MotoGP Test Phillip Island: Dopo Yamaha, Suzuki e Aprilia mostrano nuove carene. Analisi e confronto delle novità aerodinamiche

La casa dei Tre Diapason aveva già mostrato le proprie novità, oggi è stato il turno di Aprilia e Suzuki

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MotoGP Test Phillip Island, le novità tecniche– Finalmente, in occasione della seconda giornata di test sul circuito di Phillip Island, le squadre cominciano a mostrare qualcosa in più, soprattutto dal punto di visa aerodinamico. Dopo la messa al bando delle famigerate alette a fine 2016 , e visto il loro ormai largo utilizzo, ci si chiedeva come si sarebbero mosse le case per cercare di riprodurre il carico aerodinamico generato dai winglets.

La prima a mostrare tutte le carte è stata la Yamaha, in occasione dei test di Sepang. La casa dei tre diapason, ha “aggirato il regolamento”, creando una sorta bi-ala intubata integrata nella carena. Tale struttura rientra perfettamente nelle regolamento, poiché è espresso chiaramente che non sono consentite appendici aerodinamiche esterne alla carena; la Yamaha “coprendole” le ha rese legali, ma con qualche compromesso. È evidente che le nuove alette, viste le misure ridotte, non riescano a generare lo stesso carico aerodinamico, in più, avendole spostate più vicino al baricentro della moto la deportanza  genererà un momento che si oppone all’impennamento della moto molto minore rispetto a quando queste erano montate sul cupolino e avevano quindi distanza maggiore dal baricentro.

E’ interessante anche notare come si evolvono le alette all’interno della carena. Rispetto a quelle che venivano montate lo scorso anno, avendo una larghezza minore è stata aumentata la corda( distanza tra bordo d’attacco e bordo d’uscita). Un aspetto positivo del sistema escogitato dalla Yamaha è sicuramente la pulizia dei flussi d’aria intorno della carena, con un miglioramento anche nella espulsione di aria calda da dietro il radiatore.

Ovviamente però non ci sono solo aspetti positivi; scegliendo una conformazione a biplano va a diminuire la deportanza, rispetto ad un’ala singola con la stessa superficie; inoltre, è stato necessario aggiungere un deflettore verticale all’interno della paratia per evitare che i flussi in uscita dalla carena andassero ad impattare contro la gamba del pilota, generando così una notevole resistenza. (evidenziato in  foto con la linea rossa).

Carena Yamaha Phillip Island 2017

Ovviamente con o senza paratia la differenza è notevole, ma in ogni caso, un elemento aggiunto disturba i flussi, anche se in forma minore.

La Suzuki ha svelato al Day 2 la nuova carena, molto simile a quella Yamaha ma con differenze notevoli visibili ad occhio nudo. In sostanza quello fatto da Suzuki è stato un lavoro molto meno studiato rispetto alla casa dei tre diapason. Gli ingegneri di Hamamatsu hanno mantenuto le alette pressoché identiche allo scorso anno, sia nella posizione che nelle dimensione.  A quanto pare è bastato aggiungere una copertura laterale che partisse dal cupolino fino al lato carena per rientrare nel regolamento. Il vantaggio di un lavoro del genere è notevole, rispetto a chi è stato costretto a riprogettare per intero la carena, poiché i dati ottenuti con questa nuova conformazione dovrebbero essere facilmente confrontabili a quelli dello scorso anno.

Carena Suzuki alette integrate Phillip Island 2017

Moto interessante la scelta di Aprilia, che ha optato per qualcosa di diverso ma allo steso tempo simile alle due case citate sopra.  In sostanza le alette sono state ricavate direttamente dal cupolino, senza aggiunte vistose. E’ una soluzione che sembra molto efficace, la posizione è la stessa dello scorso anno, le dimensioni  però sembrano minori. Interessante anche il lavoro fatto sulla presa d’aria dell’air box, prima più ovale, adesso molto simile a quello Yamaha. Forse per cercare di avere più spazio possibile per le alette è stato necessario modificare anche l’interno dell’air box e, per avere la tessa portata d’aria, sono stati obbligati ad allargarlo nella parte superiore.

Carena Aprilia alette integrate Phillip Island 2017

Per Ducati e Honda c’è ancora da aspettare, nessuno dei due team si è ancora esposto; vedremo se per il day 3 lasceranno trapelare qualcosa.

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