MotoGP Barcellona: Valentino Rossi, “Per il titolo è dura, pensiamo gara per gara”

Il pesarese ha parlato anche della spiegazione della Yamaha sulla rottura del Mugello

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Valentino Rossi MotoGP 2016 Press Conference Gp di Catalunya Yamaha Movistar – Valentino Rossi ha parlato alla vigilia della prima giornata di prove del GP di Catalunya, settima tappa del motomondiale 2016. Il pesarese della Yamaha ha parlato della gara di Barcellona, ma è tornato anche su quella del Mugello, interrotta anzitempo a causa della rottura del motore della sua Yamaha.

“Per quanto riguarda il problema avuto al Mugello, secondo me il problema è dovuto al dosso che c’è sul rettilineo, perchè quest’anno i motori girano un pò di più e li si arriva in sesta a “full gas” e quando la ruota dietro si alza un pò, i giri aumentano. Lì dovrebbe intervenire il limitatore, ma hanno scoperto che il limitatore della centralina di quest’anno è meno preciso rispetto a quello che avevamo.”

Possibile che in Yamaha non si siano accorti del problema durante le prove?

“Evidentemente no, in gara ci sono condizioni diverse rispetto alle prove, si sta molto dietro ad altri piloti, per tanti giri di fila, purtroppo è capitato.”

Sei convinto di questa spiegazione fornita dalla Yamaha?

“Sinceramente speravo che si fosse rotto qualche particolare, riferito a quei due motori, a livello di materiale o di montaggio. Essendo questa la situazione non possiamo essere tranquilli al 100%. Gli altri due motori hanno più km, ma secondo la Yamaha non hanno problemi. E’ stato comunque un problema strano, evidentemente la pista del Mugello ha contribuito a creare questo problema, anche perchè sia la mia moto che la sua (quella di Lorenzo, ndr) si sono rotte nello stesso punto.”

Parlando del campionato adesso ci sono 300 punti a disposizione ed hai 37 punti di ritardo da Lorenzo, quanto si fa dura?

“Adesso non dobbiamo pensare al titolo, ma gara per gara e fortunatamente quest’anno sono competitivo. Avere due zeri dopo due gare è pesante, 37 punti sono tanti da recuperare, soprattutto su Lorenzo e Marquez, due piloti velocissimi in tutte le piste e in tutte le condizioni e sempre in lotta per il podio. Detto questo mancano ancora tante gare, il più grande rammarico è che il problema sia successo al Mugello, davanti al mio pubblico. Sarebbe stato un finale di gara divertente, un finale a tre.”

Cosa pensi di questa pista, un circuito completo e con tante sezioni diverse tra loro.

“E’ una delle piste più belle del mondiale e anche l’atmosfera è bellissima. Purtroppo negli ultimi anni l’asfalto è peggiorato, soprattutto a causa delle Formula 1, che qui girano tanto. E’ bellissima da guidare, ma difficile se non sei a posto. Lo scorso anno ho sofferto in prova ma sono andato forte in gara. Quest’anno speriamo di essere competitivi sin da subito e di essere forti come al Mugello.”

A proposito del Mugello, quanto tempo è servito per smaltire la delusione?

“E’ stata dura, sono stato triste per un pò di giorni, il mio stato d’animo non era dei migliori.”

Quanto ti piacerebbe vincere in casa degli spagnoli?

“Sarebbe bello, ma alla fine sarebbero sempre 25 punti.”

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2 commenti
  1. Avatar

    Raphael

    2 Giugno 2016 at 22:22

    “… alla fine sarebbero sempre 25 punti”, vero, perché non introdurre nuovamente il vecchio medagliere (in motociclismo e in automobilismo) per decretare il campione mondiale? Sarebbe la cosa più normale e logica, senza dare al campionato mondiale una importanza più grande di quella che ha e dando più importanza alle singole gare, chi vince una gara diventa campione di quella nazione-regione, chi è più volte campione è campione mondiale, semplice no? Evidentemente raccogliere punti in stile campionato di calcio è più comprensibile per l’appassionato medio….

  2. Avatar

    emilio

    4 Giugno 2016 at 07:42

    Lo stile campionato di calcio lasciamolo appunto al calcio… questo è motociclismo.
    Basterebbe reintrodurre le regole di un tempo, diciamo un 15% circa di scarti (3 gare su 16?) ed eventuali problemi di rotture o bowling sono neutralizzati.
    Così si evitano anche le polemiche sui “ragionieri”.

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