Superbike: Anteprima Pirelli in vista del round di Donington

Vediamo insieme le soluzioni di gamma che il fornitore unico presenterà in Inghilterra

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Questo fine settimana il circuito inglese di Donington Park ospiterà per la ventitreesima volta nella sua storia, i piloti del Campionato Mondiale eni FIM Superbike e vedrà, con tutta probabilità, proprio i quattro britannici al momento nelle prime quattro posizioni in classifica, contendersi la vittoria.

Primo fra tutti il nordirlandese Jonathan Rea che quest’anno sembra marciare inarrestabile, con otto gare vinte su un totale di dieci disputate e 240 punti, verso il titolo iridato.

Alle sue spalle, con un distacco di 87 punti, Leon Haslam che a Donington Park è di casa: il pilota Aprilia non si presenterà in perfette condizioni a causa dei postumi della frattura a 3 costole rimediata lo scorso round di Imola.

Nettamente più distaccato, a quota 128 punti, è Tom Sykes, compagno di squadra di Jonathan Rea e Campione Superbike nel 2013, che quest’anno ha avuto qualche difficoltà ad inizio di campionato ma ora sta risalendo lentamente la china.
A soli cinque punti di distacco dall’inglese su Kawasaki, c’è Chaz Davies

Con due piloti nelle prime tre posizioni e 240 punti in classifica generale, Kawasaki arriva a Donington alla guida della classifica costruttori, seguita a distanza da Aprilia con 169 punti.

Pirelli per questo appuntamento conferma sostanzialmente le soluzioni già utilizzate con successo nei precedenti round, tra queste sia la SC2 di gamma anteriore che la SC0 e la SC1 di gamma posteriore, a cui si affiancano alcune soluzioni di sviluppo che potranno essere ulteriormente testate su un circuito che presenta temperature tra le più fredde fra quelle dei tracciati in calendario.

Donington è lungo 4023 metri e presenta 12 curve, 7 a destra e 5 a sinistra e il raggio delle curve va da un minimo di 24 metri ad un massimo di 333 metri, mentre la pendenza massima è dell’8% e il rettilineo d’arrivo misura 550 metri.
Il senso di percorrenza è orario e il pilota in pole position parte sulla sinistra.

Il Campionato Mondiale Superbike vi ha fatto tappa in diversi periodi dell’anno come marzo, settembre e maggio, ma rescindere dal periodo, Donington resta un’incognita dal punto di vista meteo: si possono avere condizioni primaverili e temperature gradevoli così come così come giornate fredde e piovose.
Nel primo caso si potranno utilizzare soluzioni in mescola morbida come la SC0, nel secondo gomme più protette per prevenire il cold tearing se non pneumatici intermedi o da bagnato.

L’usura da lacerazione tende a diminuire molto con le temperature elevate, ma in queste condizioni la pista generalmente offre un grip molto scarso e sul bagnato l’asfalto è scivolo e viscido.

Il tracciato è di tipo misto anche se abbastanza veloce con molti saliscendi (es. Holly Wood) e alcune curve veloci che obbligano a frenate e accelerazioni brusche che mettono a dura prova i piloti (es. Melbourne Hairpin).
Sul rettilineo in uscita dalla Coppice (curva 8) si raggiunge la più alta accellerazione in uscita di curva.

La parte più interessante è costituita però dalle due curve medie che interrompono il rettilineo opposto all’arrivo (Old Hairpin e McLeans Corner): due curve secche come un tornante ma veloci come un curvone in cui non si scende mai sotto i 100 Km/h.
Chi riesce ad aumentare la velocità minima alla corda e percorrere in modo ottimale queste due curve può guadagnare decimi molto utili.

Rispetto ad altri tracciati Donington non è un circuito che permette di raggiungere velocità particolarmente elevate: la massima è appena superiore ai 270 km/h, e la media si assesta poco sopra i 160 Km/h.
Considerando anche le condizioni climatiche locali, i pneumatici si trovano di solito a lavorare con temperature superficiali piuttosto basse, ecco perchè la loro flessibilità è fondamentale e deve garantire i soliti 55° di piega e le solite accelerazioni laterali nonostante la temperatura di lavoro sia quella di un normale impiego stradale.

La prima parte del tracciato richiede una grande stabilità all’avantreno e il pneumatico anteriore dovrà essere in grado di mantenere la propria conformazione garantendo il supporto necessario a percorrere le curve in discesa.
Il posteriore risulta interessato in particolare nelle fasi di accelerazione brusche, tipiche di questo circuito, specialmente quella in uscita dalla Coppice.
Con il freddo la mescola del battistrada, in particolare in quelle morbide, non riesce a raggiungere agevolmente le temperature di esercizio corrette e, a cause delle rigidità elevate, potrebbe subire in fase di apertura gas lacerazioni e strappi superficiali.
In questi casi, è consigliato utilizzare soluzioni posteriori più robuste meccanicamente.

Per questo appuntamento oltremanica Pirelli porta a Donington Park 4260 pneumatici, che serviranno a coprire le esigenze delle classi Superbike, Supersport, Supersport 1000 e European Junior Cup dal momento che la Superstock 600 non sarà presente in Inghilterra.
Ciascun pilota Superbike avrà a disposizione 34 pneumatici anteriori e 38 posteriori, con 3 soluzioni da asciutto per l’anteriore e 3 per il posteriore oltre ai pneumatici intermedi e da bagnato e al pneumatico posteriore da qualifica.

All’anteriore ad affiancare la SC2 di gamma troviamo ancora una volta la SC1 di sviluppo S1699 che ha debuttato con successo ad Aragón nel 2014 ed offre un maggior sostegno nell’approccio alle curve a favore di una migliore precisione di guida: è stata la soluzione più utilizzata all’anteriore nel corso del 2014 e quest’anno è stata portata anche nei primi cinque appuntamenti del 2015.
Terza ed ultima opzione per l’anteriore è costituita dalla specifica T1467, soluzione di sviluppo che ha debuttato con successo ad Assen ed è stata utilizzata anche ad Imola.
In mescola SC1, rispetto alla S1699, è più protetta da usura e allo stesso tempo è più stabile di una SC2.

Per il posteriore le stesse due soluzioni già portate in Spagna e ad Assen: SC0 di gamma e SC1 di sviluppo T1392, che si differenzia dalla SC1 di gamma per un diverso sistema costruttivo che le garantisce un comportamento più omogeneo e costante per tutta la durata della gara.
A queste si aggiunge come terza opzione proprio la SC1 di gamma, una soluzione molto versatile che ben si adatta a diverse temperature e che ha debuttato in Thailandia ed è poi stata portata anche ad Aragón e Assen.

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