato le posizioni di testa, accarezzando anche l’idea di poter prendere Rea, mentre il pilota gallese “ufficiale” Aruba ha fatto una corsa in rimonta, agguantando il terzo posto nel corso del penultimo giro, al termine di una bella battaglia con l’amico Leon Camier.

Il pilota inglese sta facendo un lavoro straordinario in Honda se pensiamo a dov’era la CBR lo scorso anno: Camier ha lottato strenuamente per ottenere un podio che sarebbe stato più che meritato ma purtroppo la sua moto era decisamente più lenta della Panigale di Davies e alla fine ha dovuto cedere.

Altra posizione ottenuta a pochi kilometri dalla bandiera a scacchi è il quinto posto di Alex Lowes ai danni di un Tom Sykes che dopo un ottimo spunto nelle prime fasi, dove ha anche guidato il gruppo, è vistosamente calato: vedendo la prestazione della sua Ninja si comprende come la vittoria sia più merito di Rea che della moto.

Settimo posto per Michael Van der Mark, autore di una gara abbastanza anonima, davanti a un Marco Melandri che invece ha faticato a rimanere in sella alla sua Panigale che ha vibrato e scodato vistosamente per tutti i giri previsti: una corsa da dimenticare per il pilota italiano.
La top ten è completata da Eugene Laverty e da Jordi Torres: lo spagnolo ha occupato le posizioni di testa nelle prime fasi di gara per poi calare vistosamente.

Gara stoica infine per Lorenzo Savadori, dodicesimo dietro alla BMW Althea di Loris Baz, ancora convalescente dalla frattura alla spalla rimediata in Australia.

Dopo tre gare si può tranquillamente dire che il Campionato sembra aver ritrovato finalmente quell’equilibrio mancato in questi anni, che ha determinato il calo di interesse da parte di pubblico e sponsor: anche oggi come in Australia si è vista una corsa tirata, con tante posizioni scambiate e tanta lotta.
Il tanto contestato regolamento Dorna sembra stia sortendo i risultati sperati: prestazioni livellate, equilibrio, incertezza e tante lotte che tengono incollato il pubblico.
Speriamo che la situazione rimanga la stessa anche quando il campionato tornerà in Europa, dove le piste sono sicuramente più tecniche e veloci rispetto alla Thailandia.

Appuntamento a domani, ore 11:00 italiane, con la partenza di Gara2.

Di seguito l’ordine di arrivo di Gara1 del Motul Thai Round al Chang International Circuit:

1. Jonathan Rea GBR Kawasaki Racing ZX-10RR 20 laps
2. Xavi Fores ESP Barni Ducati Panigale R +1.550s
3. Chaz Davies GBR Aruba.it Racing Ducati Panigale R +2.118s
4. Leon Camier GBR Red Bull Honda CBR1000RR SP2 +2.981s
5. Alex Lowes GBR PATA Crescent Yamaha R1 +7.258s
6. Tom Sykes GBR Kawasaki Racing ZX-10RR +7.501s
7. Michael van der Mark NED PATA Yamaha YZF-R1 +8.500s
8. Marco Melandri ITA Aruba.it Racing Ducati Panigale R +10.184s
9. Eugene Laverty IRE Milwaukee Aprilia RSV4 +11.072s
10. Jordi Torres ESP MV Agusta 1000 F4 +11.178s
11. Loris Baz FRA Althea BMW S1000RR +24.062s
12. Lorenzo Savadori ITA Milwaukee Aprilia RSV4 +24.632s
13. Leandro Mercado ARG Orelac Racing VerdNatura Kawasaki ZX-10RR +26.114s
14. Roman Ramos ESP Team GoEleven Kawasaki ZX-10RR +26.142s
15. Toprak Razgatlioglu TUR Puccetti Kawasaki ZX-10RR +26.320s
16. Yonny Hernandez COL Team Pedercini Kawasaki ZX-10RR +30.665s
17. PJ Jacobsen USA TripleM Honda CBR1000RR SP2 +32.625s
18. Jake Gagne USA Red Bull Honda CBR1000RR SP2 +38.725s

Did not finish
Ondrej Jezek CZE Guandalini Yamaha YZF-R1

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3 commenti
  1. Avatar

    Raphael

    24 marzo 2018 at 19:50

    Ma che campionato…. la Ducati per essere tecnicamente equiparata a una 4 cilindri dovrebbe avere 1400 cc e invece ne ha 1200, la Kawasaki è una 4 cilindri ma per tarpargli le ali ha un imitatore di giri più basso delle altre 4 cilindri…. bello… bello veramente questo campionato, e soprattutto equilibrato, già, a forza di colpi di regolamento fatti ad hoc in barba allo sport, quello vero intendo.

  2. Avatar

    emilio

    24 marzo 2018 at 22:44

    il fattore di equivalenza 1,4 per il diverso frazionamento di cilindrata è semplicemente assurdo.
    Nelle corse 1,4 è sempre stato il fattore di correzione tra aspirato e turbo.
    L’attuale 1,2 è fin troppo generoso per Ducati; in passato (vedi 500 e 400 due tempi bicilindriche) non ci sono mai stati favori così grossi, chi aveva il bicilindrico contava su maggiore leggerezza e minori consumi.

    Dal prossimo anno se correranno con i 4 come tutti gli altri allora si vedranno i motoristi.

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      Raphael

      25 marzo 2018 at 14:41

      Il fattore di 1,4 è matematica, è fisica, non è uscito dal cilindro di un mago.
      500 e 400 due tempi sono un’altra storia, lì c’era un vantaggio di peso minimo da regolamento per le 2 cilindri (e comunque i due cilindri non hanno alcun vantaggio di perso….)
      Il prossimo hanno saranno tutti 4 cilindri, ma col limitatore di giri, e se a qualcuno viene voglia di impegnarsi a migliorare il motore gliela fanno passare abbassando il loro numero massimo di giri. Quindi non si vedranno per nulla i migliori motoristi ma solo un bel show business per bimbi e ragazzi che salteranno sul divano e urleranno insieme a telecronisti ad ogni sorpasso.
      Studiate i motori invece di “opinionare” a sentimento.

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