La Yamaha trionfa nella 39esima Otto ore di Suzuka

Pol Espargarò, il giapponese Katsuyuki Nakasuga e Alex Lowes bissano il successo dello scorso anno

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I pronostici della vigilia la davano come favorita, e in una corsa come la Otto Ore di Suzuka, che per le case giapponesi vale quanto un MotoGP, è una responsabilità che porta in dote anche una buona dose di pressione mediatica, cui si deve aggiungere le difficoltà insite della gara.

Yamaha dimostra quindi la competitività della sua R1 bissando il successo dello scorso anno, con la star locale Katsuyuki Nakasuga e il pilota MotoGP Pol Espargaro, con Alex Lowes a completare la formazione e a cui è spettato l’onore di chiudere sotto la bandiera a scacchi, a notte fonda, nella suggestiva cornice dei fuochi d’artificio.

Considerando che qui le quattro sorelle, ovvero Yamaha, Honda, Kawasaki e Suzuki portano storicamente mezzi di primissima levatura, piloti di vertice da affiancare ai samurai nipponici, anche se quest’anno per la casa vincitrice è mancato un rivale all’altezza, posta la supremazia indiscussa dimostrata in pista.

Se scorso anno l’attenzione era stata tutta per Casey Stoner, prima che guasti tecnici e il pauroso incidente impedissero a Honda di competere fino in fondo la vittoria, in questa edizione è toccato al pilota WorldSbk ed ex MotoGP Nicky Hayden, guidare il Team RT Harc-Pro: purtroppo però anche lui è rimasto appiedato da un problema tecnico.
Honda si è trovata così a lottare solo per la seconda piazza, con Micheal Van der Mark e Takumi Takahashi contro il team Kawasaki Green di Haslam, Kazuma Watanabe e Akira Yanagawa, e il team Yoshimura Suzuki Shell Advance che schierava il 41enne Noriyuki Haga, ancora maestro a Suzuka, e il pilota Superbike Josh Brookes: alla fine la spunta il team Green di Kawasaki davanti a Suzuki.
Da registrare lo sfortunato epilogo del team Honda team FCC TSR, con la CBR1000RR di Dominique Aegerter, pilota svizzero Moto2, andata a fuoco.

Al via anche quattro italiani: Niccolò Canepa, con Yamaha GMT94, Gianluca Vizziello, al debutto a Suzuka su Kawasaki #8 Team Bolliger Switzerland, Emiliano Bellucci, su Kawasaki #46 Flembbo Leader Team, e collaudatore Daniele Veghini con un’Aprilia RSV4 del Team Sugai Racing Japan.

Si chiude cosi una Otto ore di Suzuka che non ha emozionato molto e che lascia in dote numerosi interrogativi per il 2017: con Honda e Suzuki che schiereranno finalmente le nuove CBR e GSX-R, mentre Yamaha punterà sicuramente al terzo sigillo di fila.

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