Superbike: Si delinea il calendario 2016

Dopo il Lausitzring, Monza andrà a sostituire il round russo

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Nonostante si sia da poco conclusa l’edizione 2015, tra pochi giorni Dorna dovrebbe già ufficializzare il calendario del Campionato Mondiale Motuil FIM Superbike del prossimo anno, svelando i circuiti che ne ospiteranno i round.

Dopo il già annunciato ritorno allo storico Lausitzring in Germania, ci dovrebbe essere un’altra gradita sorpresa per tutti gli appassionati, specialmente italiani: sembra proprio che il 2016 sia l’anno di Monza, dopo due edizioni di assenza.
Confermate sempre Imola, indicativamente a maggio, e ovviamente Misano a giugno, sul tracciato brianzolo si dovrebbe correre a Settembre, dopo la F1, oppure a fine luglio prima della pausa estiva.
L’alternativa a Monza sarebbe il tracciato di Vallelunga: la nuova tappa italiana va a cancellare quella russa.
Il nodo da sciogliere é legato all’omologazione della pista: le modifiche proposte in primavera erano state approvate da Dorna ma non dalla FIA, dopo un consulto con Hermann Tilke.
La F1 ha un peso indubbiamente notevole e le decisioni che verranno prese in termine di modifiche terranno conto delle sue esigenze.
Così come quelle del Parco di Monza, la cui vegetazione non può essere intaccata.
Il nuovo progetto dovrebbe così portare ad avere “due circuiti”, uno per le auto e uno per le moto.

Quattordici tappe, suddivise in 9 europee e 5 extra Europa, per un totale di 28 gare: si partirà come da tradizione con Phillip Island, in Australia, a fine febbraio.
Tra gli eventi extraeuropei confermate anche Thailandia, Malesia, Laguna Seca e Qatar, che ospiterà ancora il round conclusivo a fine ottobre.
Le tappe europee saranno invece le confermate: Aragon (Spagna), Assen (Olanda), Donington (Gran Bretagna), Jerez (Spagna) Magny Cours (Francia) e il rientrante Lausitzring in Germania.
In italia, come detto, ospiteremo il circus a Imola, Misano Adriatico, Monza oppure Vallelunga.

Dai nomi riportati si capisce come Dorna abbia deciso di non seguire solo logiche commerciali, condivisibili per altro, legate all’apertura e allo sviluppo di nuovi mercati, ma abbia optato anche per un ritorno alle origini, scegliendo molti dei circuiti che hanno fatto la storia delle due ruote.
Questo indubbiamente non può che fare piacere.

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