Superbike: la risposta di Pirelli ai problemi di Misano

I tecnici Pirelli hanno evidenziato che sono stati causati da anomalie di gestione e conservazione delle gomme

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Dopo l’Acerbis UK Round e il Pirelli Riviera di Rimini Round, gli pneumatici Pirelli erano finiti sotto esame per i problemi accusati in gara alla gomma anteriore da Rea a Donington Park, di Van der Mark e Torres al Misano World Circuit Marco Simoncelli, che avevano costretto i piloti al ritiro e sollevato qualche preoccupazione sulla sicurezza.

Il fornitore unico ha dichiarato allora che nelle quasi tre settimane prima di Laguna Seca, in programma questo fine settimana, i tecnici Pirelli avrebbero analizzato a fondo le gomme incriminate, tutte soluzioni di gamma e non di sviluppo.
Il rischio di incrinare l’immagine del brand, la fiducia dei team e di Dorna, considerato che Pirelli è da anni fornitore unico WorldSuperbike, era troppo elevato per non intervenire tempestivamente.

Dai dati è emerso come i danneggiamenti non siano riconducibili a componenti strutturali delle gomme ma sembra siano dovuti allo stress a cui sono stati sottoposti i pneumatici, dato dall’eccessiva temperatura dell’asfalto ma anche da altre variabili come le pressioni, che avrebbero alzato in maniera anomala la temperatura delle gomme.
Pirelli ha invitato i team a rispettare le indicazioni delle pressioni minime comunicate ad inizio anno (i pneumatici posteriori devono avere una pressione minima in utilizzo pari a 1,65 bar (23,9 PSI) fin dal primo giro di gara) e a usare correttamente le termocoperte.

“Credo sia evidente a tutti come negli ultimi anni Pirelli abbia davvero spostato molto in alto l’asticella delle prestazioni dei pneumatici che utilizza nel Mondiale Superbike e che, è bene ricordarlo, sono prodotti di serie regolarmente in vendita sul mercato e non dei prototipi come quelli usati in MotoGP” – ha dichiarato Giorgio Barbier, Direttore Attività Sportive Pirelli Moto – “Con il tempo anche la potenza e il livello tecnologico delle moto sono chiaramente cresciuti rispetto al passato e più il livello delle prestazioni dei pneumatici cresce e maggiore è la “sensibilità” del prodotto a tutte le più piccole variabili esterne allo stesso, quali ad esempio le pressioni. In seguito a quanto successo negli ultimi due round abbiamo deciso di attuare un ulteriore step di sviluppo dei nostri prodotti e continueremo a farlo perché vogliamo che a prestazioni eccellenti corrisponda anche l’affidabilità di prim’ordine che ha sempre caratterizzato i nostri pneumatici. Va però detto che lo sviluppo del prodotto non è andato di pari passo con le possibilità che Pirelli ha di monitorare i propri pneumatici in gara – precisa Barbier -. In altri campionati il costruttore di pneumatici è in grado di sapere in tempo reale la pressione perché ciascuna moto è dotata di sensori di pressione, per noi questo controllo non è al momento possibile e non tutti i team sono dotati di sensori di pressioni. Le pressioni, insieme ad un corretto utilizzo delle termocoperte, giocano davvero un ruolo fondamentale affinché pneumatici con un altissimo livello tecnologico possano lavorare in modo corretto”.

Pirelli comunque a Laguna Seca porterà due nuove soluzioni posteriori di sviluppo.

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