MotoGP: La vita di un meccanico da “corsa”

"Puoi rimanere in questo mondo solo se hai passione e se ti piace" dice Christophe Leonce, Chief Mechanic di Pol Espargaró

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MotoGP Meccanici – Osservando il mondo del Motomondiale dall’esterno, spesso, ci si ferma a pensare ed a parlare solo della parte visibile del paddock, spesso osserviamo piloti che compiono imprese al limiti dell’immaginabile o team manager fermi sulle loro decisioni e imperscrutabili su quali siano i loro timori e preoccupazioni durante le gare, ma in realtà c’è tutto un “sottobosco”all’interno del paddock che lavora incessantemente per dare la possibilità ai piloti di fare imprese e ai team manager di dormir sonni tranquilli.

Oggi, approfittando, dell’intervista realizzata dal blog della KTM, vogliamo rendere omaggio a una di quelle categorie che lavorano in sordina, lontani da occhi indiscreti: i meccanici.

Dall’esterno la vita del paddock è sempre affascinante, ma la cruda realtà è che gli addetti ai lavori passano mesi in giro per il mondo, cosa che potrebbe essere invidiata da molti, ma che in realtà è più dura di quanto si possa immaginare: “Guardando la TV sembra super eccitante ma siamo spesso in un ciclo di hotel-circuito-moto. È una routine, è quasi come un lavoro normale alla fine. Puoi rimanere in questo mondo solo se hai passione e se ti piace. È dura e hai bisogno di molta pazienza per lavorare molti anni in questo mondo”– dice Christophe Leonce Chief Mechanic di Pol Espargaró.

Il Chief Mechanic racconta un fine settimana di gara tipo: “Allora arriviamo al circuito mercoledì mattina intorno alle 8-9 del mattino e cominciamo a costruire il box. Siamo soliti finire prima dell’ora di pranzo. Nel pomeriggio, cominciamo le moto. Una delle due moto sarà completamente spogliata, pulita, controllata e aggiornata con nuove parti. Seguiamo un foglio di prova per la costruzione e prima di iniziare a montarla il giovedì, Jenny, nostro ingegnere dei dati, controlla tutti i sensori. Dopo aver acceso la moto controlliamo di nuovo tutto. Venerdì, sabato e domenica facciamo sempre le stesse procedure: arrivo al circuito, partenza e controllo delle moto – cose come: i sensori, le parti elettroniche, i freni e la frizione ogni giorno – poi lavori come lo svuotamento e la pesatura del serbatoio. Trenta minuti prima della sessione di libere riempiamo nuovamente la moto con il combustibile, ma lasciamo i pneumatici “da trasporto”, che sono le gomme che usiamo per spostarli; le gomme da gara rimangono nella parte posteriore del box dentro alle termocoperte. L’ultimo controllo riguarda anche il sistema informatico. Infine, cambiamo i pneumatici per la gara e poi la moto è pronta per andare”.

Christophe Leonce, che vanta oltre 30 anni di esperienza nel Motomondiale, spiega anche quali sono le giornate più stressanti: “La qualifica e le libere possono essere un po’ più stressanti perché non si vuole sbagliare e bisogna essere intelligenti e attenti a ciò che potrebbe accadere. Devi essere pronto a qualsiasi cosa, prima che accadano! Mercoledì e giovedì sono giorni più indaffarati, dopo è questione di manutenzione e piccoli miglioramenti. Quando mandi i ragazzi in pista, dovresti eliminare qualsiasi problema grazie ai controlli, ma non puoi mai ridurre il rischio a zero; non puoi mai avere tutto sotto il pieno controllo nel motorsport “.

Il meccanico ci spiega come vengono spostate le moto a fine weekend: “La moto viene trasportata così com’è. Non la smontiamo, ma dobbiamo stare attenti perché il motore usa un sistema pneumatico di valvola quindi dobbiamo usare una “bottiglia” di trasporto che è un serbatoio con all’interno aria a bassa pressione per mantenere le valvole in posizione. Senza questo sistema rischi di rompere le valvole. Quella è fondamentalmente l’unica misura che prendiamo. Non c’è carburante nella moto ma l’acqua rimane. Facciamo tutto insieme come squadra e questo è bello e veloce “.

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