MotoGP: Intervista esclusiva a Michele Pirro, “Il mio cuore batte per Ducati”

Il pilota pugliese ha collaudato anche la Ducati Desmosedici Stradale e ha detto: "Penso che ci farà divertire"

MotoGP: Intervista esclusiva a Michele Pirro, “Il mio cuore batte per Ducati”MotoGP: Intervista esclusiva a Michele Pirro, “Il mio cuore batte per Ducati”

Intervista esclusiva Michele Pirro – In occasione del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, abbiamo intervistato in esclusiva Michele Pirro, tester Ducati e wildcard del Gp di Misano. Nella gara di domenica, il pilota pugliese ha chiuso in quinta posizione, con un unico rammarico, dover aspettare 2 mesi per poter tornare a correre la prossima gara del mondale. Ricordiamo che Pirro è anche impegnato nel Campionato Italiano Velocità (CIV), dove è primo in classifica a punteggio pieno, dopo 8 gare e solo 4 ancora da disputare.

Che effetto fa arrivare qui e correre con Dovi in testa al mondiale?

“E’ un emozione incredibile, da quando sono arrivato in Ducati è la prima volta che siamo in testa al mondiale MotoGP dopo tanti anni. Per noi è la seconda gara di casa ed è fantastico essere qui e correre la mia seconda wildcard, questo mi motiva a far bene. Abbiamo un ottimo pacchetto, Dovi lo sfrutta al massimo e Lorenzo ci sta arrivando pian piano e ha dimostrato di essere veloce arrivando a ridosso del podio. Per me sarà importante essere veloce da subito e stare con loro. Ma non sarà facile, soprattutto perché faccio una gara ogni 4 mesi e non sarà facile trovare il ritmo.”

Usi una moto uguale alla loro o hai un piccolo laboratorio?

“Ho una moto molto simile, con qualche esperimento che ci aiuterà a trovare qualche miglioria. Non è facile da adesso cercare di progredire e trovare qualcosa che funzioni meglio, non è un lavoro facile, ma penso che i ragazzi a casa stiano facendo un ottimo lavoro.”

A differenza di Lorenzo, Dovizioso non ha usato la carena con le ali, tu la userai?
(Ricordiamo che l’intervista è stata registrata alla vigilia del Gp, prima che il pilota scendesse in pista)

“E’ da definire. Jorge e Dovi hanno due stili di guida completamente diversi, sapevamo che a Jorge la carena avrebbe dato un aiuto e così è stato. Poi dipende dalle caratteristiche della pista e dal set up che uno preferisce. Io sono più dalla parte di Lorenzo e penso di usare le ali.”

Che effetto fa fare da coach a un 5 volte campione del mondo?

“E’ un esperienza nuova ma allo stesso tempo mi è utile per migliorare la moto nei test, perché vivo i problemi pista dopo pista e turno dopo turno, sia dalla parte di Lorenzo, che guida da poco questa moto, che dalla parte di Dovi. Quindi per tutti e due, ascoltando le problematica, cerchi di assimilarle e di trovare il compromesso migliore nei test. Questo ha fatto si che la squadra fosse più unita dal punto di vista dello sviluppo, e i risultati ci stanno dando ragione. Bisogna continuare su questa linea ma non sarà facile.”

Ti aspettavi un Lorenzo così umile, che lavora ai box anche se è una persona abituata a vincere?

“Credo che sia il carattere dei campioni. Nella difficoltà si mettono in gioco e cercano di tirare fuori il massimo. Poi non è Lorenzo fa fatica e un’altra Ducati che non vince, c’è Lorenzo che sta crescendo e una Ducati che è in testa al mondiale. Questa cosa lo motiva e credo che farà un buon finale di stagione.”

In occasione del Gp di Misano è stato presentato il nuovo motore V4 che equipaggerà la Ducati Desmosedici Stradale, tu l’hai provata e collaudata, raccontaci questa esperienza(La presentazione ufficiale della moto avverrà in occasione dell’EICMA 2017)

“E’ come tutte le cose (ride, rimanendo sul vago). Come quando conosci una nuova ragazza, all’inizio è sempre tutto molto positivo. In Ducati hanno fatto un lavoro incredibile, la nuova V4 penso che ci farà divertire.”

Corri nel CIV e sei ad un passo dalla vittoria del titolo

“Ho vinto tutte le gare, come l’anno scorso e due anni fa. L’obiettivo non è vincerle tutte ma è essere veloce in tutte le gare, perché è l’unico allenamento che mi permette di essere competitivo nella gare della MotoGP, altrimenti con solo i test sarebbe difficile.”

Rossi si è infortunato con l’enduro, è necessario per un pilota fare questi allenamenti?

“Purtroppo questo è l’unico sport dove non riesci ad allenarti con il mezzo con cui corri, anche andare in pista è problematico. Quindi questa è l’unica cosa che puoi fare, perché hai bisogno del gas, della manopola, del freno, per provare l’emozione e la concentrazione. E’ impensabile vietare ad un pilota di andare in moto, poi esistono anche le sfortune. Vale si è rotto una gamba, Cal si è fatto male in casa, quindi se non è il tuo giorno ci fai poco da quel punto di vista. Questo è il limite grosso e l’allenamento va fatto soprattutto visti i livelli a cui sono arrivati negli ultimi anni.”

Fai il tester e le wildcard, ma se ti arrivasse una chiamata da un altra casa per correre in pianta stabile, cosa faresti?

“In questo momento, e negli anni, ho dato tanto alla Ducati e il mio cuore batte per Ducati. Abbiamo lavorato tanto insieme e adesso dobbiamo rimanere concentrati per portare a termine un lavoro iniziato 5 anni fa con Dovi e i ragazzi, poi con l’arrivo dell’ Ing. Dall’Igna. Per adesso sto bene in Ducati e continuerò a fare il mio massimo per la Ducati.”

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