MotoGP – Sei anni senza il “Sic”: il mio ricordo

Sei anni dalla scomparsa di Marco Simoncelli, voglio ricordarlo così

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Ci sono date che non si possono dimenticare anche a distanza di anni e il 23 ottobre 2011 è una di queste… Sono passati sei anni dalla tua scomparsa caro Marco, in quella pista dove nel 2008 avevi finalmente coronato il sogno del titolo mondiale e che tre anni dopo in quella maledetta curva 11, il destino beffardo ti ha portato via.

Credimi, odio anche solo sentire nominare la Malesia…

Quella mattina, come ogni domenica di gara, ero incollata alla tv, con la tachicardia a 1ooo come succede sempre ad ogni gran premio. Inizia la gara, tu sei subito in bagarre, poi… L’incidente, le urla dei cronisti, vedo il casco ruzzolare via ma subito non mi rendo conto che quel corpo esanime in terra è il tuo, penso sia il tuo compagno di squadra… Poi vedo la tua Kate piangere disperata e ai box vedo rientrare Aoyama…

Passano minuti interminabili, “non deve finire qui”, penso che hai ancora tanto da dare, anche se tu al risultato non puntavi perché dicevi “primo o ultimo non conta, l’importante è aver dato il meglio di sé in ogni singolo giro” tu, volevi divertirti e soprattutto, farci divertire… Dovevi darla vinta a tutte quelle persone cattive, si, proprio cattive, perché non puoi augurare la morte a un ragazzo che sta rischiando la vita, che ha un sogno; non puoi dire che uno come te, andava arrestato.

Poi, Guido Meda che dice a Paolone Beltramo di dare quella notizia che non avremmo mai voluto sentire… In quel momento, oltre alla disperazione, il vuoto… Ho pianto per giorni, ho marinato l’università il giorno del tuo funerale perché dovevo esserci, seppur è stato tremendo assistervi anche dalla tv.

Allora, non ero ancora una “giornalista”, ma solamente una tifosa che un giorno avrebbe voluto tanto conoscerti. Il destino ha voluto che nascessimo lo stesso giorno, ma da allora io non festeggio più il mio compleanno, confesso però che sul tavolo ogni 20 gennaio c’è una bella piadina fumante e la tua foto sul tavolo!

Spero di poter avere un giorno la possibilità di abbracciare babbo Paolo e mamma Rossella, per ringraziarli di averci dato la possibilità di conoscerti, di seguire le tue gesta.

Alla fine, sarebbe un po’ come abbracciare anche te…

Ovunque tu sia ora Marcone, spero che continuerai a inseguire i tuoi sogni…

Una tua tifosa.

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2 commenti
  1. Avatar

    multicom

    23 ottobre 2017 at 13:46

    Molto toccante,complimenti alla giornalista e w il sic

    • Avatar

      Jessica Cortellazzi

      25 ottobre 2017 at 14:05

      Grazie Multicom! Ci tenevo molto :’)

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